“Colpa dei sensi”, intervista esclusiva ad Anna Safroncik: “In Colpa dei sensi Laura si ritrova divisa tra due uomini. All’inizio della carriera ho dovuto lottare di più per dimostrare che non ero solo bella”

ANNA SAFRONCIK

A partire da stasera, venerdì 30 gennaio, andrà in onda su Canale 5 “Colpa dei sensi”. Diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, la serie vede come protagonisti la coppia formata da Anna Safroncik e Gabriel Garko. L’attore torinese interpreta Davide, un colonnello dell’esercito noto per la sua dedizione e per aver partecipato a missioni di pace complesse, al suo fianco troviamo Anna Safroncik nel ruolo di Laura, una donna straordinaria che, pur sposata con Enrico, si trova a dover rivedere le proprie scelte quando ricompare il grande amore della sua giovinezza, scatenando conflitti emotivi e cambiamenti nella sua vita, tra passato e presente, tra dovere e desiderio, in una storia che intreccia sentimenti profondi e dilemmi personali, mettendo in scena il contrasto tra sicurezza della routine e imprevedibilità dei sentimenti, in un equilibrio fragile tra amore, lealtà e desiderio di felicità.

Noi di SuperGuida TV abbiamo intervistato in esclusiva Anna Safroncik. L’attrice ha parlato del suo personaggio: “È una donna divisa tra due uomini: da una parte il marito, con cui ha una vita tranquilla, legittima, già in qualche modo definita; dall’altra un sentimento potentissimo che riaffiora dal passato, l’amore della sua vita, interpretato da Gabriel Garko. Un ritorno inatteso e travolgente, che non era previsto e che finisce per sconvolgere completamente tutti i suoi piani”. Anna ha ritrovato come compagno di lavoro Gabriel Garko con il quale ha girato anche una scena d’amore molto appassionata: “Io sono una donna, e per me è sempre una grande sofferenza, perché sei praticamente nuda davanti a 40-50 persone della troupe che camminano intorno, sistemano le luci, aggiustano il vestito, i capelli, ti dicono cosa fare… è un lavoro di finta intimità in mezzo a tantissima gente. È molto difficile e, secondo me, per noi donne è ancora più complicato. Io, ad esempio, sono molto timida, mentre Gabriel è meno riservato e non gliene importa niente; io invece mi nascondo sempre dietro di lui. Lui è felice di aiutarmi e io gli dico sempre: “Gabriel, mettiti tu davanti, tanto la tua schiena mi coprirà”, così preferisco che mi veda lui piuttosto che le telecamere”. 

Anna Safroncik è bella, anzi bellissima. L’attrice ha però dichiarato di aver dovuto dimostrare negli anni di essere anche brava: “E’ penalizzante perché devi dimostrare di essere più bravo di tutti, anche quando, dal punto di vista dell’aspetto, potresti già avere un vantaggio. Spesso viene considerato non un punto a favore, ma un ostacolo: bisogna costantemente dimostrare di valere di più. Per me è sempre stato così: ho trovato pregiudizi dall’altra parte e ho dovuto dimostrare di poter ricoprire i ruoli. Grazie a Dio, ho sempre ottenuto le parti e sono andata avanti, ma all’inizio il pregiudizio c’è sempre. All’inizio della mia carriera, ad esempio, dovevo convincere che parlavo un italiano corretto, senza accento: leggendo il mio cognome molti pensavano che fossi straniera e non adatta. Io dovevo spiegare che avevo studiato la lingua e la parlavo meglio di tanti italiani, ma faticavo a farlo accettare. Così, all’inizio, ho dovuto lottare di più, perché non ero italiana, perché dovevo dimostrare di parlare la lingua e perché ero carina. È stata sempre una lotta, purtroppo”. 

La popolarità è esplosa per lei grazie a “Centovetrine” e al personaggio di Anna Baldi: “Anna Baldi era un personaggio antagonista: interpretavo una rivista senza scrupoli, e il ruolo era divertentissimo proprio perché non aveva limiti. Era una donna senza freni e con tanta fantasia, e per me è stato bellissimo poter dare vita a un personaggio al 100% sopra le righe, completamente fuori dalla realtà. Credo che il pubblico lo abbia amato perché io mi sono davvero divertita a interpretarlo. Oggi, francamente, sto scrivendo un personaggio simile per una mia futura serie, perché secondo me abbiamo sempre bisogno di sognare in grande, e a volte per farlo bisogna spingersi oltre i limiti della quotidianità, della società o della realtà. Anna Baldi riusciva a compiere azioni incredibili e io la interpretavo con totale libertà, gioia e creatività, senza alcun paletto. In quegli anni, infatti, le reti non imponevano limiti ai miei personaggi, quindi potevo esprimere pienamente la mia creatività, e il risultato funzionava molto bene”. 

