Gabriele Corsi, intervista al presentatore dell’Eurovision Song Contest 2024

Gabriele Corsi

Manca pochissimo all’Eurovision Song Contest 2024 che vedrà alla conduzione Gabriele Corsi e Mara Maionchi. Siamo stati alla conferenza stampa di presentazione dell’evento musicale trasmesso dalla Rai. Ecco di seguito la nostra intervista a Gabriele Corsi.

Intervista a Gabriele Corsi, presentatore dell’Eurovision Song Contest

Noi di Superguidatv abbiamo intervistato Gabriele Corsi, shoman e conduttore di punta de Il Nove, che ci ha raccontato un po’ di sé e delle emozioni che prova a presentare l’Eurovision Song Contest 2024.

“Sono un misto di tanti sangue. Un mio nonno era fabbro, analfabeta. L’altro… (elenco nomi inizio che non ho capito)

Cosa segni sul tuo taccuino?

Non ho grandi segreti, sono un secchione, un nerd. Ho preso appunti prima della conferenza stampa. Poi ho fatto un mutuo a tasso variabile perché come sapete ho tanti lavori. Ho segnato anche delle voci di spesa del viaggio che ho fatto a Madrid con mia moglie. Vi do un’anticipazione: uscirà un mio libro che ho scritto, credo a settembre-ottobre, sulla pazzia. Sull’esperienza che ho fatto in manicomio con il servizio civile e mi sono segnato una frase per cominciare che è: “I matti mi hanno sempre fatto impazzire”.

Cosa pensano i tuoi figli di Angelina Mango?

Mia figlia ha 21 anni, l’altro 18. Mia figlia ha voluto che dicessi ad Angelina che è una grande artista, non ha voluto foto o autografi. Anche lei è una cantante ed è a New York a studiare in una scuola. Ha fatto tutto da sola, durante il covid ha fatto lei la domanda per l’ammissione. L’ha fatta in quattro scuole e in tre l’hanno presa, per fortuna la New School ha una borsa di studio, diciamo non è proprio economica New York, ma sono orgogliosissimo. Ci manca tantissimo. Quando la prima volta l’ho lasciata lì, una hostess mi si è avvicinata e mi ha detto: le devo chiedere di piangere più piano, singhiozzavo violentemente.

Da qua a New York c’è troppa acqua. Dell’Eurovision è stata subito super fan la mia nipote acquisita, Martina, la figlia di Furio del Trio Medusa. Noi per lavoro siamo sempre stati insieme, anche in vacanza, quando andavamo a lavoro a Maggio ci costringeva a restare chiusi in una stanza d’albergo a vedere l’Eurovision. Poi Furio andò a visitare anche Israele dopo averlo visto all’Eurovision perché è anche un modo per farti conoscere posti, dire bello questo paese, lo voglio visitare. Mi sono immerso in quel mondo lì, che è fighissimo, è diventato come il Sanremo europeo, anche a livello di ascolti. Mi raccomando guardateci.

Hai ascoltato tutte le canzoni. C’è qualcuno che può dare del filo da torcere ad Angelina per la vittoria?

Purtroppo sì. Credo che il pezzo dell’Ucraina sia molto bello e anche la performance da palco. I due pezzi che dobbiamo temere sono della Croazia e della Svizzera. Il pezzo di The Code è bellissimo, è un filo alto, un po’ complicato anche musicalmente. Mentre Baby Lasagna è il classico tormentone che rischia di fare molta presa. Non so se ricordate lo scorso anno Käärijä con Cha, Cha, Cha. Perché poi la cosa che io cerco di raccontare a casa è quello che avviene nell’arena, l’energia che ti porta a dire questo ce la fa. Per esempio i Käärijä che ha preso pochi punti dalle giurie ha ottenuto molti voti al televoto.

Il 12 maggio, quando l’Eurovision sarà finito, come scaricherai la tensione?

Io ho iniziato a fare boxe due anni fa grazie a Giovanni De Carolis che mi ha portato in una palestra. Mi sono talmente appassionato che ho detto all’istruttore che dovevamo aprire una palestra. E così è stato, io e Giorgio con altri soci. Una palestra con questo concetto internazionale che i 47 minuti fai tutto, due minuti al sacco e due ad esercizio senza contatto fisico. La cosa fichissima è che con l’app decidi quando andare. Io ho fatto i guanti una volta sul ring con una ragazza, la boxe è giocare a scacchi a 100 all’ora.

