“Mare Fuori 6”, intervista a Giovanna Sannino: “Carmela sarà più cattiva che mai, dopo Edoardo potrebbe nascere un nuovo amore. Mare fuori cattivo esempio per i giovani? Il male non nasce dalla tv”

Giovanna Sannino

La sesta stagione di Mare Fuori è alle porte e presto, in prima serata su Rai 2, scoprirà il pubblico che la parola chiave di quest’anno è “destino”, con ogni personaggio chiamato a fare scelte guidate dalla morale, dall’amore o da entrambi. Prodotta da Roberto Sessa e diretta da Beniamino Catena e Francesca Amitrano, la stagione sarà articolata in sei serate, ciascuna con due episodi. Tra le new entry troviamo tre sorelle ambiziose, Sharon, Marika e Annarella, che sconvolgeranno la vita dell’IPM dopo essere finite in carcere minorile per spaccio di droga. Altra novità è Stella, una ragazza magrolina cresciuta dai genitori per sviluppare il talento musicale, e il giovane direttore Stefano Stazi, oppresso dal padre e deciso ad aggrapparsi alle regole. Tornano anche i volti noti della serie come Rosa Ricci, Cucciolo, Micciarella, Alina, Pino, Dobermann, Sonia, Marta, Simone, Tommaso, Samuele e Federico. Tra gli adulti rivedremo Massimo Il Comandante, l’educatore Beppe, la direttrice Sofia Durante e l’agente Lino, tutti pronti a vivere nuove sfide tra regole, passioni e legami nel carcere minorile di Napoli.

“Mare Fuori 6”, intervista esclusiva a Giovanna Sannino

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Giovanna Sannino. L’attrice, amatissima nel ruolo di Carmela, ha rivelato cosa succederà al suo personaggio: “La ritroveremo più cattiva che mai con degli sviluppi molto “friccicarelli”. La linea del personaggio rimarrà la stessa, Carmela è una donna ferita dalla vita che dovrà fare i conti con le sue azioni”. Sul fronte sentimentale, nei nuovi episodi potrebbe arrivare per lei un nuovo amore: “Una seconda possibilità c’è per tutti, a qualsiasi età, in qualsiasi momento. Finito tragicamente l’amore con Edoardo, Carmela non porterà il lutto per tutta la vita”. 

L’attrice Giovanna Sannino aveva solo 19 anni quando per la prima volta è entrata nella serie “Mare Fuori”. Il personaggio di Carmela le ha regalato tanto in questi anni, è lei a raccontarlo ai nostri microfoni: “Mi ha dato tantissimo questo personaggio, prima di tutto la possibilità di fare questo mestiere che non è scontato e non è facile. Io sono grata infinitamente a questo lavoro che mi ha fatto conoscere anche agli addetti ai lavori. Ho dato tanto a questo personaggio, ho cercato di dare la mia leggerezza, la mia anima, la mia purezza. Ho cercato di raccontare un altro tipo di donna, di sistema perché ovviamente il confronto è enorme. Ci sono delle attrici grandissime che hanno interpretato negli anni delle criminali in modo eccelsa. Mi sono ispirata a loro ma avevo anche paura del confronto, ho cercato di allontanarmi il più possibile dando voce al mio personaggio”. 

Nei nuovi episodi, c’è anche un cambiamento alla regia. A sostituire Ludovico Martino è stato Beniamino Catena. Giovanna ci ha spiegato che apporto ha dato il nuovo regista: “Beniamino ha taglio un taglio veloce, fatto di attimi ma anche di profondità. A volte ho notato anche uno sguardo più leggero e mi riferisco ad alcune mie scene in particolare. Ci sono tanti silenzi in questa stagione, tanti pensieri che rimangono dentro e che Beniamino ci ha tirato fuori attraverso le immagini e il racconto. Poi c’è Francesca che è la nostra direttrice della fotografia che ha preso il timone della regia negli ultimi episodi ha dato un tocco femminile”. 

Con l’arrivo della sesta stagione si riaccende puntuale il dibattito sul cattivo esempio per i giovani. A tal proposito, Giovanna Sannino esprime il suo parere e lo fa a chiare lettere: “Se noi vogliamo pensare a quanto Mare Fuori ha fatto di sbagliato e condannarla possiamo trovare qualsiasi tipo di pretesto, se però ci vogliamo soffermare su quello di buono che Mare Fuori ha fatto allora è un altro conto. Mare Fuori ci ha fatto entrare all’interno del bilancio del turismo e non solo a Napoli ma parlo anche dei turisti che dall’estero vengono a vedere il set e questo è il lavoro del cinema. E questo non è scontato perché il turismo fa girare l’economia. Poi Mare Fuori ha fatto conoscere la realtà delle carceri minorili nel mondo, grazie alla serie c’è stato un grandissimo fermento e una grande lente d’ingrandimento sulla figura dell’educatore e su chi lavora in queste realtà. Ci sono state ricerche, studi e tutto ciò che implica fermento e fa nascere dibattito è qualcosa di buono. Non sarà una serie a far delinquere un ragazzo, non sarà una serie a svegliare il male che è insito perché il male esiste laddove non c’è nessuno, lì trova fertilità”.

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