Briganti: la recensione (no spoiler) della serie Netflix sul brigantaggio

Briganti

La serie Netflix “Briganti“, conosciuta anche con il titolo internazionale “Brigands: The Quest for Gold”, è un dramma storico ambientato nell’Italia post-unitaria del XIX secolo. La serie segue le vicende di Filomena, una donna che abbandona la sua vita agiata per diventare la leader di un gruppo di briganti, trasformandosi da moglie devota a capobanda senza scrupoli.

Briganti: ambientazione storica e trama

Ambientata nel tumultuoso contesto dell’Italia post-unitaria del XIX secolo, la serie offre uno sguardo approfondito sulla vita e le lotte dei briganti, gruppi spesso composti da contadini insoddisfatti e disillusi dalle promesse non mantenute dell’unificazione italiana.

La scelta di concentrarsi su una protagonista femminile, Filomena, che si trasforma da moglie sottomessa a leader carismatica di un gruppo di briganti, è particolarmente notevole. Questa trasformazione non solo arricchisce la narrazione, ma fornisce anche un potente commento sulle dinamiche di potere e sulle questioni di genere dell’epoca. Michela De Rossi, che interpreta Filomena, offre una performance intensa e sfaccettata, dimostrando un ammirevole range emotivo.

La recensione della serie “Briganti” con Matilda Lutz

Uno degli aspetti più lodati di “Briganti” è la sua sceneggiatura, che combina con abilità dialoghi incisivi e una narrazione che mantiene l’interesse dello spettatore. La regia, inoltre, è efficace nel rappresentare visivamente la bellezza aspra dell’Italia meridionale, così come la crudezza delle vite dei briganti. La serie è ambientata in un periodo turbolento della storia italiana, poco dopo l’unificazione del paese. Questo contesto storico offre non solo uno sfondo visivamente suggestivo, ma anche una ricca tela di conflitti sociali e politici che possono aumentare la profondità della trama e il coinvolgimento dello spettatore.

Perché vedere la serie

Sceneggiatura e narrazione di spicco. “Briganti” è elogiata per la sua scrittura brillante e per una narrazione coinvolgente che cattura l’essenza dell’epoca, rendendo la serie avvincente e ricca di dettagli storici accurati.

Interpretazioni eccezionali. Michela De Rossi, nel ruolo di Filomena, e Matilda Lutz, che interpreta Michelina De Cesare, offrono performance di alto livello. La loro capacità di portare in vita personaggi complessi e multidimensionali è uno dei punti di forza principali della serie.

Regia e produzione di qualità. La regia di Antonio Le Fosse si distingue per la sua capacità di creare un’atmosfera unica che immerge gli spettatori nel mondo dei briganti, supportata da una scenografia dettagliata e una cinematografia che valorizza le ambientazioni​.

Musica e Fotografia. La colonna sonora di Michele Braga e la fotografia di Benjamin Maier contribuiscono significativamente all’atmosfera della serie, intensificando le scene chiave e arricchendo l’esperienza visiva e emotiva dello spettatore.

Perché non vedere la serie

Non tutti gli aspetti della serie sono esenti da critiche. Per esempio va sottolineato come la direzione artistica e i costumi, in particolari momenti, non sembrano completamente all’altezza, rischiando di ridurre l’impatto visivo che la serie potrebbe avere. Inoltre, il genere del dramma storico può non appassionare chi predilige narrazioni più moderne o leggere.

La fusione di storia e leggenda rappresentata nella serie risulta spesso confusa e poco impattante per lo spettatore, quasi come se la serie fosse ancora in uno stato incompleto e non completamente realizzata.

La narrazione in “Briganti” non riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore, e gli sforzi di coinvolgere emotivamente il pubblico con i personaggi sembrano insufficienti. Di conseguenza, la serie perde dinamismo e fatica a stabilire un legame empatico con il pubblico, che, sebbene apprezzi l’estetica visiva, le scelte musicali e la regia di qualità, rimane distaccato dai personaggi e dalla storia stessa.

Probabilmente, “Briganti” avrebbe beneficiato di una caratterizzazione più approfondita dei personaggi, una rappresentazione più chiara delle loro motivazioni, una trama più avvincente e degli elementi che coinvolgessero più direttamente le emozioni degli spettatori, per catturare non solo il loro sguardo ma anche il loro cuore.

Conclusioni

Concludiamo l’analisi di “Briganti”, riconoscendo il tentativo di Netflix Italia di esplorare il genere del dramma storico, anche se risulta evidente che questo genere non sia ancora un nostro punto di forza.

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