Morgan sfrattato di casa: “è stato uno stupro. Ora vivo a Milano tra gli insetti”

Il cantante Morgan

Morgan e lo sfratto: il cantautore di Altrove racconta la sua attuale situazione a pochi mesi dall’ordinanza che l’ha costretto ad abbandonare la sua abitazione “installazione” di Monza. Intervistato da I Lunatici su Rai Radio 2, il cantante racconta: “vivo con gli insetti a China Town” e attacca il giudice, i fan e non solo.

Morgan sfratto: “La mia casa svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro”

E’ un fiume in piena Morgan durante una lunga intervista rilasciata a i Lunatici, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Rai Radio 2. Marco Castoldi si confessa a distanza di alcuni mesi dopo lo sfratto che ha paragonato ad una violenza fisica. “Sto molto male, non sono più lo stesso. Uno non ci pensa, ma quello che mi è successo equivale a uno stupro. È identico” dice il cantautore ed ex coach di The Voice of Italy che ha cercato in tutti i modi di far saltare l’ordinanza e di salvare la sua abitazione.

Parlando proprio di casa, l’artista precisa quanto questo luogo rappresenti la cosa più importante che uno possiede.

“Quando non sai ripararti dal freddo vai a casa e sopravvivi. Questo vale per tutti. Per una persona come me, che fa di quello che ha attorno un oggetto d’arte, lo è ancora di più”.

E’ arrabbiato Morgan che, parlando della sua casa definita un museo installazione, racconta anche cosa è successo dopo lo sfratto:

La mia casa è stata svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro. È stata comprata da un maniaco che ha voluto la mia casa perché è un mitomane. Mi hanno portato fuori dalla mia casa con le armi. Io piango, ho tutto lì, tutti i miei progetti“. L’artista lancia poi una vera e propria frecciata ad alcuni colleghi dicendo: “io stavo sempre in casa a studiare, non sono uno come J Ax o Fedez“.

Morgan dopo lo sfratto: “I giudici dovrebbero giudicare”

La vita di Morgan è sicuramente peggiorata dopo lo sfratto dalla casa museo di Monza. A raccontarlo, senza peli sulla lingua, è proprio l’artista che rivela a I Lunatici la sua attuale situazione:

“Ora sono in uno sgabuzzino a China town a Milano con un sacco di insetti. Non sto più lavorando, prima facevo un sacco di cose, ora non faccio più niente”. 

Ma non finisce qui, visto che Marco Castoldi ne ha davvero per tutti; anche per il giudice che ha ordinato lo sfratto: ”

“I giudici dovrebbero giudicare. Il giudice che ho incontrato io non è un giudice, è uno che non si sa perché è lì, è uno sbruffone. Dovrebbe sfruttare l’occasione per fare veramente il suo lavoro e pensare”.

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Testardo, sognatore, ironico, logorroico, attento osservatore e curioso all'ennesima potenza. Campano di origini, ma alla continua ricerca del suo posto nel mondo si laurea in Scienze Politiche e contemporaneamente completa il percorso per diventare Giornalista Pubblicista. Consumatore di dischi, tele-dipendente, appassionato di cinema e serie tv. Diverse le collaborazioni: dalla carta stampata fino al passaggio al giornalismo online.

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