“Motorvalley”, intervista a Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza

Motorvalley

Imola e l’Emilia-Romagna tornano protagoniste nel panorama delle serie TV grazie a una storia che profuma di benzina e competizione: “Motorvalley”, nuova produzione originale Netflix composta da sei episodi e ambientata in gran parte nella città dell’Autodromo, sarà disponibile sulla piattaforma dal 10 febbraio. Al centro del racconto c’è Luca Argentero, che abbandona i panni del medico per interpretare un ex pilota di straordinario talento, finito ai margini del mondo delle corse e pronto a giocarsi una seconda possibilità. Al suo fianco Giulia Michelini veste il ruolo di una giovane ereditiera legata a una storica casa motociclistica, che gli affida la crescita sportiva di una promessa delle piste, interpretata da Caterina Forza. La serie intreccia storie di riscatto, ambizione e cadute personali, raccontando il prezzo degli errori e la forza della passione. Sullo sfondo, il fascino e la tensione del Campionato Italiano Gran Turismo, che diventa cornice ideale per una narrazione fatta di motori, relazioni e sfide decisive.

“Motorvalley”, intervista esclusiva a Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva gli attori Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza. Per interpretare Arturo Benini, Argentero ha dovuto trasformare il suo corpo dimagrendo di parecchi chili: “Devo dire che il fatto di aver girato tra Natale e Capodanno ha reso complicato l’aspetto fisico. Più che dimagrire, è stato difficile mantenere la forma, perché ero arrivato già pronto a inizio settembre: stavo bene, ero perfetto per il ruolo. Avevo anche proposto di girare prima delle feste soprattutto le scene in casa e quelle a torso nudo, così da potermi concedere almeno un minimo di libertà dopo. Invece siamo andati avanti fino a febbraio. Nonostante tutto, però, è stata un’esperienza anche piacevole. Ogni volta che un ruolo richiede uno sforzo di caratterizzazione fisica, per me è uno stimolo in più: oltre all’aspetto fisico, c’era anche il lavoro sulla sciatica, una condizione che conoscevo per un vecchio infortunio. La considero una ricchezza, uno strumento in più per giocare e per fare al meglio questo lavoro meraviglioso. Lo stesso vale per l’accento e per tutte quelle “sporcature” che, secondo me, aiutano il personaggio e rendono anche le mie giornate sul set più interessanti”. 

Se il mondo delle competizioni automobilistiche si basa sulla testa, su una certa dose di follia e sulla capacità di saper gestire le emozioni, anche nella recitazione vale la stessa regola? “In parte sì, assolutamente. La velocità e la potenza, da sole, senza controllo, regole e disciplina, probabilmente non portano a nulla e non riescono a fiorire. Il talento va quindi domato in qualche modo, altrimenti rischia di essere come una fiamma destinata a spegnersi troppo presto”, ha detto la Michelini. Luca Argentero ha spiegato: “La risposta è molto variegata, perché in tanti anni ho incontrato modi davvero diversi di lavorare. Ci sono registi che mi hanno chiesto di lasciar libero sfogo alle emozioni, andando dritti verso ciò che si sente, con indicazioni molto vaghe su dove deve andare la scena, ma poi lasciando totale libertà. Altri, invece, richiedono che l’emozione venga creata e poi riprodotta più volte, magari perché lavorano con molti ciak. Alcuni registi invece girano con pochissimi ciak improvvisati e macchina libera. Alla fine, si tratta di saper gestire le emozioni e metterle a disposizione in base alla richiesta. Personalmente ho vissuto un po’ di tutto, quindi non posso dare una definizione precisa. In questo caso, Matteo è un regista molto preciso e schematico, che fa molti ciak, e per questo serve centellinare le energie, sapendo che dovrai ripetere più volte la stessa scena. Se devi emozionarti, devi saper calibrare lo sforzo per diverse ore”. Anche Caterina Forza ha espresso il suo parere: “Soprattutto lavorando contemporaneamente con tre registi diversi, si percepisce quanto siano differenti i metodi. In particolare, il modo di fare di Matteo mi è rimasto impressa: alle prime scene partivo già a mille, ma lui lavora tutto sull’equilibrio, sul dosaggio delle energie fisiche, emotive e psicologiche. Con tre registi così diversi, ogni frammento diventa un pezzo del puzzle che, alla fine, porta al risultato finale”. 

Nella serie ci sono poi le canzoni, da “Maracaibo” a “La rabbia non ti basta” di Big Mama. Abbiamo chiesto allora agli attori qual è la playlist perfetta alla guida. Luca Argentero sorridendo ha risposto: “Sto in un periodo della mia vita in cui, in macchina, non ho più il controllo, un po’ come quando non trovi il telecomando a casa. Con decine di bambini intorno, ascolto solo Elfie, Natale, “Wow che Natale”: per me è tutto Carolina. Ormai è l’unica cosa che ascolto da due o tre anni, e devo dire che questa cosa mi fa davvero ridere”. 

Tantissime le scene adrenaliniche, tra corse e inseguimenti: “Guarda, mi sono divertita tantissimo, anche se il divertimento arrivava sempre dopo. All’inizio ero presa dall’ansia e dalla paura, soprattutto di farmi male, ma anche di far perdere tempo a tutte le persone sul set. Le scene d’azione sono una vera coreografia, e quando ci sono gli stunt professionisti è tutto più semplice per loro, mentre io provavo molta tensione, consapevole del lavoro minuzioso di tutti intorno a me. Avevo paura di sbagliare, perché era tutto nuovo e complesso, ma sono stata molto fortunata ad avere accanto persone pazienti che mi hanno guidata. Alla fine, penso davvero che abbiamo ottenuto il risultato giusto”, ha ammesso Caterina Forza.

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