“Colpa dei sensi”, intervista esclusiva ad Anna Safroncik

Anna, in “Colpa dei sensi” interpreti Lucia. Cosa ci puoi anticipare di questo personaggio e cosa ti ha colpita di più? 

Si intitola Colpa dei sensi perché tutta la serie è attraversata dai sensi di colpa di Laura, il personaggio che interpreto. È una donna divisa tra due uomini: da una parte il marito, con cui ha una vita tranquilla, legittima, già in qualche modo definita, dall’altra un sentimento potentissimo che riaffiora dal passato, l’amore della sua vita, interpretato da Gabriel Garko. Un ritorno inatteso e travolgente, che non era previsto e che finisce per sconvolgere completamente tutti i suoi piani. 

C’è qualche aspetto in cui ti sei rispecchiata? 

Sicuramente mi ritrovo molto nel modo in cui i sentimenti guidano questa donna. Non è una persona razionale, è profondamente emotiva, e questo fa parte anche di me: lo sono sempre stata. Prendo le decisioni con il cuore più che con la testa e, proprio per questo, mi sono riconosciuta molto in questo personaggio. 

Accanto a te ancora una volta Gabriel Garko. Che compagno di lavoro è?

Dopo la prima serie “Se potessi dirti addio” ci siamo conosciuti meglio. E quando ti conosci riesci a fare meglio anche nel lavoro. 

Riprendendo il titolo, hai qualche senso di colpa nella tua vita? 

Ho sempre provato un senso di colpa, che razionalmente so essere ingiustificato, ma che continuo a sentire, soprattutto nei confronti di mio padre che si trova ancora in Ucraina, in guerra. Cerco sempre di aiutarlo e di stargli vicino, tanto che ora vive con me a casa mia. Eppure, quando io sono qui in Italia e posso vivere serenamente, mentre tanti parenti e amici sono sotto le bombe, quel senso di colpa torna costante. È qualcosa che mi accompagna ogni mattina ed è aggravato dalla sensazione di impotenza, dal fatto di non poter fare davvero nulla. È un senso di colpa verso chi non riesci a salvare: magari non è logico dal punto di vista razionale, ma nel cuore lo senti fortissimo. 

In Ucraina la situazione come sta evolvendo?

È una situazione durissima. Non si tratta solo delle persone che continuano a morire, delle vite distrutte e interrotte in modo incredibile, ma anche del fatto che le condizioni vengano costantemente peggiorate. La distruzione delle centrali elettriche, con temperature che arrivano a meno venti gradi, rende tutto ancora più disumano. Sembra quasi che ogni azione sia pensata per far soffrire la popolazione sempre di più. È una situazione davvero critica ed è vergognoso che non ci sia un cambiamento. 

Tornando alla serie, hai avuto modo di lavorare di nuovo sul set con Giorgia Wurth con cui avevi condiviso l’esperienza de “Le tre rose di Eva”. 

Sai, dal momento in cui ci siamo viste per il provino eravamo già entusiaste all’idea di lavorare insieme, fin dal primo incontro di Giorgia per questa serie. Sono stata felicissima di ritrovarla: quando lavori con persone con cui hai già condiviso successi e hai creato l’affetto del pubblico verso i personaggi, non c’è cosa più bella che poterlo fare di nuovo. Quest’anno stiamo ripetendo una sinergia che ha già funzionato e speriamo di averla resa ancora più intensa. 

Ci sarà anche una scena molto hot. Imbarazzo nel girarla? 

