Il giovane Sean è uno studente timido e complessato che sogna di potersi iscrivere al MIT, anche se sa non sarà per nulla semplice. Flora è la ragazza più popolare della scuola, reduce dal tradimento del fidanzato e pronta a fargliela pagare. Proprio per questo durante una festa si fa accompagnare a casa da Sean, che viene poi “beccato” – anche se tra loro non è successo assolutamente niente – dai genitori di lei il mattino successivo.
Sono proprio loro a chiedergli di farle da tutor, ignari che il legame che nascerà da lì a venire tra i due giovani sarà effettivamente poi sincero contro ogni aspettativa. I protagonisti di Kissing is the easy part scopriranno ben presto, come già dice il titolo, che il bacio è la parte semplice per una coppia e che proseguire una relazione, tra non detti e segreti, sia tutt’altro che scontato.
Kissing is the easy part: facile e difficile – recensione
Il problema principale di un film come Kissing is the easy part è che la sceneggiatura non senta mai il bisogno di interrogarsi e fermarsi a riflettere sulle implicazioni di un sentimento comprato, per quanto poi effettivamente prossimo a evolvere genuinamente. Come il pubblico ben sa, a differenza di Flora, il protagonista viene infatti “ingaggiato” da mamma e papà affinché riporti sulla retta via quella figlia ribelle, con l’ambito MIT ora a portata di mano.
Naturalmente sarà proprio questa verità taciuta a porsi come ostacolo in una love-story che altrimenti stava andando fin troppo a gonfie vele, nella più stanca reiterazione dell’archetipo delle teen-comedy di inizio millennio. Non abbiamo veri e propri bad-boy o relazioni tossiche tipiche dei più moderni young-adult, e questo è probabilmente un bene, ma al contempo la storia si affida a dinamiche anonime che non aggiungono nulla di nuovo a quanto visto e rivisto in molteplici occasioni.
Un amore che non convince
Un passo indietro per la regista canadese, ma di origini indiane, Fawzia Mirza, che con il precedente e semi-autobiografico The Queen of My Dreams (2023), aveva dato prova di maggior personalità. Qui invece sembra adagiarsi sulle regole scritte del genere e non può nemmeno beneficiare dell’alchimia tra i misconosciuti Paris Berelc e Asher Angel, qui ai minimi storici. D’altronde è anche poco credibile l’innamoramento improvviso della ragazza popolare nei confronti del compagno studioso del quale fino a poco prima ignorava l’esistenza e la narrazione procede su step forzati per arrivare al prevedibilissimo epilogo.
Kissing is the easy part si affida a soluzioni pigre per strizzare l’occhiolino al principale target di riferimento. Come nella maggior parte dei romance contemporanei anche in questo caso ci troviamo di fronte a un adattamento di un romanzo, dal titolo omonimo, scritto da Christine Duann. La trasposizione però ha modificato diverse cose, a cominciare dall’arco temporale che su pagina era lungo anni e con altri risvolti e qui viene condensato semplicemente sulla premessa di partenza, una scelta che ha sacrificato potenziali spunti di maggior interesse.
Conclusioni finali
Un’operazione fondamentalmente pigra, calcolata a tavolino per non dispiacere a nessuno e ricalcare i classici canoni del filone. L’amore impossibile tra un nerd e la ragazza più popolare della scuola è troppo manipolato per apparire credibile, con ostacoli prevedibili e sin troppo timidi per suscitare effettivi timori di sorta.
Kissing Is the Easy Part è un titolo che già si presenta come una sorta di avvertimento, per un’opera che non riesce mai a graffiare, riducendo l’ansia generazionale a un mero pretesto melodrammatico costruito su accordi taciti e verità nascoste. Non bastano una confezione curata e leziosa, memore delle produzioni a tema anni ’90, a salvare una storia che non può nemmeno contare sulla giusta chimica tra i suoi protagonisti.









