Mercoledì 3 giugno, presso la Sala Spadolini del Mic, è stato presentato alla stampa “Campioni del mondo – Italia loves Unesco”, il grande evento realizzato da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Rai Cultura e con diversi Ministeri, dedicato alla celebrazione dell’Italia come nazione con il più alto numero di siti patrimonio dell’umanità al mondo.
La serata evento, in programma il 5 giugno all’Arena di Verona, sarà condotta da Milly Carlucci e trasmessa in diretta su Rai 1 e in Eurovisione. Un appuntamento pensato per celebrare il prestigioso primato italiano, festeggiare l’Opera e la Cucina Italiana e lanciare la candidatura Unesco della canzone napoletana classica.
Sul palco dell’Anfiteatro si esibiranno 500 artisti, tra cui l’Orchestra e il Coro dell’Arena, insieme a grandi nomi come Plácido Domingo, Vittorio Grigolo, Gigi D’Alessio, Sal Da Vinci, Serena Rossi, Massimo Ranieri e Patti Smith. All’esterno dell’Arena, invece, Paolo Belli guiderà il pubblico nella preparazione di una “cena italiana sotto il cielo” per mille persone.
In occasione della conferenza stampa abbiamo intervistato Milly Carlucci, che ci ha raccontato l’emozione di condurre un evento così importante e ha parlato anche del futuro di Ballando con le Stelle, tra cambio di location, cast, giuria e possibili novità della prossima edizione.
Intervista a Milly Carlucci
Hai detto che sulla giuria di Ballando te ne sei sentita dire tante.
Sì, ma non è il momento, nonostante tutte le notizie che stanno uscendo. Sono tutte fake news. Tutti fanno esercizio di fantasia. Noi siamo molto felici di questo esercizio di fantasia perché vuol dire tenere Ballando con le Stelle al centro dell’attenzione nazionale. Però adesso il primo argomento è il cast, perché senza cast non c’è Ballando. Quindi parliamo del cast, poi vediamo chi siamo e poi capiremo che succederà.
Selvaggia Lucarelli ha dichiarato di avere un percorso diverso. Cosa succederà?
Con grande affetto e grande amicizia da parte nostra, ci penseremo più avanti. Comunque rimane il fatto che la nostra giuria è la più iconica e chiacchierata di tutto lo spettacolo italiano.
Sarà un’edizione comunque di grande cambiamento, se non altro per il cambio di location?
Il cambio di location è un fatto importante. È un po’ come quando traslochi: cambi casa e mettere le tue cose in una casa nuova ti obbliga a riarrangiare tutto. È difficile riuscire a ripetere tutto per filo e per segno come era prima. Quindi è anche un’occasione di crescita. Così come succede nei cambi di casa, sei costretto a esaminare quello che ti serve e quello che non ti serve. Anche noi saremo costretti a fare un inventario di chi siamo, di come siamo e di come ci muoviamo. Sono sempre momenti importanti.
Andate al Teatro delle Vittorie?
No, andiamo a Saxa Rubra.
Tra i possibili sostituti di Selvaggia si è parlato anche di Barbara D’Urso. C’è questa possibilità?
Non faccio nessun toto-giuria di nessun tipo, perché veramente non ne stiamo parlando. Se adesso cominciamo a dire questo sì e questo no, rischiamo di dire cose senza consistenza. È un argomento su cui dovremo riflettere tutta l’estate per arrivare poi a una soluzione a settembre, visto che la giuria è il motore del programma.
Ballando è un programma arrivato alla ventunesima edizione. Cosa rispondi a chi dice che in televisione manca la capacità di rinnovarsi e che si vedono sempre gli stessi programmi?
Noi stessi in questi anni abbiamo sempre tentato, in primavera, programmi diversi. Quest’anno siamo riusciti ad affermare un titolo come Canzonissima, che però, guarda caso, è un titolo antico con un cuore modernissimo, con un grande reboot e un grande rinnovamento.
Nella televisione di oggi trovare titoli nuovi è difficile, perché non hai più l’attenzione di tutto il pubblico italiano come accadeva quando debuttavano i grandi varietà di Rai 1. All’epoca c’era solo Rai 1 e tutto il pubblico italiano guardava quello che faceva Rai 1. Adesso ci sono migliaia di rivoli in cui si disperde l’attenzione: digitale, canali in chiaro, piattaforme, computer.
