Un uomo senza nome che la sceneggiatura apostrofa come The Surfer, titolo poi effettivo del film stesso, decide di tornare nella cittadina costiera dove ha trascorso la sua infanzia, con l’intenzione di riacquistare la casa della sua giovinezza e impressionare il figlio adolescente, con il quale i rapporti sono assai complicati.
Ma quello che doveva essere una sorta di gita nostalgica e all’insegna di un nuovo, potenziale, inizio, si scontra quasi immediatamente con la dura realtà locale: la spiaggia è sotto il ferreo controllo di una gang di surfisti del posto capitanata da Scally, un leader carismatico e misterioso. Rifiutato dalla comunità e umiliato pubblicamente, il protagonista invece di andarsene decide di reagire, dando inizio ad una serie di eventi inaspettati nei quali realtà e allucinazioni si mischiano sempre più.
The Surfer: sogno o son desto? – recensione
Proprio la scelta apparentemente ostinata da parte del Nostro dà il via a una vertiginosa spirale di degradazione fisica, psicologica e sociale, caratterizzante i cento minuti di visione di The Surfer, un film che ci accompagna in una narrazione lisergica e fuori di testa. Una sceneggiatura che si adatta magnificamente all’istrionismo di Nicolas Cage, ancora una volta alle prese con un personaggio complesso e sfumato, a cui presta il suo iconico over-acting con equilibrio, tra dramma e surrealismo. A tenergli testa quale diabolica nemesi un cattivissimo Julian McMahon, alla sua ultima interpretazione prima della prematura scomparsa.
Una parabola pensata per testare i limiti della sanità mentale del protagonista, trasformando un’ambientazione apparentemente paradisiaca in una sorta di girone infernale a cielo aperto, ma dal quale paradossalmente non si (intra)vede via d’uscita. Un cinema di scomposizione psicologica e di mascolinità tossica, con gli spettri del passato che si riversano su un presente febbrile e inquieto, che sospende certezze e agita domande.
Che l’incubo abbia inizio
Chi ha già visto il precedente film del regista irlandese Lorcan Finnegan potrebbe avere un’idea di cosa aspettarsi: il suo Vivarium (2019), racconto su una coppia alla ricerca di una nuova casa, aveva già messo in mostra uno stile visionario e spietato, pronto a sorprendere lo spettatore con soluzioni inaspettate. The Surfer si rivela un’opera parimente bizzarra, disturbante e magnetica, capace di rendere una banale “faida da spiaggia” in un incubo schizzato di rara potenza visiva.
La tenuta della sceneggiatura si dimostra incredibilmente lucida nel deviare verso territori espressionisti, lavorando di fino sui tempi dell’attesa, dell’umiliazione e della privazione, che mettono a disagio non soltanto il malcapitato ma anche il pubblico stesso. La calura estiva australiana diventa elemento atmosferico tangibile, pesante e soffocante, perfetto per quella verve claustrofobica che via via prende il sopravvento, prima di instradarsi in quel tour de force finale che non spiega tutto ma agisce su metafore più o meno interpretabili.
I colori saturi e accecanti del contesto naturale e la relativa distorsione dei suoni ambientali riflettono con precisione geometrica il progressivo scollamento dalla realtà del protagonista, all’insegna di una tensione costante che si appiccica addosso come il sudore.
Conclusioni finali
Un thriller psicologico affascinante e disturbante al contempo, sorretto dalla magnetica performance di un Nicolas Cage che lavora sia in sottrazione sia attraverso esplosivi eccessi di rabbia, dando vita a un protagonista tormentato, umiliato ma comunque pronto a reagire. Una lotta paradossale prende forma su questa spiaggia australiana, scenario di una resa dei conti cinica e spietata, dove uno script apparentemente semplice innesca colpi di scena e rivelazioni deliberatamente sfuggenti.
Una discesa agli inferi quella narrata in The Surfer, che tramite la sua indole allucinatoria trascina lo spettatore nel trauma, tra percezioni alterate e verità tradite, dove anche il sole soffocante e una distesa di sabbia possono trasformarsi nello scenario di oscure odissee.









