“Non è un paese per single”, intervista alla regista Laura Chiossone e agli attori Matilde Gioli e Cristiano Caccamo 

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E’ arrivato su Prime Video, l’8 maggio, “Non è un paese per single” è la trasposizione cinematografica del romanzo di successo di Felicia Kingsley, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. La storia vede come protagonisti Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, inseriti in una commedia romantica ambientata nella suggestiva Belvedere in Chianti. In questo borgo toscano, dove quasi tutti sono in coppia o alla ricerca dell’amore, vive Elisa, una madre single che cresce la figlia adolescente e porta avanti la tenuta di famiglia Le Giuggiole insieme alla sorella Giada e alla madre Mariana. L’equilibrio della sua quotidianità viene sconvolto dal ritorno di Michele, un amico d’infanzia interpretato da Caccamo, con cui riemergono ricordi e sentimenti mai del tutto sopiti. Michele è un consulente finanziario affermato, abituato a una vita fatta di successi personali e lavorativi. Il suo rientro in paese non è però casuale: la morte improvvisa dello zio lo rende erede della tenuta insieme al fratello Carlo. Questa situazione gli offre l’opportunità di vendere la proprietà e ottenere una promozione lavorativa. Elisa, al contrario, sogna di trasformare Le Giuggiole in un’azienda agricola innovativa e legata alle sue aspirazioni. Tra interessi contrastanti, emozioni riaccese e scelte decisive, la vicenda mette entrambi di fronte a cambiamenti profondi e inaspettati.

“Non è un paese per single”, intervista esclusiva alla regista Laura Chiossone e agli attori Matilde Gioli e Cristiano Caccamo

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva la regista Laura Chiossone e gli attori Matilde Gioli e Cristiano Caccamo. La Chiossone ha spiegato come ha lavorato nell’adattare il romanzo di Felicia Kingsley: “È stato come provare a darle vita, cercando di tradurre in immagini i suoi colori e le sue emozioni, rispettandole ma anche amplificandole, così da immergere completamente gli spettatori nel suo immaginario e, in parte, anche nel mio. Io, ad esempio, condivido con Matilde la passione per la campagna e per le galline, ma ho anche una certa simpatia per gli uomini che fanno gli spogliarelli: è stato tutto molto divertente”. 

Matilde Gioli e Cristiano Caccamo sono i protagonisti di questa favola moderna. “Ciò che ho apprezzato di più del mio personaggio, pur essendo molto distante da me, è la sua presa di coscienza e il suo percorso di cambiamento. La capacità di trovare il coraggio di trasformare la propria vita è qualcosa che sento molto vicino anche a livello personale. Inoltre, essendo una romcom, siamo immersi in un mondo quasi magico, in una cittadina toscana che esiste e non esiste allo stesso tempo. Abbiamo quindi vissuto pienamente questa atmosfera sospesa, godendoci il paesaggio e tutta la sua suggestiva bellezza”, ha detto Caccamo. Matilde Gioli ha invece spiegato che a colpirla del suo personaggio è stata la determinazione: “Del mio personaggio mi è piaciuta molto la tenacia e la sua buona volontà. Il fatto di svegliarsi ogni mattina all’alba, occuparsi degli animali, lavorare la terra, guidare il trattore: una routine intensa e concreta. È anche qualcosa che, in parte, mi piacerebbe fare nella vita, perché ogni tanto mi capita nel weekend, ma farlo ogni giorno, per sempre, senza pause, è una vita estremamente faticosa. Eppure lei lo fa, le piace e la difende con orgoglio. Io amo questa fatica: è proprio questo aspetto che mi affascina di lei, il modo in cui rivendica ciò che fa e lo vive con passione”. 

Sul finale del film, Elisa dice di aver bisogno di Michele. Matilde Gioli fa una riflessione sul mito del Principe azzurro: “Negli ultimi anni c’è stato un grande cambiamento, una vera e propria messa in discussione degli stereotipi del dopoguerra e delle famiglie tradizionali. Io sono dell’89 e appartengo a una generazione che è cresciuta anche con i racconti delle nonne, in cui da bambina immaginavo un futuro da donna e madre dentro quei modelli un po’ “confezionati”. Non c’è nulla di sbagliato in questo, anzi: credo che la cosa più importante sia trovare la propria serenità e felicità, qualunque forma essa abbia. Nel frattempo, però, la società si è trasformata molto rapidamente e oggi emergono con più evidenza disagi che riguardano tutti, uomini e donne. Questo ha contribuito a rendere più fluidi i ruoli e a mettere in discussione quelli che un tempo erano punti fermi. Per questo penso che abbia ancora senso parlare di sogni, storie d’amore, principi azzurri e principesse, ma attribuendo a questi termini un significato più ampio e contemporaneo. Non più ruoli rigidi e immutabili, ma figure che possono scambiarsi i ruoli: la principessa che si prende cura del principe, il principe che può essere fragile e avere bisogno di aiuto, e la principessa che può a sua volta sostenerlo e guidarlo nel suo mondo”. Cristiano Caccamo entra a gamba tesa: “Non è necessario “avere bisogno” in senso stretto, ma è naturale poter contare su qualcuno. Oggi si tende a creare quasi un’anomalia per cui dovremmo sempre essere completamente indipendenti e distaccati, mentre in realtà possiamo fare affidamento sugli altri, che si tratti di una relazione affettiva, di un’amicizia o di qualsiasi altro tipo di legame. Chiedere aiuto non dovrebbe essere demonizzato, perché fa parte delle relazioni umane e del modo in cui ci sosteniamo a vicenda”. 

A conclusione dell’intervista, abbiamo chiesto alla Gioli e a Caccamo quale sia il loro film romantico preferito. L’attrice risponde con “L’amore non va in vacanza”, Caccamo invece dice: “Le pagine della nostra vita”. E la regista Laura Chiossone corre indietro nel tempo: “Io vado su Audrey Hepburn e Colazione da Tiffany”.