Carlo Conti ha presentato il suo nuovo libro “A pesca con il babbo”, pubblicato da De Agostini, prima a Firenze e poi l’11 maggio a Roma presso Libreria Libraccio. Il volume racconta con tono ironico e autentico il legame tra padre e figlio attraverso la passione condivisa per la pesca, trasformata in una metafora della crescita e della vita quotidiana. Tra attese, silenzi e momenti semplici vissuti insieme, il libro mette al centro il valore del tempo trascorso in famiglia e l’importanza dell’ascolto reciproco. Pensato inizialmente per i più giovani, il racconto riesce però a coinvolgere anche gli adulti grazie a episodi autobiografici, riflessioni sulla genitorialità e richiami al rispetto per l’ambiente. Durante gli incontri con il pubblico, Conti ha sottolineato quanto sia delicato ma fondamentale il ruolo di un padre nella crescita dei figli, invitando a riscoprire il valore delle piccole esperienze condivise.
“A pesca con il babbo”, intervista esclusiva a Carlo Conti
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Carlo Conti. Il conduttore tv ha parlato del libro sottolineando l’importanza di condividere una passione con i propri figli: “È importante trascorrere del tempo con i figli, trovare un punto d’incontro che li allontani, almeno per un po’, dalle distrazioni e dalla frenesia quotidiana, dallo scroll continuo di TikTok. Bisogna creare uno spazio per dialogare e costruire complicità, e io l’ho trovato nella pesca. Pescando con mio figlio vivo momenti di condivisione che considero davvero preziosi. Io, che sono abituato a trasmettere emozioni attraverso la televisione, ho trasmesso questa passione anche a lui, e questo ci permette di passare del tempo insieme. Scrivendo il libro mi sono reso conto di quante similitudini esistano tra la pesca e la vita. Nella pesca serve pazienza, proprio come nella vita. Non sempre ottieni il risultato che desideri, non sempre riesci a prendere un pesce, così come nella vita non sempre si raggiungono gli obiettivi prefissati. Ma questo non significa essere dei falliti o aver sbagliato qualcosa. A volte il risultato arriva, altre no, ma l’importante è essere soddisfatti di aver dato il massimo per raggiungerlo. La pesca si può fare insieme, così come la vita può essere condivisa. Ma si può anche pescare da soli e, ogni tanto, nella vita è bello e importante riuscire a stare bene anche con sé stessi. Ci sono davvero tante similitudini tra queste due esperienze”.
Una passione, quella per la pesca, che però non è riuscito ancora a trasmettere ai suoi amici storici, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello. Ai nostri microfoni, ha scherzato: “No, ci ho provato più volte ma non c’è stato verso. Ho portato anche Leonardo Pieraccioni in barca con me, ma ha protestato per un’ora intera perché la mia barca non ha il tendalino e alla fine si è preso anche un’insolazione. Da un lato, però, lo capisco anche”.
A conclusione dell’intervista gli abbiamo chiesto di fare un augurio a Sal Da Vinci che sabato 16 maggio si giocherà la finale dell’Eurovision rappresentando l’Italia: “Sì, certo, ci siamo sentiti costantemente. E adesso deve essere all’altezza del suo cognome: Vinci”.









