Transformers – Opinioni e recensione del film

Transformers, film del 2007

Transformers è un film del 2007 di genere Azione/Fantascienza diretto da Michael Bay, con protagonisti Shia LaBeouf, Tyrese Gibson, Josh Duhamel, Anthony Anderson, Megan Fox, Rachael Taylor, John Turturro, Jon Voight . La pellicola ha una durata di circa 143 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film Transformers

Migliaia di anni fa il pianeta Cybertron è stato consumato da una guerra civile che ha visto coinvolte due fazioni di Transformers, gli Autobot guidati da Optimus Prime e i Decepticon al comando di Megatron. Il motivo del conflitto era legato all’AllSpark, un artefatto la cui energia è in grado di creare mondi e vita su di essi.

Proprio la reliquia è finita sperduta nello spazio ed è stata localizzata sulla Terra, nei pressi del circolo polare artico, dove è stata scoperta nel 1895 dall’esploratore Archibald Witwicky. Ai giorni nostri il Decepticon conosciuto con il nome di Blackout, che può assumere le sembianze di un elicottero, attacca una base militare in Qatar al fine di hackerare alcune file segreti. Questo porta il Pentagono a interrogarsi sulla natura dell’attacco, mentre i superstiti all’aggressione devono fare i conti con un altro robot ostile, Scorponok, a forma di scorpione.

Nel frattempo la chevrolet del giovane Sam Witwicky, pro-nipote del succitato scopritore, si trasforma nell’Autobot Bumblebee e invia un messaggio ai suoi simili affinché lo raggiungano sul pianeta. Il ragazzo racconta tutto alle autorità che, ovviamente, non gli credono. Sam è in possesso degli occhiali del suo antenato, fondamentali per le ricerche dell’AllSpark, e rimarrà inevitabilmente coinvolto nella faida che a breve si consumerà proprio sulla Terra.

La recensione del film Transformers

Il primo Transformers, piaccia o non piaccia, ha segnato una logica evolutiva nei blockbuster del nuovo millennio, con gli effetti speciali che hanno preso sempre maggior spazio rispetto al cuore narrativo della storia da raccontare. Certo il cinema destinato al grande pubblico ha sempre puntato sulla forza dell’estetica, ma la saga dei robottoni ha perso via via durante il proprio percorso quella necessaria anima a tema concentrandosi quasi esclusivamente sull’impatto esteriore.

A dire il vero questo esordio sul grande schermo, in forma live-action, dei popolari giocattoli Hasbro (con cui chi è cresciuto negli anni ’80 avrà avuto sicuramente a che fare), è forse il più omogeneo dell’intera saga, laddove emergono atmosfere citazioniste e vi è una discreta cura per il cast e i relativi personaggi coinvolti. Certo l’azione, tonitruante ed esplosiva, è il cuore pulsante delle due ore e venti di visione e non poteva essere altrimenti dato che dietro la macchina da presa siede Michael Bay, regista di film come The Rock (1997) e Armageddon – Giudizio finale (1996) che proprio sull’esagerazione giocavano molte delle loro carte.

Le trasformazioni degli Autobot e dei Decepticon regalano così momenti stupefacenti dal punto di vista visivo, con le successive schermaglie che pur nella loro gratuità sanno come coinvolgere il pubblico di riferimento, e il cast umano è discretamente variegato grazie alla presenza di interpreti del calibro di Shia LaBeouf, John Turturro, Megan Fox, Jon Voight e Josh Duhamel. La resa dei conti finale e l’epilogo aperto (verranno realizzati quattro sequel e un prequel, il recente Bumblebee) garantiscono ciò che promesso ad uno spettatore desideroso di una serata all’insegna del puro, fagocitante, intrattenimento.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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