Non è l’Arena, Mario Landolfi si scusa: “Quello schiaffo fa e farà più male a me”

Anticipazioni Non è L'Arena

Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, a Non è L’Arena, Mario Landolfi si è scusato per lo schiaffo dato al giornalista della trasmissione di Massimo Giletti. L’ex Ministro ha detto: “Quello schiaffo fa e farà più male a me” ed aggiunto di aver commesso “un gesto esecrabile“.

Non è L’Arena, Mario Landolfi in studio: le scuse dell’ex ministro

Annunciato, atteso, ma soprattutto al centro di un vero e proprio polverone mediatico, Mario Landolfi si è presentato in studio a Non è L’Arena per scusarsi pubblicamente. Ospite di Massimo Giletti, Landolfi ha esordito dicendo: “Sono qui per scusarmi con l’interessato davanti alle telecamere“.

Ho commesso un gesto esecrabile. Chi mi conosce sa che questi comportamenti non appartengono al mio carattere. Ho commesso un gesto inconsulto di cui mi assumo tutta la responsabilità. Quello schiaffo fa e farà più male a me che a lui“. Queste le parole di Landolfi dopo lo schiaffo a Lupo, giornalista del noto programma di La7.

Per cercare di spiegarsi Landolfi ha poi detto: “Io sono già stato inseguito, non più tardi di dieci giorni fa, fin dentro al bar da una troupe di Non è L’Arena sul tema dei vitalizi. Dopo otto giorni … mi sento chiamare per strada. Volevo un confronto in un altro modo e in un altro momento … credo sia un mio diritto.”

L’ex ministro ha chiesto infine che venisse mandato in onda il filmato integrale e non il pezzo con solo lo schiaffo. Dopo aver sollevato polemiche in studio, Landolfi ha ascoltato le parole del giornalista del team di Massimo Giletti.

Non è L’Arena, Danilo Lupo e la richiesta a Mario Landolfi

Spiegando di come è riuscito a mantenere la calma e a non alzare a sua volta le mani, Danilo Lupo ha risposto all’ex ministro: “Mio papà e mia mamma mi hanno insegnato che le mani non si alzano“. Il giornalista ha poi aggiunto, cercando di rispondere a Giletti che lo incalzava: “Credo che stia cercando si salvarsi la faccia, però per ora la faccia ce l’ho messa io“.

E’ stato Lupo in primis a dire di essere solo un numero, il 127. Il giornalista ha ricordato quanti colleghi siano stati, solo l’anno scorso, minacciati da mafiosi, politici corrotti e quant’altro.

Lupo ha poi svelato a tutti l’esistenza di un fondo che aiuta i giornalisti perseguitati e lanciato una interessante proposta a colui che lo ha schiaffeggiato. “Metta insieme un bell’assegno e lo consegni a questo fondo. Io non voglio una lira”.  

Il “risarcimento” andrà così a favore di tutta la categoria. L’avvocato di Landolfi si è poi proposto di mettersi a disposizione a titolo gratuito per le battaglie legali di tre giornalisti scelti dallo stesso Lupo.

Si è concluso così quanto accaduto venerdì scorso a Roma.

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