Sei costretto ad apparire e a fare risultato quando sei ancora troppo piccolo, perché sei nuovo e devi correre insieme ad atleti che hanno venticinque anni e quattro Olimpiadi nelle gambe. Tu sei un bambino, ma corri con gli atleti olimpici e non hai neanche il tempo di spiegare chi sei. Non c’è più il tempo di niente.
Credo che il miracolo accaduto con Canzonissima nasca molto dal fatto che c’era un titolo così forte da aprire già una porta. Uno dice: guardo Canzonissima, sarà un grande spettacolo pieno di musica, personaggi e colore. Poi noi siamo entrati dietro questa porta aperta portando tutte le nostre novità. Ma è difficile.
Anche la messa in onda è importante?
Certo. Le messe in onda sono importantissime. Ci sono giornate più protette e giornate meno protette. È chiaro che, se fai un investimento, lo vuoi mettere laddove l’investimento deve riportare a casa il risultato.
A Ballando c’è un personaggio a cui stai lavorando da tanti anni, magari anche come ballerino o ballerina per una notte?
Ce ne sono tanti. Noi cerchiamo ogni volta, attraverso i ballerini per una notte, di aprire una porta su un mondo che magari non riesce a venire a fare il programma. Penso, per esempio, al mondo dei grandi campioni. È difficile che un grande campione possa, per tre mesi, non allenarsi e venire a fare il programma.
L’ha fatto Fognini perché aveva deciso di appendere la racchetta al chiodo. Il ballerino per una notte, come è successo con Jacobs subito dopo la vittoria alle Olimpiadi, è l’occasione per far arrivare sul nostro palco qualcuno che normalmente non potrebbe venire.
Tipo Claudio Santamaria?
Sì, certo. Anche a Canzonissima abbiamo avuto l’occasione di avere Claudio Santamaria, Massimiliano Gallo e Alessandro Preziosi. Sono personaggi che ci farebbe piacere portare a Ballando con le Stelle. Sono personaggi in carriera.
Varrebbe sempre la regola del reality? Cioè chi ha fatto un reality non partecipa?
Non è una regola. Chi ha fatto i reality, e ce ne sono tanti che ne hanno fatti non solo uno ma più di uno, ha già raccontato se stesso per filo e per segno su un altro palcoscenico. Quindi tutto quello che riguarda la scoperta di un personaggio non c’è più, perché l’abbiamo già scoperto attraverso un altro programma.
Non è una regola perché uno dice: io detesto tutti gli altri reality. Non è questo. È che hai dei personaggi che sono già stati profondamente raccontati e attraversati da tutto, anche dalla stampa.
Stai corteggiando tanti personaggi?
Sì, sto corteggiando tantissimi. Ho un mio libretto nero in cui segno gli stranieri, perché costano troppo e poi possono andar bene come ballerini per una notte, anche perché non parlano la lingua. Bisogna passare attraverso la traduzione e questo rende tutto abbastanza freddo.
In una recente intervista Raimondo Todaro ha detto che gli piacerebbe tornare a Ballando. Per te porte aperte?
Lui è già tornato a Ballando. È tornato nella celebrazione dei vent’anni, con Sognando Ballando. Ha fatto un bellissimo pezzo ballato con noi.
Noi stiamo ogni volta cercando di andare avanti e di cambiare anche in piccola parte tutto il nostro cast fisso, senza lasciare indietro nessuno, ma cercando di essere sempre molto presenti sull’attualità. Quindi vediamo prima chi ci sarà nel cast. Poi i maestri arrivano a supporto di un cast preciso. E la giuria arriverà dopo.
Dato che vai a Verona, ti fermerai anche a Gardone Riviera?
Mi piace tantissimo Gardone Riviera.
Barbara D’Urso ha scritto che in autunno ci saranno tante novità. Come giurata c’è la possibilità?
Vi prego, non mi fate fare dichiarazioni sulla giuria perché sono premature, veramente. La giuria, come ho detto prima, è talmente importante: è il motore di tutta la trasmissione. Non è un terno al lotto in cui uno lancia dei nomi e dice una cosa a caso.
Bisogna pensare a tutti gli equilibri, bisogna pensare anche a come è fatto il cast di quest’anno per dare a questa giuria la migliore possibilità di esplodere, come ha fatto tutti gli anni.