Usi tantissimo il cervello, non vince il più forte ma il più intelligente e talentuoso. Mi sono talmente appassionato che sto leggendo solo libri sulla boxe, ne consiglio due ‘The Fight’ e ‘Il professionista’, un po’ difficile da trovare. Prima da un punto di vista sportivo ho sempre giocato a calcio, ho fatto ciclismo, non so perché l’ho fatto perché non l’ho mai più presa. Poi scio, ma la boxe dà dipendenza e ho fatto mettere il sacco a casa e durante il covid scaricavo. Trovate una cosa che vi piaccia, col tempo capirete che ne varrà la pena.

Tu che sei un volto di Nove, cosa hai pensato dell’arrivo di Amadeus?

Io facendo l’esempio sportivo, ci sono dei giocatori di calcio che dici quanti gol ha fatto? Io alla fine del campionato guardo se la squadra ha vinto. Quando venne Fazio dissi, se aiuta ad accendere il canale sono felicissimo. Cioè se la squadra vince, se compra un giocatore di quella caratura, è un bene per tutti. Io ho creduto nel progetto da subito, si sta delineando un progetto incredibile ma credo che più della casa devi guardare cosa fai. La cosa bella è il programma, io l’Eurovision lo amo perché amo l’Eurovision, non è che guardo il tasto del telecomando guardo quello che vado a fare e sono nella condizione privilegiata di poter scegliere. È presuntuosa come risposta, perché ci sono dei casi in cui tu non puoi scegliere, io non giudico mai gli altri colleghi, non conosci mai le realtà e le vite degli altri.

Spaventato da Amadeus? Quando fai un contratto non lottizzi una fascia, non è il campo di calcetto. Quando feci quella fascia la feci su real Time con Take my out, e tutti i miei amici mi dissero ma sei pazzo vai contro i Pacchi e contro Striscia, adesso invece si sgomita per andare là. È il programma che vince, anche ieri che c’era il concertone ho fatto il 2,2%, un po’ meno della media ma è un bel risultato con persone che hanno voglia di cantare. Troveremo una quadra diversa. Come quando vai a ristornate, vedi a che ora vai a mangiare o vai lì per quello che mangi? Non ho mai pensato che quella sia la mia fascia, farò due programmi in prima serata non solo ‘Il contadino cerca moglie’. Lo stiamo pensando, fare un varietà musicale. Lo farò all’Ariston, a parte gli scherzi mi piacerebbe avere un’orchestra dal vivo per far cantare. Sono pagine tutte da scrivere, potrebbe essere un talent.

La mattina che animo hai quando vedi gli ascolti?

Sono preparato con i numeri perché sono laureato in statistica, mi piacciono i grafici e capire a chi mi rivolgo. Don’t forget the lyric ha un pubblico giovanissimo da intercettare, quando mi scrive la gente e mi dicono ‘sei uno di famiglia’ è una cosa bellissima. Quando arrivano i ragazzi e mi dicono ti dò del tu, oppure racconto questo aneddoto di quando uno di loro mi disse: ‘quando mia figlia ti guarda dice papà’ e io ho detto: ‘come si chiama tua moglie?’ Ho diversi disegni che mi fanno i bambini, a me manca la tv dei bambini. Mi piacerebbe fare un programma alle 15 per i bambini è fichissimo.

Hai detto di voler diventare il Pippo Baudo dell’Eurovision, ma un Sanremo nel 2025?

Non è vacante, già c’è un candidato ufficiale che è Carlo Conti. Ne esco con una battuta: credo che puoi condurre Sanremo dopo che il tuo volto sia diventato famigliare al pubblico generalista. Io ho fatto Reazione a Catena e quindi un tipo di percorso, poi ho fatto altre scelte e penso di non essere un volto abbastanza conosciuto. Se sono nel toto nomi lo faccio, non lo sapevo. Ci sono molti che si auto-candidano ma a me non lo hanno chiesto.

Il tuo contratto con Nove quando scade?

Maggio 2025. Pur avendo un’esclusiva con Discovery mi manda tranquillamente all’Eurovision. Io ad Affari Tuoi? Era circolato il mio nome ma anni fa, penso abbiamo risolto. Non è l’alimentare, tipo serviamo il 44. Ho letto la battuta più bella del mondo: il televideo va al Nove.

Meglio Malgioglio o meglio Mara Maionchi?

Sono sposato con una giornalista, sarebbe come chiedere a chi vuoi bene a mamma o papà? Malgioglio ha dovuto fare delle scuse pubbliche alla Spagna, la cosa bella dell’Eurovision è che c’è fair play nei commenti. Se a me piace una cosa e a te no, non è che tu sei peggio di me. Eurovision è colorato, Kitsch, io sono amante del Kitsch, Renzo Arbore ha la casa piena. Non è cattivo gusto ma una scelta. L’Eurivision è il momento nel quale tu ti comporti come vuoi e ti vesti come ti pare. Quando vado a New York rimango sconvolto nel vedere la gente che si veste come vuole e nessuno dice niente.

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