300 – L’alba di un impero: Opinioni e recensione del film

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300 – L’alba di un impero è un film del 2014 di genere Storico/Azione diretto da Noah Murro, con protagonisti Sullivan Stapleton, Eva Green, Hans Matheson, Lena Headey, Peter Mensah, David Wenham, Rodrigo Santoro. Il film ha una durata di circa 102 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film 300 – L’alba di un impero

La regina Gorgo di Sparta racconta ai suoi uomini della battaglia di Maratona, nella quale re Dario di Persia è stato ucciso dal generale Temistocle di Atene dieci anni prima. Il figlio del defunto, Serse, è determinato a seguire le orme paterne e a vendicare il genitore.

Il nuovo sovrano è consigliato dalla bella Artemisia, comandante delle flotte navali, secondo la quale le ultime parole del padre in punto di morte, ossia “solo gli dei possono sconfiggere i greci”, fossero una sorta di sfida per l’erede. Dopo essersi bagnato nell’acqua di una caverna, Serse riemerge con le sembianze di un dio-re, drasticamente mutato nell’aspetto fisico e nel carattere.

Temistocle si incontra con il consiglio e riesce ad ottenere una flotta per affrontare i persiani in mare, per poi dirigersi verso Sparta e chiedere aiuto a re Leonida, che gli viene momentaneamente negato. In seguito il condottiero si incontra con un suo vecchio amico che gli rivela le origini greche di Artemisia, cresciuta come schiava e poi adottata da un emissario persiano. La donna è ora in cerca di vendetta e la sua strada si incrocerà con quella di Temistocle in maniera inaspettata.

La recensione del film 300 – L’alba di un impero

Dopo il grande successo, più di pubblico che di critica (comunque divisa), di 300 (2006), l’epica lotta tra greci e persiani viene rivisitata ancora una volta in questa storia che si pone parallelamente a quella vedente per assoluto protagonista il Leonida di Gerard Butler. La fonte d’ispirazione è nuovamente un’opera di Frank Miller, autore della miniserie a fumetti Xerxes: The Fall of the House of Darius and the Rise of Alexander, anche se in questa occasione gli elementi fantastici sono più risicati rispetto alla precedente pellicola.

300 – L’alba di un impero punta le proprie carte sulla resa estetica, con dinamiche action che guardano ai virtuosismi del prototipo, tra rallenty e una violenza sanguigna, ma l’effetto sorpresa è ormai svanito e le stesse coreografie si rivelano meno ispirate del previsto. L’aggiunta delle dinamiche frontali tra le flotte navali aggiunge poco o nulla allo spettacolo tonitruante e “tamarro” nel quale i protagonisti si trovano impegnati, e la sceneggiatura soffre di evidenti forzature e della mancanza del necessario carisma da parte del cast.

Se Eva Green è al solito splendida e sensuale, regalando anche una sequenza di nudo (abbastanza gratuita) difficile da dimenticare almeno per il pubblico maschile, l’australiano Sullivan Stapleton fisico muscoloso a parte non convince nei panni di Temistocle e i ritorni di Rodrigo Santoro nelle vesti di Serse e Lena Headey in quelli di Gorgo appaiono come un contentino ai fan dell’originale. Il regista Noah Murro prova a seguire le orme di Zack Snyder ma finisce per dar vita ad una sorta di copia anonima che vive solo di una manciata di sussulti discretamente avvincenti, troppo poco per reggere saldamente i cento minuti di visione.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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