Halina è un’arzilla e testarda vecchietta residente nella campagna polacca del Podlachia, caduta vittima di una truffa in Bitcoin per la quale ha perso tutti i propri risparmi, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto convolare a seconde nozze con il fidanzato Jan. Umiliato davanti all’altare con una scusa, il mancato sposo non sa che il vero motivo della defezione non è la mancanza di amore nei suoi confronti ma la vergogna per essersi fatta abbindolare.
In Podlasie – Tutti per uno infatti il debito contratto mette a rischio la fattoria di proprietà della donna e da allora il villaggio intero decide di mobilitarsi per salvare la situazione. Guidati proprio da Jan, che vuole riconquistare l’amata, gli abitanti decidono di trasformare la zona in un’attrazione turistica sfruttando la leggenda degli avvistamenti alieni locali tramite la realizzazione di improvvisati cerchi nel grano e di testimonianze fabbricate ad arte per attrarre folle di appassionati del paranormale disposti a spendere lì i loro soldi.
Podlasie – Tutti per uno, uno per tutti – recensione
Sequel di No Pressure (2024), film Netflix di produzione polacca sbarcato solo due anni fa nel catalogo della produzione di streaming, Podlasie – Tutti per uno è una commedia d’ambientazione rurale in cui la comunità si fa scudo e si stringe attorno al problema della protagonista, con la furbizia collettiva che tenta di sopperire agli errori individuali. Una premessa all’insegna della solidarietà che pur parte da un evento potenzialmente traumatico quale l’abbandono all’altare proprio poco prima della pronuncia del fatidico sì.
Un amore senior che si affida a gag e siparietti che rimarcano continuamente l’età avanzata dei promessi sposi, con tutto il corollario di figure che ruotano loro intorno: personaggi che il pubblico aveva già conosciuto con più o meno predominanza nella precedente pellicola.
Un insieme troppo timido
Il potenziale satirico dell’operazione viene appena sfiorato dalla sceneggiatura di Katarzyna Frankowska e Katarzyna Golenia, restando spesso in superficie senza mai essere davvero esplorato appieno. Pressoché ogni individuo che fa la sua comparsa nel racconto altro non è che una sorta di scialba caricatura, e i vari colpi di scena – con tanto di potenziale presenza extraterrestre che farebbe gola agli appassionati di X-Files – risultano quanto mai improbabili nella loro forzata bizzarria.
Invece di susseguirsi l’una dopo l’altra con armonia e logica, le varie gag si sfilacciano procedendo in autonomia, senza un senso di ordine superiore che avrebbe dovuto regolamentare le varie anime della storia, che vive così di umori disordinati e poco convincenti non soltanto dal punto di vista comico, ma anche poveri di slancio emozionale.
L’eterogeneo cast capitanato dai veterani Anna Seniuk e Artur Barciś cerca di salvare il salvabile, ma l’impressione è che Podlasie – Tutti per uno viva di sussulti slegati tra loro, con l’imposta ricerca di essere simpatico ad ogni costo a togliere spontaneità e solidità alla narrazione e relativa rappresentazione.
Conclusioni finali
Una commedia su una comunità che conosce la propria tradizione e vi si affida senza inventare nulla di nuovo, per quanto la mossa aliena vorrebbe essere sulla carta parzialmente originale. Ma l’anima paranormale si esaurisce ben presto in qualcosa di ben più terreno, salvo uno spunto nel finale troppo timido per essere credibile, e Podlasie – Tutti per uno espone così tutti i propri limiti.
Scarseggiano sia le emozioni sia le risate in questo tentativo di far riconciliare gli anziani promessi sposi dopo che lei ha abbandonato il futuro marito proprio nel momento clou. Per un film che scivola via con eccessiva leggerezza, lasciando poco o nulla dopo e durante la visione.