Michele Santoro torna in Rai?

Le voci di corridoio che circolano questi giorni sul web non sono ancora state confermate, ma pare che dalla prossima stagione rivedremo in tv il giornalista e conduttore televisivo Michele Santoro.

Chiunque ricorda il suo programma “Anno Zero“, condotto per diversi anni da Santoro prima sulla Rai e poi su La7.

Ebbene, in questi giorni fervono i preparativi per la presentazione ufficiale dei palinsesti Rai, la cui data di inizio è fissata per il giorno 28 giugno 2016.

Secondo le indiscrezioni che filtrano dalle mega-riunioni blindate di Viale Mazzini, Michele Santoro potrebbe riapparire su Raidue nella prossima stagione.

In che ruolo?

Questa volta, però, non ci sarà alcun talk show, né arene o piazze per il giornalista: pare che il programma televisivo in serbo per Santoro sia una serie di docu-fiction realizzate dalla sua casa di produzione.

Michele Santoro, in passato, aveva espresso più volte il desiderio di condurre un simile tipo di programma, ma tutte le volte questa occasione gli era stata negata con un lapidario

grazie, le faremo sapere

Per Santoro, dunque, il sogno potrebbe diventare realtà a partire dalla prossima stagione, sempre che queste voci di corridoio trovino conferma nella presentazione dei palinsesti.

In Rai, infatti, tutto può cambiare repentinamente, anche dall’oggi al domani, anche in cinque minuti.

Quella di Santoro con mamma Rai, dunque, sarebbe una riconciliazione epocale.

Ricordiamo, infatti, che il rapporto tra l’ex conduttore di Anno Zero e l’azienda si era interrotto consensualmente il 6 giugno del 2011.

Di recente, peraltro, il giornalista aveva manifestato la sua indignazione per il rifiuto delle sue proposte da parte della Rai, dichiarandosi scontento al punto da attaccare la gestione del palinsesto da parte di Antonio Campo Dall’Orto e definirla un bluff.

Ora questi problemi sembrano esser stati dimenticati da entrambe le parti… A quanto pare, tutto sembra esser stato perdonato.

Per tutti i fan del giornalista e conduttore televisivo, dunque, non resta che aspettare.

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