Dal 12 gennaio andrà in onda su Raiuno “La Preside”. Nella miniserie, diretta da Luca Miniero, Luisa Ranieri interpreta un personaggio liberamente ispirato a Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta un simbolo di coraggio e resilienza. Nata da un’idea di Luca Zingaretti, anche cosceneggiatore e coproduttore con la società creata con la moglie, la Zocotoco, insieme a Bibi Film e in collaborazione con Rai Fiction, nel cast della miniserie figurano anche Ivan Castiglione, Alessandro Tedeschi, Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Pasquale Brunetti, Daniela Ioia, Claudia Tranchese.
“La Preside”, intervista esclusiva a Luisa Ranieri
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Luisa Ranieri. L’attrice ha parlato in modo approfondito del suo personaggio ai nostri microfoni:
“Mi ha colpito il suo essere accogliente e allo stesso tempo una donna dura, molto retta sui suoi principi. Interpretarla è stata una grande responsabilità ma anche un grande privilegio perché è un personaggio incredibile con delle grandi motivazioni e volevo assolutamente rendere questa forza, questa voglia di fare bene ma allo stesso tempo raccontare anche che lei è al limite per quanto è disposta a raggiungere il suo obiettivo pur di salvare un ragazzo”.
Da Eugenia, Luisa ha tratto degli insegnamenti: “Ho imparato che volere è potere, che nella vita se vuoi cambiare le cose lo puoi fare. La volontà e la determinazione fanno la differenza”. La Napoli che emerge in questa storia è diversa da quella che è stata raccontata finora: “Gli sceneggiatori ma anche Luca, mio marito, dall’inizio non volevano dare spazio e luce alla parte meno interessante della città. Quello che interessava era parlare delle persone perbene che fanno fatica nel quotidiano a vivere in dei contesti molto difficili. Ci siamo molto concentrati su questo, questo era quello che ci piaceva raccontare”.
Eugenia Carfora in questi anni ha cercato di combattere contro la dispersione scolastica trasformando in eccellenza una scuola di periferia. Eppure oggi i docenti e i dirigenti scolastici pur svolgendo un lavoro encomiabile sono afflitti dal precariato:
“Quello del precariato è un problema ormai annoso che ha a che fare con almeno 30 anni di cattiva gestione dei soldi. Andrebbero fatti degli investimenti molto più importanti, strutturali perché la scuola è dove si formano i cittadini del futuro, è dove tu crei delle menti che faranno progredire il Paese. Se i nostri studenti vanno tutti all’estero perché sono i più preparati questo qualcosa ci deve suggerire e gli insegnanti dovrebbero essere pagati per quello che meritano perché sono quelli che creano la struttura della società. C’è da dire anche che la coperta è poca, i soldi sono pochi, pochi pagano le tasse e questo è il problema in cui ci troviamo”.
Una storia quella di Eugenia Carfora che Luisa ha condiviso con il marito Luca Zingaretti: “Io e Luca siamo mossi dagli stessi ideali, dagli stessi sentimenti, abbiamo quasi un’idea comune di certe cose. Questo modo di sentire certe tematiche ci accomuna molto”.
Luisa ci svela poi qual è stato l’atto più coraggioso della sua vita: “Lasciare Napoli e partire è stato per me un atto di coraggio perché ero una ragazza molto timida e introversa. La voglia di cambiare è stata dovuta forse anche agli incontri che ho fatto, in particolare ad una insegnante che mi ha aperto la testa anche su quello che mi piaceva perché non lo sapevo prima perché quando sei adolescente non hai le idee chiare su cosa vorresti fare da grande”.
Sul suo rapporto con la scuola, ha raccontato: “Ero secchiona, ci tenevo a fare bene, avevo tanto amor proprio. Non volevo mai prendere un cattivo voto, mi sembrava disdicevole”.
Nel primo episodio, il personaggio interpretato da Luisa Ranieri lancia un monito importante ad una ragazza vittima di un amore tossico. Cerca di farle capire l’importanza dell’autonomia, dell‘indipendenza.
Un valore in cui anche l’attrice crede fermamente: “In quella scena lì ho anche aggiunto qualcosa perché è proprio il mio pensiero. Avevo fatto Amore criminale e durante quell’esperienza mi sono resa conto che molto della violenza di genere nasce anche dal fatto che non c’è libertà se non c’è autonomia economica da parte della donna. L’indipendenza economica è qualcosa che la donna non dovrebbe lasciare, neanche quando ha dei figli perché è da lì che nasce anche l’uguaglianza di genere”.










