“Your Song- La Canzone del Secolo” nuovo show musicale Mediaset, condotto da Paolo Bonolis.

Paolo Bonolis

Il grande ritorno di Paolo Bonolis alla conduzione di uno show musicale per intrattenere un pubblico vario.

La musica in tv funziona?

Pare di si, perché ultimamente è un fiorire di programmi la  cui unica protagonista è la musica! Ovviamente ogni regola ha la sua eccezione.

Ci sono programmi di tal genere che funzionano, mi vien in mente la serata evento in onore di Mogol/ Battisti, ed altri che, seppur ben confezionati, non trovano il successo sperato, e la messa in onda si fa slittare di qualche mese.

Mi riferisco a Fan Caraoke, che non ha avuto un esordio idilliaco. Tuttavia, anche altri big amati e stimati nel mondo possono deludere in tv, e non registrare gli ascolti previsti: Il Volo, per esempio non ha fatto grandi numeri..

Canale cinque, dopo il successo di “Amici” ci prova con Paolo Bonolis

Infatti l’amato conduttore di < Avanti, un altro >  sarà alla guida di “Your Song- La Canzone del Secolo”show musicale nel quale potremo assistere ad uno spettacolo straordinario con protagonisti d’eccellenza tra big nostrani e internazionali.

Questi al momento sono solo rumors, dal momento  che la messa in onda prevista sarà per mercoledì 7 e gli altri successivi, 14 e 21 dicembre (salvo variazioni) in diretta dal teatro 5 di Cinecittà.

Tuttavia, ancora è tutto blindato e si conoscono pochi dettagli, si sa  soltanto che “Your Song- La Canzone del Secolo”proporrà la canzone migliore degli ultimi 60 anni, insomma una sorta de “I Migliori Anni” di Conti  su Rai Uno.

Ovviamente le risate non mancheranno avendo un padrone di casa come Bonolis,  maestro di simpatia e professionalità.

Per cui le premesse per una buona riuscita ci sono tutte. Del resto Bonolis è sempre una garanzia, visti i successi che miete per ogni cosa che realizza.

Non dimentichiamo il successo strepitoso ottenuto con < Ciao Darwin 7 > programma storico a cui il  conduttore  è molto affezionato che  ha registrato uno share quasi del 27% in otto prime serate.

La critica del giornalista del Corriere della Sera Aldo Grasso, al programma cult Ciao Darwin

C’è un solo personaggio cui oggi è consentito fare una tv che più trash non si può e spacciarla per «laboratorio antropologico e culturale».

Si chiama Paolo Bonolis, tornato con il suo carico di porn0 soft, di sfilate di tette e chiappe, di volgarità a buon mercato, di esibizioni di mostri da fiera paesana.

Come funziona questo tipo di tv? Il presupposto fondamentale è che bisogna avere un’alta concezione di se stessi (la superiorità antropologica, aridaje!) da esercitare con un disprezzo ben mascherato nei confronti di concorrenti e pubblico.

Bonolis è un vero cinico e con lucidità lavora rappresentandosi un target immaturo (tanto per usare un aggettivo innocuo), fatalmente in declino, incapace di immaginare un futuro.

Un pubblico boccalone che si sorprende del linguaggio finto colto del conduttore («è palindromo, è palindromo», <il liquido seminale>, «una contrapposizione antinomica») e si fa incantare da frasi tanto più ridicole quanto più pretenziose.

Bonolis può permettersi tutto: di umiliare i concorrenti, di scendere negli abissi della trivialità, di fingersi erudito, di gestire un laboratorio antropologico”.

La risposta di Bonolis non si fa attendere:

Non c’è cinismo in quello che facciamo, c’è la volontà di sorridere anche su quello che viene vissuto come un aspetto problematico della persona: se uno è basso o è troppo alto, se è grasso, ha dei baffi esagerati o parla in modo strano per me non è una discriminante: è un aspetto che mi fa sorridere perché è bizzarro.

Ma io non rido ‘di’ quella persona, io rido ‘con’ quella persona, che è tutta un’altra cosa. Se avvertissi un disagio da parte sua non lo farei mai.

Penso che già l’esistenza sia brutale e prendersi sul serio è una fatica inutile”.

Considerazioni

Non c’è dubbio che Bonolis sia bravo e giochi molto sulle parole, sulla “bontà” e credulità popolare.

Sicuramente quando fanno i casting per questo programma, non cercano il laureato intellettuale, piuttosto il sempliciotto un po’ impacciato e al limite del ridicolo, proprio per poter permettere al presentatore, di giocarci e di ridere con lui..(non di lui!)

Non credo che Bonolis approfitti cinicamente della mediocrità popolare. E’ il suo personaggio, e ci sta tutto..

Vi allego un video proprio del programma suddetto, nel quale  <Laurenti >, storica spalla di <Bonolis >, “spiega” l’uomo Paolo, piuttosto che l’artista Bonolis

 

 

 

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