Under the Boardwalk: un film d’animazione indirizzato ai più piccoli – Recensione

Under the Boardwalk

Nei pressi del lungomare del Jersey Shore coesistono due comunità di granchi profondamente divise: quelli di terra, autoctoni rozzi e chiassosi, orgogliosi della loro identità locale, e i loro omologhi di mare, turisti snob che arrivano ogni estate dalle acque con aria di superiorità. Armen è un timido paguro che vive con la sua famiglia nella comunità terrestre, mentre Ramona è una vivace granchia di mare in vacanza con i genitori e la sorellina, che sogna di scoprire il mondo in superficie. Quando i due si incontrano scatta l’immancabile colpo di fulmine, ma la loro attrazione reciproca scatena la disapprovazione di amici e familiari, schierati contro quella che viene vista come un’inaccettabile mescolanza tra mondi diversi.

In Under the Boardwalk, quando una violenta tempesta estiva travolge la spiaggia, Armen e Ramona vengono separati dai rispettivi gruppi e trascinati lontano, costretti a intraprendere un pericoloso viaggio nella speranza di fare ritorno a casa sani e salvi. Durante quella rocambolesca odissea dovranno affrontare una serie di ostacoli che metteranno alla prova non soltanto il loro legame, ma anche il loro coraggio.

Under the Boardwalk: tra mare e terra – Recensione

Nel 2017 David Soren aveva presentato Capitan Mutanda – Il film, adattamento della popolare serie di libri per ragazzi, dimostrando di saper gestire con discreta efficacia il mondo dell’animazione destinata al pubblico infantile, pur senza mai raggiungere le vette dei (capo)lavori Pixar o DreamWorks.

Con Under the Boardwalk il regista non nasconde le proprie influenze: la struttura narrativa è infatti quella, arcinota, di Romeo e Giulietta o West Side Story, qui traslata in un contesto marino, con famiglie e bande rivali sostituite da comunità di granchi in conflitto per questioni di territorio e identità sociale. Una storia “vecchia come il cucco” declinata in un contesto inedito, con il lungomare a fare da teatro degli eventi e luoghi improvvisati come parchi giochi, ristoranti e discoteche a fungere da sfondo alle tappe principali della vicenda.

Vicenda che, come detto, prende una svolta improvvisa dopo l’onda che travolge tutto, percepita dai piccoli protagonisti come una sorta di violento tsunami. Tra chi ha perso la propria conchiglia e chi sogna di vedere una realtà finora negata da una famiglia dalle vedute ristrette, il rapporto tra i due innamorati in divenire attraversa snodi narrativi piuttosto prevedibili, fino a un salvataggio finale che funge anche da catalizzatore per una futura pace tra le due comunità, solo poco prima impegnate in asperità belliche.

Under the Boardwalk: canta che ti passa

Il tutto è accompagnato da una marcata anima musical. Sono numerose le canzoni che fanno capolino nel corso dell’ora e mezza scarsa di visione, anche se la loro qualità risulta altalenante, sia dal punto di vista delle melodie catchy sia per quanto riguarda i testi, che cercano di affrontare temi di vario tipo mantenendo sempre uno sguardo – e un orecchio – a misura di bambino.

Non vi è infatti dubbio che Under the Boardwalk sia rivolto esclusivamente ai più piccoli, e difficilmente chi ha più di dodici anni troverà reali motivi di interesse o divertimento, per quanto l’impatto visivo resti gradevole, soprattutto nella gestione dei colori. Certo, a confronto con i colossi del settore, l’operazione ne esce con le ossa, se non del tutto rotte, quantomeno incrinate.

Conclusioni finali

Un musical animato che ricicla la storia senza tempo di Romeo e Giulietta e derivati, ambientandola sulle spiagge del Jersey Shore, provando a intrattenere i più piccoli senza mai convincere davvero gli adulti. Under the Boardwalk beneficia di un cast vocale di buon livello, almeno in lingua originale, e di un’animazione professionale seppur poco ispirata, ma soffre di una sceneggiatura derivativa che non ha molto di nuovo da raccontare.

L’amore tra un granchio terrestre e una sua simile di mare deve fare i conti con l’ostilità delle rispettive comunità, fino a quando un improvviso “cataclisma” non costringerà i due a unire le forze per sopravvivere e ritrovare la strada di casa. Un’operazione pensata per un preciso target under-10, che sfrutta la componente musicale per mascherare le lacune narrative.

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