Dal 9 gennaio arriva su Sky “Gomorra- Le origini”, la serie prequel diretta da Marco D’Amore che racconta la gioventù di Pietro Savastano. Ambientata a partire dal 1977, la serie racconta gli anni della formazione di Pietro, seguendolo nel passaggio dall’adolescenza alla criminalità organizzata. Cresciuto nei quartieri popolari di Napoli, è un ragazzo che si arrangia come può, inseguendo un’idea di benessere che sembra sempre fuori portata.
Intanto la città cambia volto e diventa progressivamente uno dei centri chiave del narcotraffico europeo. Nel suo percorso si intrecciano l’amicizia con i fratelli e il gruppo di sempre, le prime ambizioni e un amore adolescenziale intenso e travolgente. È anche il tempo della perdita dell’innocenza, condivisa con chi gli è più vicino. L’incontro con Angelo, detto ’A Sirena, reggente di Secondigliano, rappresenta una svolta decisiva. Da quel momento Pietro entra nel mondo della criminalità, fatto di violenza, alleanze e tradimenti. Nel cast Luca Lubrano, Francesco Pellegrino, Flavio Furno, Tullia Venezia.
“Gomorra-Le origini”, le dichiarazioni di Marco D’Amore e del cast
Durante la conferenza stampa, Marco D’Amore ha raccontato che inizialmente non era convinto e ha avuto diversi dubbi prima di decidere se accettare o meno il progetto: “Ho detto di no all’inizio perché nutro un sentimento di profonda riconoscenza e di devoto amore verso questo progetto, verso le donne e gli uomini che lo hanno pensato e realizzato. Dopo la possibilità che mi è stata data di esordire alla regia con “L’immortale” sentivo di non avere la capacità di dare ancora qualcosa nutrendo forse anche un pregiudizio rispetto al timore che sentivo di battere una strada che avevamo già percorso. E invece sono stato smentito innanzitutto dalla volontà e dalla capacità di Cattleya di non avere timore di sterzare e poi dal talento di Maddalena e Leonardo perché dalla loro scrittura si intuiva un’intenzione completamente diversa. Ci siamo accollati tutti il rischio di sterzare e cadere. Fortunatamente stiamo in piedi”.
Luca Lubrano, interprete di Pietro Savastano, ha parlato del suo personaggio e del rapporto con D’Amore: “Marco è entrato nella categoria delle persone che sono rare da incontrare nella vita. Ha dimostrato di essere un fratello per me e gliene sarò grato per sempre. Ho incontrato anche Fortunato Cerlino, una persona molto dolce che mi ha dato molto consigli. Ho cercato di trovare delle sfumature in Pietro. In questa serie, lui è un leader ma io l’ho immaginato come un giovane ricco di sentimenti, di nostalgia, paura, fragilità e voglia di riscatto”.
Marco D’Amore ha poi commentato duramente la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia, prima firmataria Maria Carolina Varchi, che prevede di punire il reato di apologia e istigazione dei comportamenti mafiosi, estendendo l’articolo 416 bis: “Ci faremo arrestare in parecchi, dovranno allargare di molto le patrie galere. E ricordiamoci che i detenuti pesano sulla spesa pubblica: il nostro è un Paese che ha un debito pubblico importante, quindi non gli conviene. Nei momenti di difficoltà come questo è lì che ancora continueremo cose interessanti, più acide e più resistenti a questa forza che ci viene contro e ci dice di smettere. Ho sempre pensato al mio mestiere come un mestiere precario, marginale rispetto alle cose importanti. poi però la vita mi ha fatto imbattere in esperienze molto umane. Allora dico: noi serviamo, perché c’è un’intelligenza anche del cuore che è necessario alimentare. Come Pinocchio nella guazza degli assassini ripetiamo: voglio andare avanti, voglio andare avanti, voglio andare avanti”.
Nella serie Furno interpreta ‘O Paisano, un personaggio chiave: “E’ un progetto pieno di passione, di riferimenti letterari e cinematografici che io ho riconosciuto forse per anzianità. Ci siamo spinti in una direzione ancora molto più cinematografica e io mi sono divertito molto. Era da tempo che cercavo disperatamente un ruolo così”.










