La vita in diretta estate 2019, intervista esclusiva ai conduttori Beppe Convertini e Lisa Marzoli

La vita in diretta Estate 2019 con Beppe Convertini e Lisa Marzoli

Da quest’anno al timone de La vita in diretta estate ci sono due nuovi conduttori, Beppe ConvertiniLisa Marzoli. La trasmissione è partita benissimo, attestandosi sul 18% di share. Un vero e proprio dominio nella fascia pomeridiana. Il pubblico apprezza sia il programma, fresco e genuino, che la nuova coppia di conduttori. Noi li abbiamo intervistati in esclusiva, ecco cosa ci hanno raccontato.

La vita in diretta estate, intervista a Beppe Convertini e Lisa Marzoli, conduttori della trasmissione

La redazione di SuperGuidaTv ha intervistato in esclusiva i conduttori de La vita in diretta estate, ovvero Beppe ConvertiniLisa Marzoli. Di seguito le loro dichiarazioni:

Iniziamo subito con “La vita in diretta Estate”: ci parlate di questa nuova esperienza?

Beppe Convertini: È un grande piacere e un grande onore condurre un programma come ‘La vita in diretta estate’, che è un programma di grande successo della Rai. Sto cercando di essere il fratello, lo zio, il nipote o il ragazzo della porta accanto che racconta le storie degli italiani agli italiani. Le racconto con garbo, con rispetto e con il mio sorriso. Cerco di entrare nel cuore della storia, nella parte più profonda della persona che sto intervistando. Spero di trasmettere al pubblico le stesse emozioni che sto provando io.

Lisa Marzoli: È un’esperienza molto bella e molto faticosa, perchè è una maratona di tre ore di diretta, ma riusciamo a non sentire la fatica perchè siamo pieni di energia.

Il programma è già leader negli ascolti: come hai accolto questi dati e cosa hai in mente per fidelizzare ancora di più con il telespettatore?

Beppe: È una piacevolissima sorpresa e vorrei ringraziare il pubblico per questo grandissimo affetto. Sono davvero onorato e felice. Spero di poter continuare così. Vorrei continuare ad affrontare la vita con il mio sorriso e la mia positività e trasmetterlo ovviamente al pubblico. Vorrei donare tutto me stesso umanamente e professionalmente.

Lisa: Sì, la trasmissione è partita benissimo e siamo molto contenti che il pubblico ci segua. Stiamo cercando di andare incontro ad un pubblico molto variegato, dalla signora anziana al professionista. Stiamo cercando di raccontare tutto: cronaca, curiosità, collegamenti sulle spiagge e altro ancora. In questo modo cerchiamo di fare felici tutti i telespettatori.

Che rapporto si è instaurato tra di voi?

Beppe: Lisa è una bravissima giornalista e una donna straordinaria. C’è un feeling incredibile. È bello lavorare insieme e stare insieme. C’è molta complicità tra di noi.

Lisa: Un ottimo rapporto. Sin dall’inizio è nata una bella amicizia.

Oltre a “La vita in diretta estate” ci sono altri progetti in cantiere?

Beppe: Adesso mi dedico anima e corpo a ‘La vita in diretta estate’ e porto in giro la mia mostra insieme al mio libro. Prossimamente vorrei fare una missione umanitaria in Mauritania.

Lisa: Che io sappia no per ora, poi vedremo cosa succederà. Mai dire mai…

Beppe Convertini, intervista singola

Beppe Convertini è il nuovo conduttore de “La vita in diretta estate“. L’attore fa coppia con Lisa Marzoli e pare sia già riuscito a convincere il pubblico. All’inizio, però, c’era un po’ di scetticismo e qualcuno l’ha accusato di essere raccomandato. Ai nostri microfoni, Beppe ha parlato di questo e molto altro ancora.

Oltre ad essere un conduttore sei anche un attore: la recitazione resta la tua passione preferita?

Sono due lavori diversi. Io ho fatto fiction, cinema, teatro, ma anche radio e televisione. Amo tanto variare. Fare l’attore significa immergersi nella vita degli altri, o addirittura in un’altra epoca. È un’emozione incredibile. Condurre, invece, ti permette di conoscere il lato umano della gente e le loro storie. Condurre per me significa mettersi al servizio del mio ospite e della storia che sto raccontando.

In una recente intervista hai dichiarato che la tua vita è stata sempre in salita, soprattutto perchè hai perso precocemente tuo padre. Ci vuoi spiegare come si fa ad andare avanti e da dove si trova la forza quando viene a mancare un genitore così presto?

