A dodici anni dall’ultima stagione, torna sul piccolo schermo una delle famiglie più amate della televisione italiana con “I Cesaroni – Il ritorno”, in onda da lunedì 13 aprile in prima serata su Canale 5. Questa nuova stagione segna anche un’importante novità, con Claudio Amendola non solo protagonista nei panni di Giulio Cesaroni, ma anche alla regia. Al centro della storia resta la caotica ma affiatata famiglia della Garbatella, con il ritorno di volti storici come Marco, Walter, Stefania, Rudi, Mimmo e il piccolo Adriano, insieme a personaggi come Ines e l’immancabile Barilon. accanto ai protagonisti storici arrivano diverse new entry che arricchiscono la trama, tra cui Carlo, padre di Virginia, la nuova compagna di Marco, e Livia, che diventerà socia di Giulio. Spazio anche ai più giovani con Marta, figlia di Marco ed Eva, e Olmo, un ragazzo autistico che entrerà nella vita di Mimmo.
“I Cesaroni – Il ritorno”, intervista esclusiva a Ludovico Fremont
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Ludovico Fremont. L’attore ha riabbracciato a distanza di anni il personaggio di Walter: “Per farlo capire anche in modo semplice e immediato a chi ci guarda o ci ascolta, immaginate un capo d’abbigliamento che, quando lo indossate, vi fa sentire bene, a vostro agio, vi piace e vi valorizza: ecco, è esattamente la stessa sensazione. Per me Walter è come una giacca di pelle, però sono sicuro che noterete un’evoluzione. Era giusto mantenere una coerenza con il personaggio che il pubblico ha conosciuto in passato, riportandolo a distanza di dodici anni e adattandolo alla sua crescita. È stato un lavoro interessante anche dal punto di vista attoriale, e credo che il risultato sorprenderà molti”.
Sul legame con Claudio Amendola, ha dichiarato: “Claudio conosce questo progetto alla perfezione, è qualcosa che gli appartiene profondamente, quindi non ho mai avuto dubbi né sulla velocità né sulla qualità del lavoro. Le riprese sono andate avanti con grande naturalezza, anche se per lui c’era sicuramente un forte coinvolgimento emotivo. Una cosa che ho sempre notato, anche quando non era alla regia, è che quando Claudio è sul set tutto funziona alla perfezione”.
Una stagione che è nata nel ricordo di Antonello Fassari, scomparso lo scorso anno. Ludovico Fremont fa difficoltà però a parlarne: “È uno di quegli argomenti di cui è ancora difficile parlare con leggerezza, però probabilmente lui è proprio quello che vorrebbe, in fondo”.
Sul successo della serie, Fremont non ha dubbi: “Mi piacerebbe davvero chiedere a ognuno qual è la ragione per cui, dopo tanti anni, la serie continua a riscuotere così tanto affetto. Io penso, e mi ricollego anche a quanto detto da Claudio, che il motivo principale sia il fatto che noi siamo una famiglia: questo probabilmente si percepisce, e possiamo essere la famiglia di tante persone. Forse anche il modo in cui raccontiamo le storie contribuisce a renderle così familiari. Inoltre siamo una famiglia “mal assortita”, nel senso più positivo del termine”.









