Anjali e Maya, due ragazze di origini indiane, sono migliori amiche sin dall’infanzia e stanno per iniziare il loro primo anno all’UCLA, rinomata università di Los Angeles. La prima è brillante e ambiziosa, amando stare al centro delle attenzioni; la seconda ha un carattere più riservato e si dedica con maggior impegno allo studio. Il loro legame è ulteriormente rafforzato da una comune passione per il ballo, che il pubblico scopre già nei primi minuti del prologo.
La grande occasione si presenta loro quando, dopo una serie di provini, vengono selezionate per entrare a far parte della squadra di Bollywood-fusion dance dell’istituto, guidata dal carismatico Ronak. L’obiettivo del team è quello di partecipare a un esclusivo torneo nazionale e conquistare il titolo di Best of the Best, sfuggito l’anno precedente a favore di un’università rivale. Proprio Anjali e Maya risulteranno determinanti per avvicinarsi alla vittoria.
Best of the Best: fino all’ultimo passo – recensione
Il musical ha da sempre un sottogenere dedicato alle competizioni di ballo, con alcune saghe più o meno fortunate che hanno segnato il cinema adolescenziale a stelle e strisce. E pur facendo riferimento alla cultura di Bollywood e un cast, principale e secondario, composto prevalentemente da attori di origini indiane, anche Best of the Best batte in realtà bandiera americana.
La trama è sempre la stessa: giovani talenti alla ricerca di riscatto e desiderosi di dimostrare il proprio valore, odiose squadre avversari, prove massacranti e situazioni romantiche più o meno tribolate a complicare la parabola agonistica. E poi naturalmente il punto forte, ovvero quelle coreografie che molto spesso lasciano il segno e rendono il film un cult o meno tra gli appassionati.
Con Best of the Best rispetto ad altre produzioni omologhe ci troviamo di fronte a un coming-of-age che funziona più del previsto nel come viene raccontata l’amicizia tra le protagoniste, con ovvie crisi al seguito prima di quella riappacificazione finale coincidente con l’epilogo che tutti si aspettano.
Musica e emozioni
E così pur a dispetto della prevedibilità di fondo, le quasi due ore di visione riescono a intrattenere il relativo target, grazie anche alla simpatia e all’energia emanata da Maitreyi Ramakrishnan e Priyanka Kedia, che riescono a diversificare il giusto Anjali e Maya, rendendole credibili anche e soprattutto nelle loro contraddizioni.
Best of the Best nasce dall’esperienza diretta effettivamente vissuta dagli sceneggiatori Hasan Minhaj e Prashanth Venkataramanujam, entrambi alla prese nel periodo universitario nel campo delle gare di ballo. Bollywood, la danza classica indiana, l’hip-hop e così via diventano una valvola di sfogo per sfuggire a insicurezze personali e a opprimenti aspettative familiari, un modo per trovare finalmente il proprio posto nel mondo.
Gli scambi di battute sono rapidi, i momenti leggeri convivono con un certo equilibrio con i passaggi più drammatici o pseudo esistenziali e i vari riferimenti culturali vengono affrontati senza fare ricorso a caricature superficiali. E se non propriamente originale, il film risulta più che gradevole per un pubblico che sa già a cosa aspettarsi.
Conclusioni finali
L’energia del ballo, con Bollywood quale fonte d’ispirazione date anche le origini delle protagoniste, accompagna questa storia di amicizia negli anni universitari, seguendo le coordinate di un coming-of-age dal taglio classico, reso piacevole dalla genuina chimica tra le attrici principali, pronte anche a scatenarsi in spettacolari coreografie a tema.
Best of the Best è piuttosto lineare nella componente agonistica, tra rivalità , colpi bassi e amori in divenire, con tanto di bisticci e riconciliazioni propizie, ma riesce a trovare una personalità non del tutto scontata nel tratteggiare i contorni di un’amicizia, sotto e sopra il palco, spontanea quanto basta per emozionare il principale target di riferimento.









