Hitman: Agent 47 – Opinioni e recensione del film

Hitman Agent 47 - film

Hitman: Agent 47 un film del 2015 di genere Azione/Thriller diretto da Aleksander Bach, con protagonisti Rupert Friend, Hannah Ware, Zachary Quinto, Ciarán Hinds, Thomas Kretschmann, Angelababy. Il film ha una durata di circa 96 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Hitman

47 è un “agente”, ossia un supersoldato geneticamente modificato creato alla fine degli anni ’60 dal Doctor Petr Litvenko, un rispettato genetista di origini ucraine che scomparve prima della fine del progetto relativo alla formazione di questa élite di infallibili guerrieri di morte, da utilizzare come assassini senza pietà in missioni di vario tipo.

Quando l’operazione segreta venne chiusa, gli agenti sopravvissuti continuarono le loro vite. Al giorno d’oggi 47 è sulle tracce di Katia, la figlia di Litvenko all’oscuro di quanto compiuto dal padre prima della sua nascita. La ragazza attira anche l’attenzione di John Smith, un misterioso uomo che si offre di proteggerla proprio dalle presunte mire del “killer numerato”. L’incrocio tra questi tre personaggi si ricollega al diabolico piano di un altro scienziato che ha intenzione di riportare in vita l’idea di qualche decennio prima per formare un esercito di soldati pronti a tutto.

La recensione del Film Hitman

Otto anni dopo la prima apparizione sul grande schermo, l’agente 47 torna al cinema in quello che si propone come un vero e proprio reboot del franchise sin a cominciare dal cambio dell’attore protagonista, con Rupert Friend che subentra a Timothy Olyphant. Testa liscia e rasata con l’immancabile tatuaggio sul collo per il personaggio nato in forma ludica nei videogiochi Square Enix, e protagonista ad oggi di otto avventure distribuite tra PC, console di vecchia e di nuova generazione e smartphone.

Una figura cara al popolo di appassionati per la sua particolare condizione ibrida tra action, stealth e sniper game che, come spesso accade in trasposizioni da tal media alla forma cinematografica, non trova eccellente adattamento in questo film diretto da Aleksander Bach, regista polacco al suo esordio assoluto. Il debuttante va detto ci prova e almeno dal punto di vista stilistico Hitman: Agent 47 possiede una discreta personalità, con un’estetica cool che, tra luci al neon e slow-motion, intrattiene dal punto di vista visivo.

L’operazione difetta però in fase di sceneggiatura, con risvolti spesso poco verosimili e un susseguirsi di colpi di scena nel rocambolesco finale che rischiano di mandare in confusione uno spettatore ignaro della fonte originaria. I rimandi al videogioco sono presenti in più occasioni, dal travestitismo innato del protagonista (pronto a celarsi sotto nuove identità) fino al mirino del fucile da cecchino, arma preferita del nostro. Peccato che Friend, così come il resto del cast, non brilli per carisma e risulti sono una pallida imitazione dell’alter-ego interattivo.

Le sequenze d’azione sono discretamente avvincenti, tra acrobazie alla Matrix (1999) e inseguimenti su quattro ruote memori della saga di Fast & Furious, e il ritmo veloce permette di chiudere un occhio sulle falle narrative senza le quali, pur con tutte le sue ingenuità, la visione potrebbe risultare divertente per una serata all’insegna del puro disimpegno.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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