Ho perso mio padre a 18 anni per un tumore ai polmoni. L’ho visto spirare… Sono stati sette mesi terribili. In questi sette mesi ho constatato anche quanto fosse forte mia madre e quanto amore ha donato a mio padre. Sia mamma che papà sono stati speciali. È stata dura perchè ho visto morire una delle persone più importanti della mia vita. Ho perso la mia guida ed ho perso la possibilità di pronunciare la parola papà. Dico sempre che fino a quando si hanno ancora i genitori bisogna amarli e onorarli. Bisogna dire spesso ‘Ti voglio bene’, perchè poi non ci sarà più tempo. Papà è il mio angelo custode, mi veglia dall’alto e io lo sento molto presente.

Anche la fede mi ha aiutato molto, io sono molto devoto. Quando mio padre stava male venivano dei medici ad accudirlo sia dal punto di vista medico che morale e per me sono stati degli angeli. Da quel momento ho capito che anche io avrei voluto fare delle missioni umanitarie per aiutare la gente in difficoltà. Ho raccontato tutto nel mio libro “Le vite di nessuno”, dove si possono trovare le mie ultime due missioni nei campi profughi siriani e in Birmania. Da lì sono nate anche delle mostre per sensibilizzare la gente riguardo questo argomento.

Abbiamo parlato di salvare vite e allora ti chiedo: cosa ne pensi del caso legato alla Sea Watch?

È una situazione molto delicata. Io penso che la vita umana sia preziosa e non si possa mettere a repentaglio. Il popolo italiano penso sia quello più generoso, negli anni passati abbiamo fatto molto per gli immigrati e li abbiamo sempre accolti. Noi però facciamo parte dell’Europa, la quale deve assumersi le proprie responsabilità. Non si può pensare che l’Italia possa assumersi la responsabilità di salvare tutte le vite. L’Italia ha bisogno d’aiuto e gli immigrati devono essere redistribuiti in tutta l’Europa.

Hai dichiarato che per te tuo padre è un angelo custode. Ti ha mai mandato dei segnali che ti hanno fatto pensare questo?

Tantissimi. Ho la foto di papà sempre in tasca. Lui mi ha mandato tanti segnali, soprattutto nei momenti di difficoltà. È come se lui mi avesse mandato delle indicazioni dall’alto per scegliere la strada meno pericolosa o quella giusta.

A chi dice che sei è stato raccomandato, come vuoi rispondere, se te la senti?

Non rispondo alle polemiche gratuite. Guardo a quello che ho fatto sino ad adesso con impegno, studio e perseveranza. Quello che contano sono i risultati e quanto il pubblico possa amarti. Sono felice di fare il mio mestiere e credo che nella vita bisogna crederci sempre e arrendersi mai.

Lisa Marzoli, intervista singola

Oltre ad essere la nuova conduttrice de “La vita in diretta estate“, Lisa Marzoli ha condotto anche molti telegiornali. Ai nostri microfoni la conduttrici ci ha spiegato quanto sia importante nel suo lavoro essere preparata e studiare molto.

Maurizio Costanzo è stato colui che ti ha scoperta: ce lo descrivi come uomo e come professionista?

È un guru. È l’unico che ancora fa le interviste a braccio, senza gobbi. È un metodo che mi ha insegnato e sono interviste sempre interessanti. Mi ha insegnato ad ascoltare molto le persone e a non fossilizzarmi sulle domande, ma concentrarmi sul discorso. Dal punto di vista umano è un padre e nonno speciale, ricco di sentimenti. È stato sempre presente nei momenti più importanti della mia vita. Quando mi sono sposata, ad esempio, mi ha mandato un telegramma molto molto carino, mentre quando è nata la mia bambina mi ha mandato un fascio di rose.

Oltre ad essere la conduttrice di “La vita in diretta estate”, hai condotto anche molti telegiornali. Ho letto in una recente intervista che una volta ti sei trovata di fronte ad un’inconveniente, ovvero hai mandato tre servizi e nessuno dei tre è andato in onda. Cosa si prova in queste situazioni e come sei riuscita ad uscirne?

Alla fine ti salva sempre la preparazione. Se sei preparata su ciò che mandi in onda, sai tutto ciò che hanno preparato i colleghi nei loro pezzi. Io, ad esempio, sono andata a braccio perchè ero preparata. Bisogna studiare ed essere preparata perchè l’errore è sempre dietro l’angolo.

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Intervista a cura di Vincenzo Mele.

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