Fred De Palma torna “La testa gira”, feat. Anitta ed Emis Killa: “Portare artisti internazionali in Italia è il mio successo più grande” – Intervista video

Fred de palma

Fred De Palma torna sulla scena con una collaborazione che ha ottenuto in passato successi multiplatino: dopo “Paloma” (triplo Platino), e “Un Altro Ballo” (Doppio platino), Fred si affianca nuovamente alla regina mondiale del reggaeton Anitta, a cui si aggiunge il flow di Emis Killa, per una collaborazione esplosiva che unisce il meglio del pop latino e dell’urban italiano. Il nuovo singolo “La testa gira”, feat. Anitta & Emis Killa, – prodotto da Cino – è uscito lo scorso venerdì 27 marzo (Atlantic/Warner Music Italy), è un brano magnetico costruito su un loop ipnotico che non ti molla più: ritmo travolgente, vibrazioni da club e un ritornello destinato a diventare un trend immediato: la traccia perfetta per accendere qualsiasi party.

Intervista a Fred De Plama

Fred De Palma, bentornato su SuperGuida TV. Hai azzerato i social prima di annunciare il nuovo pezzo: è stato un reset artistico o una mossa strategica?

No, in realtà è proprio per dare un po’ di aria al progetto nuovo. È uscito e ho voluto dargli un’attenzione particolare, quindi ho archiviato quello che c’era e ho proseguito.

Il titolo del brano è “La testa gira”: quando è stata l’ultima volta che ti è girata la testa?

Sicuramente l’ultima… stavo pensando a Capodanno di quest’anno. Sono andato a cantare a un evento TV e prima di salire sul palco vedevo tutti che brindavano. A un certo punto mi è scappata un attimo di mano la situazione e lì devo dire che la testa mi è girata parecchio.

Parlaci di come è nato questo brano: cosa volevi raccontare?

In realtà è nato in studio. Avevo voglia di sperimentare, sono ritornato in sonorità un po’ diverse, ripescando dal passato. È uscito in maniera molto naturale: ho scritto la strofa e il ritornello e poi ho pensato di farlo cantare ad Anita, perché secondo me una voce femminile sexy avrebbe dato più impatto. Le ho chiesto, le è piaciuto il pezzo e l’abbiamo fatto. Poi volevo dargli ancora qualcosa in più e ho chiesto a Emis di aggiungere una strofa, per creare qualcosa di diverso anche come combo.

A proposito, raccontaci qualcosa di inedito su questa collaborazione.

Con Anita è stato tutto molto rapido: le ho mandato il pezzo, lo ha ascoltato e mi ha detto “bomba, bello, facciamolo”. L’unica cosa che mi ha chiesto è stata: “Ma secondo te questo sound lo capiscono in Italia?”. E io ho detto: speriamo! Con Emis invece era da un po’ che volevamo fare qualcosa di più aperto insieme e appena ho avuto il pezzo ho pensato fosse quello giusto per coinvolgerlo.

Il brano ha un’anima internazionale: quando scrivi pensi in italiano o già a un pubblico globale?

Ho sicuramente ispirazioni molto estere quando scrivo e quando penso la musica, però mi lascio trasportare da quello che mi piace. Non mi faccio troppi pensieri se possa essere internazionale o italiano.

Sei uno dei pochi che ha portato il reggaeton in Italia: oggi ti senti più un pioniere o un ponte tra culture?

Forse entrambe le cose. Un po’ pioniere e un po’ ponte tra le culture, perché nel mio percorso ho sempre coinvolto artisti esteri, portandoli in Italia e facendoli cantare anche in italiano.

C’è ancora qualcosa che vuoi dimostrare alla scena musicale italiana?

Secondo me non si smette mai di voler dimostrare qualcosa. Però io faccio musica con un altro spirito: quello di fare canzoni. Fossi per me starei 24 ore su 24 in studio. Non so se ho qualcosa da dimostrare, ma sicuramente ho voglia di fare.

Numeri enormi, dischi di platino, hit globali: c’è il rischio che diventi una pressione? Tu come la vivi?

Io me la vivo abbastanza bene. Non mi creo aspettative né mi carico di responsabilità musicali. Faccio musica e quello che succede succede. Cerco solo di farla bene.

Qual è il successo che senti più tuo, al di là delle certificazioni?

Sicuramente aver portato artisti internazionali a cantare in italiano. Credo sia una cosa bella per la musica italiana, perché ci rende più aperti a nuove collaborazioni e influenze.

C’è stato un momento nella tua carriera in cui hai pensato: “Ok, ce l’ho fatta”?

È una cosa che in realtà non pensi mai, perché ogni traguardo ne porta subito un altro. Forse l’ho pensato quando ho iniziato a vivere di musica: lì ho capito che non era più un gioco.

Cosa ti sei regalato con il primo guadagno?

Forse un orologio… non ricordo esattamente, ma mi sembra quello.

La cosa meno “da Fred De Palma” che fai nella vita?

Mangiare in modo super semplice: riso, pollo, verdure… cose così.

Se “La testa gira” fosse una sensazione, quale sarebbe?

Direi una sensazione di “presa bene”, di eccitazione per qualcosa.

Se fosse un film o una serie TV?

Non lo so, in questo momento non mi viene in mente niente.

Prossimi appuntamenti: dove ti vedremo?

Sicuramente sarò in giro. Ho già delle date, ma non sono ancora pubbliche. Però mi vedrete presto live.