300 – Opinioni e recensione del film

300 film

300 è un film del 2006 di genere Azione/Fantasy diretto da Zack Snyder, con protagonisti Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham, Dominic West, Vincent Regan, Michael Fassbender, Tom Wisdom, Andrew Pleavin, Andrew Tiernan, Rodrigo Santoro. Il film ha una durata di circa 117 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film

Nel 480 a.C. un messaggero persiano si reca a Sparta per chiedere la sottomissione della città per conto del re Serse, la cui sete di conquista era avvantaggiata dall’esercito di quasi duecentomila uomini al suo comando.

La risposta di Leonida, il sovrano spartano, è però negativa e si conclude con la brutale uccisione del portavoce, gettato in un pozzo. Una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti dello spietato conquistatore e che ora mette il re di fronte al proprio destino.

Nonostante l’incredibile disparità numerica, Leonida decide di chiamare 300 dei suoi migliori soldati con l’intenzione di affrontare il nemico, scegliendo come luogo di battaglia la stretta gola delle Termopili, location che per la propria conformazione potrebbe garantire scontri più circoscritti e permettere così di arrestare momentaneamente l’avanzata degli avversari, in attesa che le altre città greche prendano posizione e decidano di entrare anche loro nel conflitto. Una vera e propria missione suicida che metterà in mostra il coraggio e le abilità belligere degli spartani, da sempre considerati infallibili guerrieri.

La recensione del Film

L’estetica del cinema di Zack Snyder ha cambiato alcune regole visive dei blockbuster moderni, nel bene e nel male. Questa parziale, amata e odiata, rivoluzione ha avuto inizio nel 2006, quando il regista del Wisconsin ha messo le mani sulla graphic novel di culto firmata da Frank Miller e incentrata su una delle pagine storiche più ricche di eroismo dei tempi antichi.

Non ci troviamo in realtà, come da molti erroneamente creduto, di fronte al primo film ispirato alla battaglia delle Termopili: una prima versione che raccontava l’impresa di Leonida & soci era infatti già stata realizzata nel 1962: L’eroe di Sparta non ottenne il successo sperato, ma venne molto apprezzata proprio dallo stesso fumettista che anni dopo diede alla luce la sua personale visione cartacea.

Il 300 snyderiano è un adattamento fedele dell’opera originaria, ripresa quasi tavola per tavola nelle diverse inquadrature delle due ore di visione, con un approccio alle immagini che utilizza la slow motion e una fotografia desaturata per creare una sorta di comic in movimento, il tutto al servizio di una narrazione dove l’epica, pur roboante e gratuita, avvince per il tono enfatico ed emozionale, tra toccanti voice-over e dialoghi ricchi di pathos. Merito anche delle rocciose e carismatiche performance del cast, a cominciare da un esplosivo Gerard Butler nel ruolo che lo ha condotto alla fama.

Il contesto è di matrice fantastica, laddove creature, spiritismo e caratterizzazioni innaturali di figure realmente esistite (su tutte il Serse di un irriconoscibile Rodrigo Santoro) viaggiano di pari passo con i dettami di un kolossal in costume, e alcune scene madri, dal sacrificio finale alla pioggia di frecce che oscurano il cielo, sono effettivamente strabilianti nel loro impatto dirompente, accompagnate spesso da un’evocativa colonna sonora.

Il rischio del pacchiano è certo alto e in più occasioni sarebbe stata forse da considerare una maggiore sobrietà di messa in scena, ma il grande successo di pubblico e la risposta pur divisiva della critica hanno reso la pellicola un cult del cinema moderno, con tutti i pro e i contro del caso.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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