Preparativi per la prossima vita: una drammatica storia di amore e resilienza nelle strade di New York – Recensione

Preparativi per la prossima vita

Aishe è una giovane donna di origine uigura che si barcamena quotidianamente a New York. Figlia di un militare che l’ha cresciuta con disciplina ferrea, insegnandole l’arte della sopravvivenza fisica attraverso l’allenamento costante, lavora nelle cucine sotterranee di Chinatown senza documenti, cercando disperatamente di costruirsi una vita stabile in quella metropoli che l’aveva attratta con promesse di opportunità, rivelatesi ben presto illusorie.

La protagonista di Preparativi per la prossima vita un giorno si imbatte in Skinner, soldato americano tornato dall’Iraq con gli effetti dello stress post-traumatico. Una condizione che lo ha reso inadatto al servizio, ma non abbastanza grave da garantirgli un’assistenza economica adeguata, al punto che il ragazzo vaga per le strade della Grande Mela senza uno scopo e una direzione. Il loro incontro casuale è l’incrocio di due solitudini, ma la relazione che ne nasce non sarà affatto semplice e ognuno dovrà fare i conti con problemi personali profondi, vissuti come ostacoli insormontabili.

Un legame ricco di incognite – recensione

La connessione tra questi innamorati tormentati si costruisce inizialmente attraverso la fisicità – gare di flessioni, bevute competitive, lunghe corse notturne per le strade deserte di una città che non ha pietà – più che attraverso le parole, in una danza di corteggiamento in cui la vulnerabilità viene celata dietro dimostrazioni di forza.

Quando nel 2018 Bing Liu presentava al Sundance Film Festival Minding the Gap, documentario sull’adolescenza, lo skateboarding e la violenza domestica girato nella sua Rockford nativa, la critica rimase folgorata dalla capacità di trasformare materiale autobiografico in una riflessione universale sui traumi generazionali.

Il film – che gli valse la nomination all’Oscar e lo impose come uno dei documentaristi più interessanti della sua generazione – dimostrava un’innata sensibilità cinematografica e un’attenzione rara per i dettagli. Con Preparativi per la prossima vita, titolo che è già un manifesto d’intenti, Liu esordisce nella finzione, adattando il celebrato e omonimo romanzo di Atticus Lish e mantenendo intatta quella poetica dell’osservazione che aveva caratterizzato i suoi lavori precedenti.

Una partita a scacchi col destino

Il regista porta nelle due ore di visione lo stesso approccio stilistico dei suoi documentari, dissezionando i percorsi emotivi dei personaggi con una pazienza che rifugge le convenzioni drammatiche tradizionali: niente facile retorica, ma un dramma costruito attraverso un solido e amaro realismo. Il tutto calato nell’America contemporanea, dove la vita di chi vive ai margini è sempre più schiacciata da ingiustizie sociali e da una violenza sistemica pronta a esplodere.

La macchina da presa segue Aishe e Skinner nelle loro routine quotidiane con una fluidità che valorizza l’importanza dei piccoli gesti e di quegli sguardi che rivelano più delle parole, permettendo al loro rapporto di crescere ed evolvere secondo traiettorie tutt’altro che scontate, fino a un epilogo dai toni esistenzialisti che riflette ancora una volta sulla crudeltà di un mondo che offre troppo a pochi e pochissimo a molti.

Scelte narrative senza dubbio coraggiose che, a lungo andare – complice una durata generosa che sfiora le due ore – rischiano però di far scivolare il racconto in una parziale monotonia, accentuando la condizione limite dei protagonisti anche oltre misura, con la comprensibile volontà di denuncia che finisce per prendere il sopravvento sull’equilibrio narrativo.

Sebiye Behtiyar, attrice teatrale alla sua prima prova cinematografica e una delle prime donne uigure protagoniste di un film americano di ampia distribuzione, costruisce una figura di straordinaria intensità emotiva, autentico baricentro dell’opera grazie anche a un voice-over che ci guida nei suoi pensieri: quelli di un’immigrata in cerca del proprio posto nel mondo, in un’America sempre più chiusa e pronta a sfruttare i più deboli senza restituire nulla.

Conclusioni finali

Due anime allo sbaraglio: se lei è ancora pronta a lottare con tutte le proprie forze per conquistare una felicità possibile, lui sembra essersi smarrito dietro a un trauma impossibile da cancellare. Preparativi per la prossima vita non è una love story tradizionale, o meglio non è soltanto una love-story ma un racconto che vive di non detti più che di dichiarazioni, di sorrisi e sguardi che raccontano esistenze smarrite in cerca di risposte.

Un film che non fa sconti, amaro come la vita in una New York che tutto assimila – persone in primis – e dove lo Stato dimentica chi lo ha servito, mentre è inflessibile nel punire chi è colpevole soltanto di aver cercato una vita migliore. Specchio lucido di un’America che non guarda in faccia nessuno e dove persino l’amore non obbedisce alle regole del lieto fine.

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