‘Capa Fresca‘ è il titolo del nuovo singolo di Giulia Molino. Dopo il successo ad Amici 19, dove si è classificata terza, e l’esperienza attoriale nel musical di Mare Fuori, la cantautrice campana ha acquisito oggi una nuova maturità artistica. Noi di SuperGuidaTv l’abbiamo intervistata mentre si trovava al Comicon dove si è esibita sul palco e ha incontrato i fan. Vediamo insieme cosa ci ha rivelato su temi importanti, come mostrare le proprie fragilità, e sui progetti futuri, tra cui partecipare al prossimo Festival di Sanremo.
Intervista alla cantante Giulia Molino
Giulia Molino, siamo al Comicon, dove è ospite e si esibirà. Se potesse scegliere di essere il personaggio di un manga o di un cartone animato, chi vorrebbe essere?
“Nana perché è un personaggio super indeciso, ha sbalzi umorali come me. Pazza, pazzissima”.
Il 17 aprile è uscito il suo ultimo singolo ‘Capa Fresca‘. Quando lei si è sentita una ‘Capa Fresca‘?
“Una Capa Fresca potrei essere anche io, però nello specifico nel brano mi riferisco a un’altra persona che è una grandissima ‘Capa Fresca’, nel senso di spensierato, di non disposto ad avermi tra le sue priorità. Ce ne stanno troppe ultimamente in giro, ma assai”.
I suoi brani sono sempre molto introspettivi, lei racconta anche di se stessa, delle sue fragilità. Come racconterebbe l’evoluzione di Giulia in musica attraverso le sue canzoni e l’autoconsapevolezza che ha raggiunto?
“Quando si parla di raggiungere un obiettivo, raggiungere una consapevolezza, un punto, non ci credo mai davvero fino in fondo perché sono una persona molto ambiziosa e soprattutto pretendo sempre tanto da me che sia un pregio che un difetto. Credo di non aver ancora raggiunto un certo balance, però sicuramente mi rendo conto che guardandomi alle spalle c’è stata una crescita artistica perché ho cominciato a maturare delle consapevolezze anche a livello autorale. Mi sono approcciata alla scrittura in modo diverso e questo è sicuramente legato anche alla mia crescita personale. Ad maiora”.
A proposito dei testi delle sue canzoni, lei ha ricevuto anche il premio Lunezia per il valore musical letterario. Quanto la musica può fare per i giovani?
“La musica è fondamentale e se mi guardo indietro mi rendo conto che soprattutto in età adolescenziale è stato un appiglio molto importante per me e poi ovviamente l’ho esplorata e scoperta man mano. Mi ricordo bene che in età adolescenziale è stato un punto cardine della mia crescita personale e ciò che desidero tantissimo è quello di portare sempre dei messaggi ben precisi nei miei testi, sia a livello sociale che emozionale.
Da quei tempi comunque mi rendo conto che le emozioni che mi porto dietro come uno zainetto sono sempre le stesse, sono la stessa Giulia passionale, fragile. Sicuramente il tempo mi ha dato modo di costruire una corazza, ma la fragilità resta lì. Far sentire le persone che ascoltano musica meno sole, comprese, abbracciate, penso che sia l’obiettivo della musica”.
Parlando della sua carriera, lei ha partecipato ad Amici19. È arrivata anche in finale, però è stata un’edizione un po’ particolare, segnata dal Covid e non c’era il pubblico in studio, che ricordo ha di quell’esperienza?
“In quei momenti non mi rendevo conto della gravità della situazione perché poi la pandemia scoppiò durante il programma. Non sapevo cosa stesse accadendo all’esterno e forse questo mi è servito a vivere in maniera, molto più semplice, ‘la questione no pubblico’ perché non sapevo ciò che stesse realmente accadendo. È stata molto più tosta una volta uscita di lì che all’interno della casetta, però col tempo ho maturato e compreso, anche grazie a un percorso terapeutico, che è stato un qualcosa che non ha colpito soltanto me, ma tutti. Non aveva senso restare ancorati a quel tipo di dolore, sentirsi bloccati da una pandemia mondiale perché era qualcosa che aveva toccato tutti. L’abbiamo superata”.
