Non è un paese per single, la rom-com italiana dall’omonimo romanzo – Recensione

Non è un paese per single

Elisa Ferretti ha trentaquattro anni, è madre di una ragazza adolescente, ha una sorella minore con la testa perennemente tra le nuvole e una madre che le è sempre addosso. La famiglia è proprietaria di una tenuta vinicola nel borgo toscano di Belvedere, nella zona del Chianti, dove il tempo libero degli abitanti sembra focalizzarsi interamente sulla ricerca dell’anima gemella. O almeno questo è a quanto ci introduce il background di Non è un paese per single.

Elisa di tempo libero per pensare all’amore ne ha ben poco. Ma tutto cambia un giorno quando fa ritorno Michele, l’amico d’infanzia che se ne era andato per fare fortuna in città. Un uomo che nella memoria e nel cuore della protagonista occupa un posto molto speciale, ma come scoprirà ben presto la sua ricomparsa a poco a che fare con questioni sentimentali, almeno inizialmente, e quando i due si riavvicinano la situazione prende una piega imprevista.

Non è un paese per single, nonostante tutto – recensione

Ci troviamo davanti all’adattamento dell’omonimo romanzo bestseller di Felicia Kingsley – autrice modenese che si è costruita un notevole seguito nel mercato italiano della letteratura romantica. Un adattamento sbarcato in esclusiva nel catalogo di Amazon Prime Video, dove ha subito conquistato la top 10 dei film più visti sulla piattaforma.

Terzo lungometraggio diretto da Laura Chiossone, Non è un paese per single cerca di sfruttare il suggestivo contesto per ambientare l’ennesima storia romantica affrontante i classici topoi, cercando di aggiornarsi alla modernità con alcune trame secondarie. L’impressione è che però, già quanto espresso su pagina scritta, sia figlio di uno stereotipo ormai sorpassato, a cominciare da una gioventù alle prime armi col sesso che poco si rispecchia nella realtà attuale.

Come prima, più di prima

Elisa viene presentata come una donna in cerca d’amore, anche se non lo sa ancora. Una donna risoluta, che ha una lista di cose da fare ogni mattina e un complesso nucleo familiare del quale occuparsi. Matilde Gioli porta al personaggio una fisicità concreta e un’intelligenza emotiva superiore a quanto il personaggio le offre, rivelandosi il punto di diamante di un cast altrimenti relativamente anonimo. A cominciare proprio dall’interesse romantico rappresentato da Cristiano Caccamo, ideale per far breccia nelle spettatrici ma poco carismatico a livello puramente attoriale.

Nei momenti di maggior tensione emotiva si sente eccome la differenza di spessore tra i due e non è un caso che Non è un paese per single nei suoi cento minuti paghi diversi cali di ritmo e di tono, con alcuni passaggi a vuoto e vicende secondarie che poco o nulla apportano di effettivamente concreto alla base del racconto.

Il tutto in una messa in scena sobria, che non eccede mai nella parodia involontaria – l’anima più leggera viene trattenuta a dovere – ma non trova mai guizzi in grado di far vibrare questa love-story in divenire, che si accascia ben presto su luoghi comuni e su una serie di eventi che non può non condurre alla conclusione che tutti si aspettano.

Conclusioni finali

Una rom-com tutta italiana sin a cominciare dal romanzo alla base, pubblicato nel 2022 da Felicia Kingsley. Pur con qualche spunto leggero gradevole, Non è un paese per single soffre i limiti di una sceneggiatura che segue gioco-forza i vari step del filone, schivando il rischio caricatura ma cadendo al contempo in alcuni tranelli tipici del nostro cinema nazional-popolare più terra terra.

La Toscana da cartolina e una seconda metà che abbandona troppo frettolosamente la potenziale complessità di partenza, introdotta solo sulla carta salvo cedere a una certa superficialità con lo scorrere dei minuti, caratterizzano un film destinato principalmente ai fan del libro e a chi proprio non può farne a meno di amori a lieto fine.