Antonella Clerici elogia Carlo Acutis e Canale 5: “I successi degli altri bisogna riconoscerli”

Gaza antonella Clerici

La conduttrice di “È sempre mezzogiorno” commenta in diretta su Rai 1 il grande risultato ottenuto da Il mio nome è Carlo

Antonella Clerici elogia in diretta il successo di Canale 5 e del film dedicato a Carlo Acutis. Durante la puntata di È sempre mezzogiorno del 28 settembre 2026, la conduttrice ha voluto dedicare alcune parole al risultato ottenuto la sera precedente da Il mio nome è Carlo, il film trasmesso in prima serata dalla rete Mediaset.

Un intervento spontaneo, arrivato proprio dagli studi di Rai 1, con il quale Clerici ha sottolineato come i risultati della concorrenza vadano riconosciuti quando meritano attenzione.

Antonella Clerici parla del successo di Carlo Acutis su Canale 5

«I successi anche degli altri bisogna riconoscerli», ha spiegato Antonella Clerici rivolgendosi al pubblico di È sempre mezzogiorno.

La conduttrice ha ricordato di essere particolarmente legata alla figura di Carlo Acutis e di essere rimasta profondamente colpita dalla sua storia:

«Ieri sera è andata in onda, non su Rai 1, ma su Canale 5, ma i successi anche degli altri bisogna riconoscerli. Sono molto contenta. Il film dedicato a Carlo Acutis, che è un santo a cui io sono molto, molto, molto legata, questo ragazzo straordinario e meraviglioso, ha avuto un grande successo, meritato».

Clerici ha quindi raccontato quanto la vicenda umana di Carlo Acutis l’abbia coinvolta personalmente:

«La sua vita, la vita di questo santo bambino, giovane, adolescente, è una cosa che mi ha toccato molto e sono andata anche a trovarlo ad Assisi».

Antonella Clerici: «Quello che ho nel cuore, ho nella bocca»

È però un’altra frase pronunciata in diretta a sintetizzare perfettamente lo spirito dell’intervento di Antonella Clerici.

La presentatrice ha infatti aggiunto:

«Volevo dirvelo perché, come sempre, ormai mi conoscete: quello che io ho nel cuore, ho nella bocca».

Una dichiarazione che conferma la spontaneità con cui Clerici ha scelto di parlare apertamente di un programma trasmesso da una rete concorrente, mettendo da parte qualsiasi logica televisiva per soffermarsi sulla storia raccontata dal film.

La conduttrice ha inoltre espresso la speranza che la figura di Carlo Acutis possa arrivare soprattutto alle nuove generazioni: «Sperando che, essendo così giovane, poi tocchi anche i giovani. Il fatto che l’abbiano seguito così tanti mi fa sperare, quindi è molto importante».

Gli ascolti de “Il mio nome è Carlo” su Canale 5

Le parole di Antonella Clerici arrivano dopo il grande risultato ottenuto da Il mio nome è Carlo nella prima serata di domenica 27 settembre 2026.

Il film trasmesso da Canale 5 ha conquistato 4.269.000 spettatori e il 29,6% di share, risultando il programma più seguito della prima serata.

Numeri importanti che spiegano anche il riferimento fatto dalla conduttrice durante È sempre mezzogiorno. La stessa Clerici ha definito il successo del film «meritato», sottolineando il forte impatto che la storia di Carlo Acutis ha avuto anche su di lei.

Il gesto di Antonella Clerici non è passato inosservato: una conduttrice di punta di Rai 1 che, in diretta, sceglie di complimentarsi apertamente per un risultato ottenuto da Canale 5. Un momento semplice ma significativo, capace di mostrare ancora una volta il lato più spontaneo e sincero della presentatrice.

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Sono il Direttore di SuperGuidaTV. Da sempre unisco la mia competenza tecnica al mondo dei contenuti, con l’obiettivo di rendere l’esperienza di scoperta e fruizione dell’intrattenimento più semplice, personalizzata e accessibile per tutti. Informatico di formazione, mi occupo da anni di sviluppo digitale, innovazione e strategie di prodotto, con una particolare attenzione all’evoluzione delle piattaforme media e alle nuove modalità di consumo audiovisivo. La mia passione per la televisione nasce da lontano — sono cresciuto a “pane e Bim Bum Bam” — e oggi continua attraverso il mio impegno nel raccontare, valorizzare e connettere il mondo della TV tradizionale con quello delle piattaforme streaming. Appassionato di serie TV, in particolare crime e poliziesche, credo nel potere delle storie di unire generazioni e linguaggi diversi, e nel valore della tecnologia come strumento per farle arrivare a un pubblico sempre più vasto e consapevole.