Quattro amiche, una forte identità musicale e un’ascesa senza precedenti che non sembra conoscere rallentamenti. Le Florence Road sono una delle realtà più interessanti della nuova scena indie rock irlandese: in pochi anni hanno conquistato un pubblico internazionale, superato i 2,5 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e raggiunto per prime, come band interamente femminile, il numero uno delle radio irlandesi.
Il successo delle Florence Road: dall’Irlanda alla conquista al mondo
Dopo aver calcato palcoscenici importanti come quello del Primavera Sound, Reading & Leeds e Rock en Seine, la band irlandese torna con “7563”, il nuovo singolo pubblicato dall’etichetta discografica Warner Records e scelto da BBC Radio 1 come Hottest Record.
“7563”, è un brano che racconta la sensazione di sentirsi persi, fuori posto e confusi nel passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta, ma che conferma anche tutta l’energia e l’immediatezza che hanno reso le Florence Road una delle nuove promesse internazionali del rock alternativo.
Noi di SuperGuidaTv le abbiamo incontrate a Milano per parlare con loro di musica, amicizia, emozioni, creatività e del significato di essere quattro giovani donne irlandesi sulla strada verso il successo e alla conquista del mondo musicale. Un viaggio che fa tappa anche in Italia: questa sera infatti, 11 settembre, le Florence Road si esibiranno al Poplar Festival di Trento.
Intervista alle Florence Road
Partiamo da “7563”. Hai detto che è una canzone che racconta la sensazione di sentirsi persi e confusi. Da dove nasce questa canzone?
““7563” nasce dalla sensazione di crescere e trasformarsi da giovani adulti. Penso sia una sensazione molto comune: quella di non sapere dove si sta andando nella vita, cosa si sta facendo e quale direzione prendere. È una sensazione che conosciamo bene anche noi e che volevamo cercare di raccontare attraverso questa canzone.”
Avete mai parlato di felicità? È un tema che vi interessa quando scrivete?
“Non molto, in realtà. Ogni tanto ci riflettiamo, ma tendiamo soprattutto a vivere giorno per giorno. Siamo molto felici di dove siamo e di quello che stiamo vivendo in questo momento.”
Voi eravate amiche già prima di diventare una band. Come siete riuscite a separare l’amicizia dalla musica e dalla vita della band?
“È una bella domanda. Essere amiche ci ha aiutato moltissimo anche nella musica: nel modo in cui scriviamo insieme, nel modo in cui riusciamo a viaggiare insieme e a passare così tanto tempo l’una con l’altra. Allo stesso tempo, siamo riuscite a mantenere un equilibrio tra l’amicizia e la band. Siamo andate in vacanza insieme anche prima di essere una band e ci piace giocare insieme ai videogiochi: è una competizione divertente e sana!”
Quanto di voi c’è nella personalità delle Florence Road?
“Direi il 100%. La nostra personalità è completamente dentro quello che facciamo, ed è molto autentica. Non cerchiamo di essere qualcosa che non siamo. Credo che sia proprio questo il motivo per cui è così divertente scrivere, realizzare video e inventare continuamente nuove idee.”
Sentite anche la responsabilità di rappresentare una nuova generazione di musiciste irlandesi?
“Per noi è sicuramente una cosa importante. Ma penso sia soprattutto fantastico per le ragazze e per le donne che vogliono fare musica rock. Vedere che è possibile può essere davvero importante per le ragazze più giovani. Se noi avessimo visto qualcosa del genere quando abbiamo iniziato la band, probabilmente ci saremmo sentite ancora più ispirate.”
Avete mai iniziato a scrivere una canzone senza sapere esattamente dove sarebbe arrivata?
“Sì, ed è qualcosa che considero davvero importante. È molto facile limitarsi, mettersi dentro una scatola e pensare: “Questa è la canzone che dovrei scrivere” oppure “Questo è il formato in cui dovrebbe essere scritta”. Credo invece che, quando ti permetti di dimenticare queste regole, sia proprio allora che possono succedere le cose più sorprendenti.”
Lydia ha parlato in passato del suo essere una persona molto emotiva. C’è mai stata una canzone nata da un momento difficile che, una volta terminata, vi ha fatto sentire meglio?
“Sì, sicuramente. “Caterpillar” è un ottimo esempio. È stata una canzone molto terapeutica da scrivere. Quando l’ho scritta mi sentivo molto ansiosa e riuscire a mettere tutte le mie emozioni sulla pagina mi ha fatto davvero bene. È stato come tirarle fuori dal mio corpo e metterle da qualche altra parte, invece di tenerle dentro di me. Ancora oggi, quando la suoniamo dal vivo, è una sensazione bellissima. Vedere come quella canzone ora appartenga anche ad altre persone, e non soltanto a me e alle ragazze, è qualcosa di speciale.”
Che cosa vi fa venire voglia di continuare a suonare dal vivo?
“Suonare dal vivo è semplicemente divertentissimo. È fantastico vedere sempre più persone davanti a noi e condividere la nostra musica con un pubblico sempre più grande. Credo che siamo una band molto orientata al live: è una parte fondamentale di quello che siamo e ci divertiamo davvero tantissimo.”
Avete avuto anche l’opportunità di conoscere Olivia Rodrigo. Ci sono artisti o incontri che vi hanno fatto pensare: “Ok, ce la possiamo fare”?
“Direi sicuramente Olivia Rodrigo. Il modo in cui è entrata nella scena musicale è stato così esplosivo e allo stesso tempo così divertente. Realizzare che una persona così importante avrebbe visto e ascoltato la nostra musica è stato un momento davvero grande per noi.”
Se poteste tornare indietro e parlare alle voi stesse di quando eravate a scuola, che cosa direste?
“Diremmo semplicemente: continuate a fare quello che state facendo. Alla fine andrà tutto bene.”
Qual è la vostra opinione sulle Florence Road? Cosa volete che rappresenti la band, soprattutto ora che la vostra musica sta raggiungendo un pubblico internazionale?
“Non vogliamo essere troppo condizionate da quello che succede nel mondo internazionale della musica. Può essere una cosa fantastica, ma anche un po’ spaventosa, perché c’è tantissimo che succede soprattutto online. Per questo penso che la cosa più importante sia rimanere noi stesse e avere ben chiare le nostre idee sulla musica. È questo che conta. È ciò che rende le Florence Road quello che sono. E penso che proprio questo ci aiuti a rimanere fedeli a noi stesse.”









