“A Knight of The Seven Kingdoms”, intervista agli attori Peter Claffey e Tanzyn Crawford

Peter Claffey e Tanzyn Crawford

Lunedì 19 gennaio ha debuttato sulla nuova piattaforma HBO Max la serie “A Knight of The Seven Kingdoms”, il prequel del Trono di Spade tratto dal ciclo di novelle Il cavaliere dei Sette Regni di George R.R. Martin. Ambientata quasi un secolo prima di Game of Thrones, A Knight of the Seven Kingdoms propone un fantasy più raccolto e umano, concentrato sulle vicende quotidiane di Westeros tra ideali cavallereschi, legami profondi e desiderio di riscatto, senza rinunciare a uno sguardo moderno e inclusivo.

Al centro della storia c’è Ser Duncan l’Alto, detto Dunk, un giovane di origini modeste che sceglie di diventare cavaliere errante per superare i propri limiti e dare un senso al proprio futuro. Rimasto solo dopo la scomparsa del suo maestro, decide di raggiungere il torneo di Ashford Meadow nella speranza di conquistare onore e protezione. Durante il viaggio incontra Egg, un ragazzo sveglio e misterioso che diventa il suo scudiero, ignaro del fatto che il giovane nasconda una vera identità destinata a cambiare il regno. Le loro esperienze li conducono presto al cuore delle tensioni politiche dei Sette Regni, ancora segnati dalle ferite lasciate dalla ribellione dei Blackfyre. Tra intrighi, rivalità e alleanze fragili, la serie racconta un’epoca di transizione per i Targaryen.

“A Knight of The Seven Kingdoms”, intervista esclusiva agli attori Peter Claffey e Tanzyn Crawford

Noi di SuperGuida TV, in occasione del lancio della piattaforma HBO Max, abbiamo video intervistato in esclusiva gli attori Peter Claffey e Tanzyn Crawford. Tanzyn ci ha raccontato che prima di vestire i panni di Tanselle non aveva mai guardato Game of Thrones: “In realtà non avevo mai visto Game of Thrones prima di sostenere il provino. Per prepararmi ho recuperato alcuni episodi e, naturalmente, ne sono rimasto subito affascinato, diventando un grande fan. Credo però che il mio ingresso in questo universo sia stato molto semplice, come per tanti altri: ho ricevuto il materiale, ho registrato il provino dal mio piccolo appartamento in Australia e l’ho inviato. In seguito è arrivato il callback e, a quanto pare, qualcosa ha funzionato. Ed eccomi qui, oggi, a far parte di questo mondo”. 

Peter invece ha ammesso di essere un grande fan della serie: “Non c’è stato nulla di particolarmente straordinario: mi sono semplicemente immerso nel personaggio e, a un certo punto, ho iniziato a comprenderlo davvero. Ero già un grande fan della serie originale, quindi mi sentivo affascinato dall’intero universo narrativo e dal suo mondo. Il mio percorso, però, è stato simile a quello di Tanzyn: tutto è partito da una semplice registrazione. Molti mi chiedevano cosa mi avesse colpito del personaggio, ma la verità è che non c’è stata una motivazione precisa. Il mio pensiero era solo uno: “Lasciatemi interpretarlo”. Ovviamente tutto ha funzionato: io e Dexter abbiamo lavorato sulla chimica tra i personaggi, sulle letture e su ogni dettaglio necessario, e da lì, suppongo, abbiamo costruito tutto il resto”. 

Tanzyn interpreta nella serie la burattinaia Tanselle. Parlando del suo personaggio, ha dichiarato: “Tanselle è una burattinaia che viaggia con la sua compagnia e si reca ad Ashford per partecipare al torneo. Per caso si trova in città nello stesso momento di Dunk, e credo sia un incontro piccolo ma divertente: se non fosse lì, non si sarebbero mai incontrati, quindi è un curioso incrocio di destini. Per quanto riguarda il personaggio, in parte mi somiglia. Ha la sua presenza scenica e una personalità propria, ma come attore metto sempre un po’ di me in ciò che interpreto. Tanselle è quindi un mix tra me e le persone che ho conosciuto nella vita e durante la scuola di recitazione, pezzi di esperienze che ho assorbito sul palco e che ho poi inserito in lei. In più, naturalmente, ho preso spunto dalle informazioni già presenti nei libri di George R.R. Martin, modellandole e adattandole in qualcosa che mi piacesse davvero interpretare”. 

Ser Dunk, personaggio interpretato da Claffey, è un personaggio senza tempo. L’attore ci ha spiegato quali sono stati i suoi riferimenti: “Credo ci sia un po’ di connessione con Brienne di Tarth nella serie originale, soprattutto per certi tratti di personalità simili. Un po’ come Gwendoline Christie ha interpretato Brienne, con la sua bussola morale ferma, il cuore d’oro e a volte un po’ di ingenuità, è un aspetto che ho cercato di trasmettere anche in Dunk. Ma Dunk è un personaggio così originale e organico che va oltre qualsiasi paragone. Certo, si possono cogliere un po’ di elementi di Jon Snow o quella tipica natura eroica di Game of Thrones, ma la storia è molto diversa e piena di umorismo, quindi non si tratta di copiare qualcosa in particolare. Tutto ciò da cui trarre ispirazione è già presente nei libri e nella sceneggiatura, ed è fantastico. Avere sia il racconto che la sceneggiatura come riferimento è stato incredibile, perché offriva tantissimo materiale su cui costruire e interpretare il personaggio”. 

Tra i momenti più indimenticabili di questa serie c’è anche una scena di combattimento: “Sì, abbiamo fatto tantissimo addestramento al combattimento: abbiamo iniziato con un po’ di boxe, poi ci siamo dedicati a spada, scudi e tutto il resto, e naturalmente anche all’equitazione. Siamo stati fortunati ad avere circa due mesi di preparazione prima delle riprese, quindi abbiamo potuto sperimentare, imparare e divertirci come bambini grandi per tutto quel tempo. È stata davvero un’esperienza molto divertente”. 

Tanzyn ha poi parlato di una delle scene più disturbanti, quella che riguarda un atto di violenza di cui Tanselle, il suo personaggio, si troverà ad essere vittima: “È stata una giornata lunga, sicuramente, e credo che la parte più difficile sia stata coordinare tutti gli elementi: quella grande inquadratura e far sì che tutti gli attori di contorno fossero al posto giusto al momento giusto. Personalmente adoro questo tipo di scene, quelle intense in cui puoi piangere, urlare e rendere tutto grandioso e drammatico, quindi mi sono davvero divertito. Alla fine mi è mancata la voce, perché urlavo a più non posso, ma tutto sommato è stato piuttosto naturale. Interpretare Finn, che in un attimo si trasforma in un cattivo spaventoso, è stato incredibile: alla prima ripresa ho pensato “Oh mio dio, è davvero terrificante, non devo neanche recitare”. Sinceramente, però, mi sono divertita tantissimo: azione e movimento sono sempre stati tra i miei aspetti preferiti della recitazione, quindi avere la possibilità di viverli sul set è stato fantastico”. 

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