Passengers – Opinioni e recensione del film

Film

Passengers è un film del 2016 di genere Fantascienza/Romantico diretto da Morten Tyldum, con protagonisti Chris Pratt, Jennifer Lawrence, Michael Sheen, Laurence Fishburne. Il film ha una durata di circa 116 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Passengers

A bordo dell’astronave Avalon, diretta verso il pianeta abitabile Homestead II (considerato come una nuova possibile casa per l’umanità), sono mantenuti in stato di sonno criogenico i 258 membri della crew e ben cinquemila persone che hanno deciso di abbandonare la Terra per tentare la fortuna nello spazio.

Il viaggio durerà oltre un secolo e per questo il viaggio interstellare è interamente gestito dai sistemi computerizzati. Ma dopo tredici anni di tragitto una collisione di asteroidi causa un malfunzionamento durante il quale una delle capsule d’ibernazione subisce gravi danni, risvegliando il suo occupante.

Jim Preston, ingegnere meccanico, scopre così ben presto di essere l’unico abitante dell’enorme struttura, con gli altri passeggeri che dormono ancora placidamente, e che per arrivare alla agognata destinazione ci vorranno ancora una novantina d’anni.

L’uomo trascorre così oltre dodici mesi di totale isolamento, cercando distrazioni nelle varie attività ludiche disposte tra i vari piani dell’astronave e dialogando unicamente con Arthur, un moderno tipo di androide addetto all’area bar. Ma la solitudine lo porta inevitabilmente alla depressione e, quando pensa di farla finita lanciandosi nello spazio, Jim si imbatte nella capsula nella quale riposa la bella giornalista Aurora Lane.

Il protagonista rimane ossessionato dalla ragazza e, sfruttando le sue conoscenze tecniche, sceglie (dopo un periodo di grande e profonda indecisione) di risvegliarla per trascorrere con lei il lungo tempo che rimane all’arrivo.

La recensione del film Passengers

Pone domande interessanti e permette allo spettatore di identificarsi completamente con il personaggio di Jim, sorta di naufrago spaziale (ad un certo punto ricordante volutamente il Tom Hanks di Cast Away) che deve scegliere se trascorrere l’intera esistenza nella completa solitudine o “fare la cosa sbagliata” ma avere almeno una compagna.

Passengers sfrutta questo spunto morale per dar vita ad un’opera sci-fi ricca di sfumature dal punto di vista psicologico in una sorta di versione casual e per il grande pubblico delle atmosfere di un classico come Solaris (1972), addolcendo il tutto in una sorta di love-story ante-litteram dove l’amore, per quanto puro e ottimamente incarnato dai sex-symbol Chris Pratt e Jennifer Lawrence, risulta anche una sorta di obbligo.

Con buona parte del background narrativo introdotto da scritte in sovrimpressione che all’inizio ci informano dello status e della destinazione dell’astronave su cui ha luogo l’intera vicenda, il film perde parzialmente ritmo nella parte centrale, con diversi momenti di stanca e un erotismo platonico che caratterizzano la relazione in divenire, per poi riprendersi nella mezzora finale ad alto tasso tensivo, ben esasperato dalle performance del risicato cast.

L’avvolgente colonna sonora (candidata senza successo agli Oscar), i convincenti effetti speciali e l’ottimo design della navicella rendono le due ore di visioni piacevoli da guardare ed ascoltare e la presenza di Michael Sheen nel ruolo dell’androide-barista (ricalcato sulla figura del barman di Shining) donano ulteriore varietà ad un racconto forse non originalissimo e a tratti troppo lento, ma capace ad ogni modo di trovare un buon equilibrio tra i toni più leggeri e drammatici e adattarli con discreta efficacia al contesto di genere.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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