Mine vaganti: la Rai di nuovo accusata di omofobia

Dopo la censura del bacio gay nella serie tv Le regole del delitto, in onda su Rai 2, è ora il turno del film Mine vaganti: la commedia è stata trasmessa infatti nella serata di domenica 31 luglio su Rai 4 con il “bollino rosso“, che indica “visione adatta ad un pubblico adulto”.

Ed è stata subito polemica: la Rai di nuovo accusata di omofobia dal popolo gay di Twitter che ha lanciato l’ hashtag #RaiOmofoba.

IL REGISTA

Ferzan Ozpetek (regista turco naturalizzato italiano) è già famoso per trattare il tema dell’ omosessualità: nel 1996 debuttò infatti col film Il bagno turco (con Alessandro Gassman), per poi proseguire con Le fate ignoranti (Stefano Accorsi, Margherita Buy, Gabriel Garko, Filippo Nigro), La finestra di fronte (Giovanna Mezzogiorno, Roul Bova, Filippo Nigro) e Saturno contro (Pierfrancesco Favino, Ambra Angiolini, Margherita Buy, Stefano Accorsi, Luca Argentero).

LA TRAMA

Mine vaganti è una commedia che racconta la storia di Tommaso (Riccardo Scamarcio), giovane gay che vive apertamente la sua omosessualità a Roma.

Quando torna nella sua città natale, Lecce, si trova di fronte ad una realtà totalmente diversa: un fratello maggiore (Alessandro Preziosi), anch’egli gay, cacciato da un padre ultra tradizionalista (Ennio Fantastichini), deluso e amareggiato dalla scelta del figlio, una madre soffocante (Lunetta Savino), una nonna diabetica (Ilaria Occhini da anziana – Carolina Crescentini da ragazza) col rimpianto di un amore giovanile mai dimenticato, una zia bizzarra (Elena Sofia Ricci) e una nuova improbabile amica (Nicole Grimaudo), figlia del socio del padre di Tommaso, con la quale dovrà gestire il panificio di famiglia.

I RICONOSCIMENTI

Il film ha ottenuto ben 13 candidature ai David di Donatello 2010 (vincendo nelle categorie migliori attori non protagonisti: Ennio Fantastichini e Ilaria Occhini), ha collezionato diverse vittorie tra Nastro d’argento, Ciak d’oro e Globo d’oro, ha ottenuto una candidatura al Premio del Pubblico Europeo degli European Film Awards.

Inoltre è stato l’unico film italiano in concorso alla nona edizione del Tribeca Film Festival (rassegna newyorkese fondata da Robert De Niro), al termine del quale gli è stato assegnato il Premio Speciale della Giuria:

“Mine vaganti” esplora in maniera divertente la storia di due fratelli gay che cercano di trovare la felicità all’interno di una famiglia tradizionale italiana, restìa ad accettare le loro scelte di vita.

Combinando il dramma familiare e la farsa, tocca l’argomento con calore, umore e grazia.

Per averci fatto ridere, piangere e desiderare di prenotare immediatamente un viaggio nel sud Italia, noi premiamo il regista Ferzan Ozpetek, il suo cast straordinario e i suoi collaboratori con questa menzione speciale.

E dopo queste bellissime parole ci chiediamo: come può  essere da “bollino rosso” un film del genere?? Ricordiamo inoltre che l’unica scena di “tenero” tra due uomini è un semplice bacio tra Riccardo Scamarcio e il fidanzato, niente scene di sesso a cui siamo soliti assistere tra uomo e donna nella maggior parte dei film trasmessi al giorno d’oggi.

Vogliamo fare tanto i “moderni”, gli “evoluti”, e poi ci scandalizziamo davanti ad un casto bacio tra due persone dello stesso sesso? E allora censura e bollini rossi dovrebbero comparire nella stragrande maggioranza di film!

Chiudo l’articolo con il commento, a metà tra l’ironico e l’accusatorio, di Ferzan Ozpetek (al momento in Turchia per la realizzazione del nuovo film Rosso Istanbul):

Sono sempre stato rosso e rosso rimarrò. Ho sempre amato il rosso. Ma questa volta proprio NO