I cartoni più educativi per bambini piccoli

masha e orso

Appuntamento rivolto ai più piccoli nel nostro nuovo speciale dedicato alle produzioni televisive: dopo avervi proposto le serie tv da non perdere, quelle più divertenti e le migliori per imparare l’inglese, in quest’occasione ci concentriamo sul mondo dell’animazione per bambini. Ecco perciò alcune produzioni a carattere sia educativo che d’intrattenimento indirizzate al mondo dell’infanzia, sia per chi ancora in età pre-scolare che per i più grandicelli.

Cartoni educativi per bambini piccoli

Eccovi un elenco di 8 cartoni per bambini. Quelle scelte dalla nostra redazione sono: Peppa Pig, I Puffi, Masha e Orso, Holly e Benji, due fuoriclasse, Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo, I cinque samurai, Pokemon e Shaun – Vita da pecora.

Peppa Pig

peppa pig

La serie racconta le avventure di Peppa, una piccola maialina dai tratti antropomorfi, e della sua famiglia, composta dal fratellino più piccolo George, da Mamma Pig, da Papà Pig, e da Nonna e Nonno Pig.

Tra le situazioni ricorrenti nelle varie puntate vi è quella di saltare in pozzanghere di fango e i vari personaggi (compaiono molti altri tipi di animale, amici della protagonista) vivono sulla cima di una collina. Tra le figure più amate vi è anche Suzy Pecora, best friend di Peppa con la quale hanno spesso luogo accese discussioni.

Tra i cartoni più amati dai bambini piccoli, per via dello stile di disegno semplice ed elementare, dei versi dei vari personaggi e la presenza di simpatici animaletti delle più svariate specie, Peppa Pig conta ad oggi quasi 250 episodi, tutta della durata breve di 5-10 minuti.

I Puffi

I Puffi

Chi siano non lo so gli strani ometti blu son alti su per giù due mele o poco più.“: iniziava così la storica sigla de I Puffi cantata da Cristina D’Avena e che ha accompagnato generazioni di bambini alla visione di questa serie durata 400 episodi. Tratta dalle storie a fumetti di Peyo e Yvan Delporte, trasposte in tempi più recenti anche al cinema in tecnica d’animazione mista, la saga di questi piccoli ometti Blu che vivono nella foresta all’interno di case-fungo e devono affrontare ogni volta le trappole ordite dal perfido Gargamella e dal suo gatto Birba regala divertimento e buoni sentimenti garantendo anche una notevole varietà di situazioni grazie alle caratterizzazione dei numerosi personaggi coinvolti.

Dal saggio leader Grande Puffo a Puffetta, da Quattrocchi a Forzuto e così via, l’eterogeneità di questi bizzarri ometti blu ha sempre offerto storie fresche e originali ancora oggi adattissime al pubblico dei più piccoli.

Masha e Orso

Masha è una bambina bionda dagli occhi verdi che si caccia spesso in situazioni divertenti. La piccola è solita indossare un abitino tradizionale russo dal color fucsia e vive in una casa sperduta nella foresta, situata nei pressi di una fermata della ferrovia Mosca-Pechino. Un sentiero oltre i binari è collegato alla casa di Orso, un ex animale da circo che ora vive isolato nei boschi.

Masha va spesso a trovarlo e con il suo carattere vivace combina spesso dei guai, ricevendo rimproveri da Orso e cercando sempre di trovare una soluzione ai propri pasticci. I due personaggi, nonostante le incomprensioni, sono comunque molto legati e proprio sul loro rapporto si concentra maggiormente la serie.

Oltre settanta puntate (dalla durata media di sette minuti) per questa produzione animata russa che ha conquistato il pubblico dei bambini in ogni angolo del mondo per via dell’insolita amicizia tra i due protagonisti e la presenza come comprimari di tanti altri personaggi animali.

Holly e Benji, due fuoriclasse

Holly e Benji, Cartone animato

Oliver Hutton, soprannominato “Holly”, è un ragazzino giapponese che sogna di vincere il Campionato mondiale di calcio. Holly si è appena trasferito nella città di Fujisawa, vicino Shizuoka, insieme alla madre casalinga e sta per iniziare l’ultimo anno delle elementari. Nella città esistono due scuole, la Newppy e la St. Francis.

Il protagonista si iscrive alla prima dove conosce Bruce Harper, capitano della squadra, e altri membri del team. Team che ha come rivale proprio quello della Saint Francis, la cui porta è protetta dal portiere Benji Price, considerato imbattibile. Sarà solo l’inizio di un’incredibile rivalità che si trasformerà poi in un’amicizia che condurrà i due fino alla convocazione nella nazionale del Giappone.

Un classico evergreen del mondo d’animazione per bambini / ragazzini questo cartone a sfondo calcistico tratto dal manga, anch’esso di culto, Capitan Tsubasa. Nella prima serie (molte altre ne saranno realizzate a venire, fino ai giorni d’oggi) si assiste alla maturazione dei protagonisti e dei numerosi comprimari / compagni di squadra e le partite, ambientate su campi che sembrano visivamente non finire mai, riescono ad avvincere insegnando al contempo anche l’importanza della sportività.

Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo

mila e shiro

Mila Hazuki è una ragazza di campagna che, dopo aver trascorso l’infanzia nella casa di campagna dei nonni, si trasferisce a Tokyo per andare a vivere con il padre Toshiko, un fotografo che ha da poco fatto ritorno dal Perù. La protagonista sta per frequentare le scuole medie e si appassiona alla pallavolo: la madre infatti, che la protagonista ritiene morta, è una ex campionessa di quello sport, arrivata a giocare nella nazionale giapponese.

Mila ha anche un fratellino minore adottivo, Sunny, al quale è molto legato. Il sogno di Mila, che dimostra sin da subito grandi doti agonistiche, è quello di fare esperienza per partecipare alle Olimpiadi di Seul del 1988. Tra rivalità e successiva amicizia con la compagna Nami Hayase, la Nostra farà strada e si innamorerà di Shiro, capitano del club di pallavolo maschile.

Dopo il calcio è la pallavolo a caratterizzare uno degli altri anime sportivi più amati di sempre, questo rivolto anche (e soprattutto) ad un audience femminile visto il sesso della protagonista. Quasi sessanta episodi trasmessi più volte dalle emittenti nazionali e che continuano a far sognare generazioni di pubblico per l loro mix tra pathos agonistico e romanticismo.

I cinque samurai

In un lontano passato il mondo era scosso da guerre alimentate dal rancore e dall’ambizioni. Questi sentimenti negativi diedero vita a Harago, un potentissimo spirito maligno che prese forma in un’armatura dotata di immensi poteri di distruzione. L’entità voleva rendere suoi schiavi tutti gli uomini, ma un monaco-guerriero chiamato Hariel lo sconfisse. Questi, conscio che lo spirito sarebbe un giorno tornato, decise di scindere la sua armatura in altre nove armature destinate ad individui virtuosi che avrebbero affrontato il demone a tempo debito.

Ogni corazza prende il suo potere da una virtù: giustizia, saggezza, fiducia, determinazione, sensibilità, fedeltà, clemenza, franchezza e tenacia. Ai giorni nostri gli Spiriti del Male, alleati del demone, riescono a risvegliarlo e ad entrare in possesso di quattro armature che affidano ad altrettanti uomini, i Demoni del Male, da loro ingannati e corrotti. Le restanti cinque sono invece assegnate a cinque nobili samurai, allievi di Hariel, per combattere il male ed eliminare lo spirito maligno di Harago per sempre.

Simile a I cavalieri dello zodiaco ma con un grado di violenza assai minore (e per questo comparente in questa classifica), I cinque samurai è un classico dell’animazione giapponese e “l’unione fa la forza” caratterizzante il legame che unisce i cinque protagonisti è assai educativo nell’insegnare ai più piccoli come fare gioco di squadra porti innumerevoli vantaggi per tutti.

Pokémon

Il giovane Ash Ketchum, originario della regione di Biancavilla, sogna di diventare il miglior allenatore di Pokémon al mondo. Compiuti dieci anni deve recarsi dal Professor Oak per ricevere il suo primo Pokémon ed il Pokédex, ma arriva in ritardo al laboratorio dello scienziato, che ha già finito i Pokémon da donare agli aspiranti allenatori. L’unico che gli rimane è un Pikachu che restio ad entrare nella Poké Ball. Questi si rivela esser un Pokémon ostinato e, nel tentativo di catturare Pokémon senza ricorrere al suo aiuto, Ash provoca l’ira di alcuni Spearow. Per fuggire all’attacco, il ragazzino ruba la bicicletta di Misty, la capopalestra di Celestopoli. Sarà solo l’inizio di un’incredibile avventura in cui Pikachu e Ash diventeranno inseparabili.

Basata sull’omonima serie di videogiochi, questa serie animata giapponese amata da bambini / ragazzini di diverse generazioni conta ad oggi oltre mille puntate (sei serie e venti stagioni) e il successo è una costante anche grazie alla continua creazione di nuovi Pokémon dal look tenero e originale. E il recente film live-action per il grande schermo, Detective Pikachu (2019), non fa che confermare lo stato di salute del franchise.

Shaun, vita da pecora

In una piccola fattoria della campagna inglese, la scatenata pecora Shaun coinvolge le sue simili e gli animali da cortile in una serie di avventure, con la rivalità e a volte complicità del cane da pastore Bitzer, che invece di mantenere l’ordine segue spesso le strampalate idee della protagonista. Il tutto all’oscuro dell’allevatore, affetto da una grave forma di miopia e inconsapeovole di quanto stia accadendo nella sua fattoria. Fra i “nemici” da affrontare vi sono i maiali che cercano di mettere il bastone tra le ruote al fine di ottenere qualcosa di cui ingozzarsi, il postino locale, e altri personaggi secondari che fanno comparsa in alcuni episodi.

L’unica serie animata in stop-motion presente in questa classifica non poteva che essere l’esilarante Shaun, vita da pecora, composta ad oggi di sei stagioni e due film per il grande schermo (il secondo in uscita a ottobre nei cinema). Per una produzione incentrata sulla semplicità e su risate genuine che tramite la presenza del gregge insegna come la collaborazione reciproca aiuti a risolvere anche le situazioni più intricate.

mm
Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here