Sente ancora qualcuno della sua edizione di Amici?
“Allora della mia edizione in realtà poche persone. Un paio di settimane fa, forse un mesetto fa, non so calcolare bene le tempistiche, ho rivisto Neno, Stefano a Torino, perché sono andata lì a scrivere e ci siamo beccati. Poi Francesco Bertoli, ma io e Fra eravamo amici ancora prima di Amici, quindi è un rapporto duraturo negli anni, e qualche volta Martina, che poi abbiamo chiarito insomma. E Jacopo ultimamente. Ci sentiamo, ci vogliamo bene”.
Lo scorso anno ha fatto parte del musical di Mare Fuori dove interpretava Crazy J, com’è mettersi nei panni di un’altra cantante?
“In realtà non l’ho vissuta in questo modo, anche perché poi facendo le prove con Siani e i grandi ci hanno spiegato prima di entrare in scena che il miglior modo per interpretare un personaggio su un palco è farlo proprio, non sentirsi nei panni di un personaggio ma lasciare comunque la propria impronta. Ho cercato semplicemente le affinità tra me e Crazy J e alla fine ero io. È stato bello perché appunto mi ha dato modo di recitare ma soprattutto di poter cantare sul palco, quindi è stato un ruolo secondo me molto attinente”.
Lei è molto legata alla sua terra, canta in lingua napoletana. Geolier durante il concerto del primo maggio ha ricordato le tante vittime di Camorra. Cosa si sente di dire?
“Penso che in questo caso la musica, ancor di più e ancora una volta, sia la via di fuga. Ci sono ragazzi che non hanno strumenti, oggettivamente non hanno strumenti culturali, familiari, territoriali per riuscire a uscire da determinati sistemi. Però la musica è un mezzo molto importante e secondo me può salvare tante, tante vite. E persone come Geolier ne sono la dimostrazione”.
Le piacerebbe entrare nel mondo della tv partecipando ad alcuni programmi tipo ‘Canzonissima’ oppure ‘Tale e quale show’?
“Ma un domani perché no, mi piace mettermi in gioco. Ho vissuto nel mio piccolo la televisione quindi adesso conosco un po’ meglio quel mondo e posso lasciarmi travolgere meno dalle emozioni. Sono veramente troppo emotiva e mi piacerebbe tanto, un domani perché no provarci, ma anche l’Isola dei famosi”.
C’è un artista con il quale le piacerebbe fare un feat?
“Troppo facile, troppo facile Geolier”.
In un post su Instagram ha scritto che tra le sue priorità ci sono Sanremo, un viaggio in Giappone e risolvere i suoi traumi. Quanto era ironico e quanto c’è di vero?
“Tutto vero, tutto vero. Il Giappone secondo me è un territorio, una cultura che è lontana anni luce dalla nostra. Può insegnarci tantissimo e quindi spero davvero di poter visitare il Giappone. Non tutto perché è difficile però poter conoscere meglio la cultura giapponese. Guarire i miei traumi, ci sto lavorando, ci sto lavorando davvero. E poi Sanremo, la più importante, ci stiamo lavorando anche qui, lavori in corso”.
Il prossimo anno ci sarà anche Stefano De Martino, quindi è tra i progetti futuri?
“Andare a bussare alla porta di Stefano e dire: ‘Stefano fammi entrare!” (ride, ndr).
Cosa ci aspetta dopo ‘Capa Fresca‘? Ci saranno altre canzoni, un album?
“Un altro singolo che mi piace, non vedo l’ora di farvelo sentire. Poi sì, forse farò un album, un EP. Chi lo sa”.
Il suo sogno più grande?
“Poter vivere di musica, non dover avere preoccupazioni di alcuna sorta. Svegliarmi la mattina e mettere la testa sul cuscino pensando ci sono, forse ce l’ho fatta”.









