Lutto nel mondo dello spettacolo: addio all’attore Gastone Moschin

Gastone Moschin

Battute, gag, “bischerate” di quattro amici fiorentini sono stati il leitmotiv del film Amici Miei di Mario Monicelli.

L’ultimo dei “bischeri”, l’architetto Rambaldo Melandri al secolo Gastone Moschin si  è spento all’età di 88 ani.

Addio all’architetto Rambaldo Melandri

Il film uscito il 10 agosto 1975  diretto da Mario Monicelli aveva come protagonisti quattro amici che scorrazzavano per le vie di Firenze combinandone di tutti i colori. Si ritrovavano in piazza Beccaria dopo una puntatina al bar Necchi, e il loro passatempo preferito era fare degli  scherzi ai danni di ignari malcapitati.

Ugo Tognazzi nel panni del Conte Mascetti, Philippe Noiret in quelli del giornalista Giorgio Perozzi,  Duilio del Prete in quello di Guido Necchi, Adolfo Celi che dava il volto ad  Alfeo Sassaroli, e non ultimo Gastone Moschin nei panni dell’architetto Melandri hanno rappresentato uno spaccato della società di quel tempo, trasformando il film in un vero e proprio cult.

Lutto nel mondo dello spettacolo: Gastone Moschin ci ha lasciato

L’attore aveva 88 anni. Si è spento in ospedale a Terni dove era ricoverato da qualche giorno. Con un post su Facebook la figlia Emanuela saluta il padre con parole semplici ma molto significative:

 Addio Papà… per me eri tutto…

Gastone Moschin… su di lui

Moschin era nato a  San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona,  l’8 giugno del 1929. La sua carriera inizia negli anni Cinquanta a teatro lavorando con diverse compagnie:

  • dello Stabile di Genova,
  • con quella del Piccolo di Milano
  • con quella dello Stabile di Torino

Nel  1983,  fonda una compagnia tutta sua con la quale porterà in scena Miller, Checov e Goldoni.

Anche al Cinema lo ritroviamo negli stessi anni sia come doppiatore che come attore. Il suo debutto avviene nel 1955 con La rivale, di Anton Giulio Majano. Ma il genere che decreterà la sua fortuna è la commedia all’italiana di cui ne diventa uno dei maggiori esponenti.

Nel 1962 il ruolo del fascista Carmine Passante in Anni Ruggenti gli permetterà di emergere diventando così una presenza costante del cinema italiano.

Moschin un attore poliedrico

La poliedricità di Moschin si esprime anche nella capacità di passare da un genere all’altro senza mai fossilizzarsi in una sola tipologia di ruoli o di film.

Nel 1972 è l’ambiguo Ugo Piazza del celebre noir Milano calibro 9, di Fernando Di Leo, con al fianco Barbara Bouchet e Mario Adorf, uno dei film capostipiti del genere poliziottesco.

Lo stesso anno sostituisce Fernandel in Don Camillo e i giovani d’oggi.  Nel 1973 è un convincente Filippo Turati ne Il delitto Matteotti.

Nel 1974  interpreta Don Fanucci ne Il Padrino diretto da Francis Ford Coppola.

Interpreta il crudele bandito detto Il Marsigliese nel poliziesco Squadra volante di Stelvio Massi, con Tomas Milian e Mario Carotenuto.

Il personaggio del Marsigliese avrà successo tanto da essere citato in varie forme in numerosi poliziotteschi successivi.

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Mi piace leggere, seguire tv, cinema, spettacolo, gossip, politica, e mi piace sognare... Amo tutto ciò che è latino/americano infatti via web seguo programmi americani e argentini.Odio le persone invadenti e stupide, ipocrite e bigotte, cattive e invidiose .Che non ti guardano mai negli occhi perchè sono impegnate a guardare altrove, magari ad imparare a memoria i vestiti che indossi. Quelle che ti interrompono mentre parli e che pensano che il mondo giri intorno a loro.. Quelle che pensano di sapere tutto, e di avere la verità in tasca. A quelli che si ammantano di luce e di saggezza, ma che in definitiva sguazzano nella loro m..... che, a loro dire, puzza meno di quella degli altri. Detesto l' ipocrisia in tutte le sue sfumature.Detesto la lealtà politica(non ve ne è nessuna) Amo le persone schiette, dirette, che non hanno paura di prendere posizione anche se risulta molto impopolare. Amo la sincerità, anche se fa male . Il rispetto, sopra ogni cosa è qualcosa di nobile e seducente che suscita un interesse immediato..