One of Them Days, una commedia all-black tra azione e risate – Recensione

One of Them Days

Dreux è una cameriera stanca e stressata, attesa da un importante colloquio di lavoro che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. La coinquilina e migliore amica Alyssa è un’aspirante artista fidanzata con un perdigiorno, il quale fugge con i soldi che avrebbero dovuto servire per pagare l’affitto della casa condivisa dalle due sodali.

Due sodali che in One of Them Days si ritrovano ora a corto della cifra necessaria per evitare lo sfratto, con il debito che va saldato entro le sei di sera. Per le protagoniste sarà l’inizio di un’improbabile e disperata corsa contro il tempo per i sobborghi di Los Angeles, nella speranza di recuperare il maltolto prima che sia troppo tardi. Ma un pasticcio dopo l’altro, la situazione si complica sempre più e i creditori aumentano a vista d’occhio…

One of Them Days: il giorno sbagliato – Recensione

Contro ogni previsione questa commedia costata quattordici milioni, esordio alla regia di un ex regista di videoclip e con una popstar, la lanciatissima SZA, al suo primo ruolo cinematografico, è diventata una delle sorprese più apprezzate dell’anno negli Stati Uniti, incassando quasi cinquanta milioni di dollari al botteghino e raggiungendo un pari apprezzamento da critica e pubblico.

Ci troviamo davanti ad un film fortemente consolidato nella cultura black, a cominciare da un cast composto per la pressoché totalità da attori afroamericani e da una colonna sonora che si muove su sonorità R&B e rap, contestualizzata in quel contesto di periferia che caratterizza molte metropoli d’Oltreoceano. In questo caso sono appunto le tipiche vibrazioni della West Coast ad emergere e non è detto che lo spettatore poco avvezzo a certe dinamiche possa immedesimarsi nelle tragicomiche disavventure delle due protagoniste.

Per qualche dollaro in più

Un on the road urbano che punta molto sull’eccesso e sull’alchimia tra le due amiche – Keke Palmer veste l’altro ruolo principale – all’insegna delle classiche dinamiche da buddy movie, adattate all’occasione. Una premessa semplice-semplice sulla quale si costruisce una giornata via via più caotica che passa tra gag e battute, alcune più riuscite altre maggiormente gratuite, su tutte la scenetta ambientata alla banca del sangue cittadina.

A tratti pare di assistere ad una versione aggiornata al femminile di Ci vediamo venerdì (1995) di F. Gary Gray, con quei sussulti da commedia di quartiere guardanti a certo Spike Lee, qui deformato in una struttura ovviamente più leggera e senza sfumature sociali o razziali di sorta. Il divertimento è così esile-esile, con la storia e i personaggi che la popolano destinati a essere dimenticati in fretta già al termine dello scorrere dei titoli di coda.

Conclusioni finali

Una commedia urlata ed esagerata, che si immerge nella cultura black qui tratteggiata nei suoi eccessi, rivisitandone archetipi in forma episodica in una sorta di collage di umori e umorismo, andando a segno a volte ma altrettante fallendo l’obiettivo.

La paradossale missione delle due protagoniste, in cerca di denaro prima che scada il countdown che incombe qua e là sullo schermo, attraverso la periferia di Los Angeles si affida all’alchimia tra le due scatenate protagoniste, ma in diverse occasioni pare cedere sotto il peso di quell’imposta farsa, più ridondante che effettivamente consapevole.