Dalla Norvegia alle classifiche virali di tutto il mondo. I The Bausa stanno vivendo un momento straordinario grazie a “Magnetic”, il singolo che ha conquistato TikTok e le piattaforme di streaming ancora prima della sua pubblicazione ufficiale, raggiungendo le prime posizioni delle Viral Chart in numerosi Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Germania e Norvegia. Nato a Bærum nel 2021, il trio ha saputo costruire una propria identità musicale mescolando sonorità Scandi-House, influenze disco-funk e un approccio live che unisce DJ set, band e voci dal vivo. Li abbiamo incontrati per parlare del successo di “Magnetic”, dell’evoluzione del progetto e delle ambizioni internazionali che li attendono.
Intervista a “The Bausa”
“Magnetic” è diventata virale ancora prima della pubblicazione ufficiale. Vi siete resi conto subito che stava accadendo qualcosa di speciale oppure è stata una sorpresa?
Ce ne siamo accorti praticamente subito, già dopo il primo video pubblicato. Ricordo che nel periodo tra la realizzazione del brano, i post su TikTok e l’uscita su Spotify ricevevamo continuamente commenti e messaggi privati da persone che ci scrivevano: “Ma cosa state facendo? È da mesi che ci state prendendo in giro, fate uscire questa canzone!”.
La cosa divertente è che in realtà la stavamo promuovendo solo da una settimana. Abbiamo pubblicato un video il giorno stesso in cui l’abbiamo scritta e già il giorno dopo era diventato virale. È stato davvero incredibile.
Come avete gestito la pressione che può derivare da una canzone capace di generare così tanta attesa prima ancora della sua uscita?
Quando succede una cosa del genere vuoi sempre fare la scelta giusta. Personalmente, però, non mi sono sentito particolarmente stressato perché in Norvegia abbiamo un team straordinario tra management ed etichetta discografica. Sono sempre stati molto preparati e presenti, quindi ci siamo sentiti in ottime mani.
Naturalmente un po’ di nervosismo c’era: ti chiedi continuamente quale sia la mossa migliore da fare. Alla fine, però, tutto è andato per il meglio. Per noi la cosa più importante è continuare a fare musica e lasciare che il nostro team si occupi del resto.
Ricordo che, dopo il successo iniziale di “Magnetic”, siamo stati contattati da ben 45 etichette discografiche. C’era tantissimo interesse e tante questioni di business da gestire, ma il nostro manager si è occupato di tutto e alla fine abbiamo trovato il team giusto. Oggi siamo con Sony.
Cosa vi colpisce di più nel vedere persone provenienti da culture così diverse entrare in sintonia con la vostra musica?
È una sensazione straordinaria. Davvero incredibile.
Vedere persone di culture completamente diverse che si riconoscono nel nostro sound Scandi-House è qualcosa di speciale. È bello rendersi conto che, in un certo senso, tutti lo comprendono e riescono a connettersi con questa musica.
Qual è l’elemento che rende i vostri concerti diversi rispetto a quelli di molti altri progetti dance?
Credo sia la formula ibrida del nostro show. Non c’è soltanto il DJ set: ci sono le voci dal vivo e una vera band sul palco.
Non siamo semplicemente tre DJ dietro una console. Cantiamo dal vivo, suoniamo e portiamo sul palco le nostre canzoni in una dimensione completamente live. Inoltre amiamo davvero quello che facciamo e penso che questa passione sia percepibile durante i concerti. È un elemento fondamentale del nostro spettacolo.
Dalle nomination agli Spellemann Awards fino alla candidatura di “Overfladisk” come Canzone dell’Anno, qual è stato il momento in cui avete capito che il progetto The Bausa stava raggiungendo un nuovo livello?
La settimana in cui abbiamo scritto “Magnetic”.
Quello è stato senza dubbio il momento in cui abbiamo percepito il passaggio a un livello superiore. Anche se il brano stava già diventando virale, ci è voluto un po’ di tempo prima di decidere definitivamente di intraprendere questa nuova strada.
In precedenza avevamo costruito un pubblico importante in Norvegia e passare all’inglese e alla musica house era una scelta piuttosto inaspettata per i nostri fan norvegesi. Non sapevamo come avrebbero reagito.
Tuttavia sentivamo che questa musica rappresentava davvero la nostra passione. Anche i brani in norvegese facevano parte del nostro percorso, ma questa nuova direzione ci sembrava fresca, stimolante e piena di opportunità che non potevamo lasciarci sfuggire.
Dopo aver conquistato la Norvegia state guardando sempre più al mercato internazionale. C’è un Paese o una città in cui sognate particolarmente di esibirvi?
Beh, stiamo arrivando a Milano, quindi direi che l’Italia è sicuramente uno dei posti che amiamo di più.
Ci piacerebbe esibirci sempre di più nei Paesi del Sud Europa, quelli dove andiamo spesso anche in vacanza, con il mare e le spiagge. Ma sogniamo anche eventi iconici come i grandi carnevali in Brasile.
Anche l’America sarà un’esperienza incredibile: partiremo proprio domani per i nostri primi concerti lì. Qualche settimana fa siamo stati in India e naturalmente vorremmo continuare a esplorare anche altri Paesi asiatici.
La cosa più bella è che possiamo suonare in luoghi che abbiamo sempre sognato di visitare e, allo stesso tempo, vivere esperienze e scoprire posti nuovi. È una fortuna enorme.
Amiamo viaggiare e questa parte del nostro lavoro è davvero speciale.









