X Factor: il “cattivone” Manuel Agnelli, piace, anzi “strapiace”!!

Debutto record per “X Factor 2016”, il programma musicale di Sky.

Un successo clamoroso, se pensiamo anche ai numeri dello scorso anno.

Il risultato è stato di un milione e trecento mila telespettatori. Risultato particolarmente significativo vista la presenza nel palinsesto serale della tv satellitare delle partite di Europa League.

Il successo della serata è anche dovuto alla presenza della nuova giuria.

Accanto a Fedez, unico superstite dell’anno precedente, ci sono: Alvaro Soler, Arisa, e Manuel Agnelli.

Quest’ultimo in qualità di “cattivone” ha travolto letteralmente il pubblico sia televisivo che del web.

L’alchimia e l’intesa fa i giudici, tra battute e  scherzi hanno creato un’atmosfera serena,  simpatica che ha coinvolto il pubblico.

Tra tutti, il più apprezzato, è stato Manuel Agnelli, super “cattivo”, ma in controtendenza, è piaciuto moltissimo.

Ma chi è Manuel Agnelli?

Manuel Agnelli, è il leader e il frontman degli Afterhours gruppo musicale che  in trent’anni di carriera è diventata simbolo di una musica senza compromessi.

Un gruppo alternativo, insomma, capace di mettere insieme sperimentazione e melodia. Ovviamente arrivato ultimo a Sanremo nel 2009, perché non adatto al pubblico sanremese che da sempre è affezionato ad uno stile semplice, e molto orecchiabile.

Manuel, inoltre è stato organizzatore di eventi e festival cercando  di mettere insieme altri gruppi, che sentiva affini: Bluvertigo, Subsonica nel tentativo di fare emergere la loro musica, al di fuori dei circuiti pop.

Che cosa ci fa, quindi, a X Factor?

Ci sono andato anche proprio per questo motivo: parlare di un mondo che esiste ma di cui solitamente non si parla in televisione”.

Manuel Agnelli ha compreso da subito il suo ruolo.

Deve essere il giudice inflessibile, preparato e diretto, al limite della cattiveria perchè la verità quasi sempre fa male, soprattutto se sei convinto di essere il nuovo astro nascente della musica del futuro, ma  non vai bene nemmeno per cantare sotto la doccia.

In ogni caso Agnelli è stato semplicemente se stesso:

  • severità
  • cultura musicale
  • competenza

sono solo alcune delle sue doti, quindi è normale che ci si aspettasse “tanta roba” da lui.

E’ uno che fa musica da 30 anni, è un intellettuale, ha collaborato con moltissimi, ha girato il mondo per cui smorzare i facili entusiasmi di un ragazzino di 20 che pensa di essere Michael Jackson, piuttosto che Barbra Streisand è stato un gioco da ragazzi.

Considerazioni

La passione per la musica  può anche esistere, ma poi serve il talento, quello vero, o comunque la predisposizione a una carriera che non è per tutti.

Quanti giovani talenti, con l’ugola d’oro, poi non vanno avanti aldilà del format a cui partecipano?

Perché non è da tutti avere la tempra, la personalità, il carisma che fa di semplici cantanti degli idoli.

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