Beh, intanto sì, io sono una donna, e per me è sempre una grande sofferenza, perché sei praticamente nuda davanti a 40-50 persone della troupe che camminano intorno, sistemano le luci, aggiustano il vestito, i capelli, ti dicono cosa fare… è un lavoro di finta intimità in mezzo a tantissima gente. È molto difficile e, secondo me, per noi donne è ancora più complicato. Io, ad esempio, sono molto timida, mentre Gabriel è meno riservato e non gliene importa niente; io invece mi nascondo sempre dietro di lui. Lui è felice di aiutarmi e io gli dico sempre: “Gabriel, mettiti tu davanti, tanto la tua schiena mi coprirà”, così preferisco che mi veda lui piuttosto che le telecamere. 

La bellezza nella carriera ti ha mai penalizzata? 

E’ penalizzante perché devi dimostrare di essere più bravo di tutti, anche quando, dal punto di vista dell’aspetto, potresti già avere un vantaggio. Spesso viene considerato non un punto a favore, ma un ostacolo: bisogna costantemente dimostrare di valere di più. Per me è sempre stato così: ho trovato pregiudizi dall’altra parte e ho dovuto dimostrare di poter ricoprire i ruoli. Grazie a Dio, ho sempre ottenuto le parti e sono andata avanti, ma all’inizio il pregiudizio c’è sempre. All’inizio della mia carriera, ad esempio, dovevo convincere che parlavo un italiano corretto, senza accento: leggendo il mio cognome molti pensavano che fossi straniera e non adatta. Io dovevo spiegare che avevo studiato la lingua e la parlavo meglio di tanti italiani, ma faticavo a farlo accettare. Così, all’inizio, ho dovuto lottare di più, perché non ero italiana, perché dovevo dimostrare di parlare la lingua e perché ero carina. È stata sempre una lotta, purtroppo. 

La popolarità è poi arrivata grazie a Centovetrine e al personaggio di Anna Baldi. Perché è rimasto a distanza di anni nel cuore del pubblico? Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto questo personaggio? 

Anna Baldi era un personaggio antagonista: interpretavo una rivista senza scrupoli, e il ruolo era divertentissimo proprio perché non aveva limiti. Era una donna senza freni e con tanta fantasia, e per me è stato bellissimo poter dare vita a un personaggio al 100% sopra le righe, completamente fuori dalla realtà. Credo che il pubblico lo abbia amato perché io mi sono davvero divertita a interpretarlo. Oggi, francamente, sto scrivendo un personaggio simile per una mia futura serie, perché secondo me abbiamo sempre bisogno di sognare in grande, e a volte per farlo bisogna spingersi oltre i limiti della quotidianità, della società o della realtà. Anna Baldi riusciva a compiere azioni incredibili e io la interpretavo con totale libertà, gioia e creatività, senza alcun paletto. In quegli anni, infatti, le reti non imponevano limiti ai miei personaggi, quindi potevo esprimere pienamente la mia creatività, e il risultato funzionava molto bene. 

Girare una soap poi è tutt’altro che facile. Era difficile reggere quei ritmi? 

Si lavora un giorno intero recitando testi di oltre 30 pagine al giorno, quindi lo sforzo mnemonico è certamente intenso e può risultare stressante. Però, per chi ama questo lavoro, è assolutamente gratificante: a me piace moltissimo. 

Come dimenticare poi la storia d’amore tra Anna e Ivan interpretato da Pietro Genuardi. La sua scomparsa è stato un duro colpo immagino. 

Lui rimarrà sempre vivo per noi. Soffriamo la sua mancanza, ma è presente nei nostri discorsi, nei ricordi, nelle foto, nei video e nelle vecchie puntate. Per noi, Pietro ha raggiunto una sorta di immortalità. 

Finora non sei mai stata concorrente in un programma. Ti piacerebbe partecipare a Ballando con le Stelle? Lo scorso anno era spuntato il tuo nome. 

Guarda, tutto quello che leggete e che non dico io è falso. La gente ama immaginarmi in contesti dove non penserei mai di andare, quindi non è vero e non lo è mai stato. Io faccio parte del mondo della recitazione, del mio mondo, e mi piace così.

Ci sono altri progetti su cui stai lavorando? 

Mi stanno arrivando tantissimi personaggi nuovi e devo ammettere che sono felicissima. Sto valutando varie offerte e ne sto anche scrivendo altri. Il mondo delle serie mi ha sempre affascinato e sono davvero contenta di poter portare in scena personaggi sempre nuovi. 

In futuro ti piacerebbe cimentarti alla regia? 

Forse succederà in futuro, ma per ora sono ancora giovane e continuo a recitare con grande piacere. 

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