Emily in Paris 5 è disponibile su Netflix dal 18 dicembre. La nuova stagione vede la protagonista spostarsi da Roma a Parigi e poi a Venezia, tra nuovi eventi glamour e, ovviamente, immancabili ostacoli amorosi. Ora referente dell’Agence Grateau a Roma, Emily si trova ad affrontare nuove sfide professionali e sentimentali, mentre si adatta alla vita nella città eterna. Ma proprio quando tutto sembra andare bene, un’idea lavorativa si rivela un fallimento, con conseguenti delusioni amorose e lavorative. Con Lily Collins, Philippine Leroy-Beaulieu, Ashley Park, Lucas Bravo, Samuel Arnold, Bruno Gouery, William Abadie, Lucien Laviscount, Eugenio Franceschini e Paul Forman, vediamo insieme qualcosa di più su questo capitolo.
Emily in Paris 5, la quinta stagione tra l’Italia, Parigi e nuovi imprevisti: recensione
Creata da Darren Star e con protagonista Lily Collins, la quinta stagione di Emily in Paris riprende lo stile dei capitoli precedenti. Glamour, moda, location da cartolina e intrecci sentimentali continuano ad essere il cuore del racconto, affiancati da vecchi e nuovi personaggi che accompagnano la giovane protagonista in questi altri episodi.
Queste nuove puntate, sempre dalla durata di circa mezz’ora, riprendono esattamente dagli avvenimenti della stagione precedente. Emily è ancora a Roma, divisa tra la sua nuova vita professionale e quella personale che, almeno inizialmente, sembra procedere serenamente. La sua relazione con Marcello Muratori continua ad andare a gonfie vele ma, come da tradizione della serie, è solo questione di tempo prima che complicazioni e imprevisti si metterano sulla loro strada.
Dal punto di vista dei numeri, questo quinto capitolo è stato già un successo per la piattaforma. Ha infatti conquistato in soli 11 giorni il secondo posto nella classifica Global Top 10 delle serie TV in lingua inglese e raggiunto la Top 10 in 91 paesi e la prima posizione in altrettante 24 nazioni, tra cui Francia, Italia, Brasile e Germania. Dati che confermano quanto il pubblico sia affezionato a questo titolo, nonostante le diverse critiche.
Proprio in questa quinta stagione infatti emergono maggiormente alcuni limiti che iniziano a pesare sulla resa complessiva del prodotto. Anche se rimane una comfort serie leggera e pensata per il puro intrattenimento, questa definizione non basta più a giustificare una serie di scelte narrative che rendono gli eventi sempre meno credibili e, soprattutto, facilmente prevedibili.
La trama sembra infatti seguire degli schemi già visti in passato, privi di quella freschezza che aveva invece caratterizzato i primi capitoli.
Lo stile, sia negli outfit che negli eventi mondani, caratterizzati da una cura estetica sempre impeccabile, rimane uno dei punti saldi della serie. Ma le dinamiche tra i personaggi, stagione dopo stagione, diventano sempre più inutilmente intricati.
Rispetto alla prime stagioni, la serie sembra stia perdendo parte della sua spontaneità, appesantendo il racconto e rendendolo maggiormente monotono.
Anche le relazioni sentimentali di Emily, se prima potevano incuriosire, adesso diventano sempre più facili da prevedere e meno capaci di sorprendere.
Conclusioni
In conclusione, Emily in Paris 5, nonostante resti iconica nella scelta dello stile, delle location e dell’immaginario legato alla moda e al lusso, non convince pienamente, arrancando nella costruzione della trama e nello sviluppo delle dinamiche tra i personaggi.
Emily continua ad essere un’icona di stile e di glamour. Le lovestories, però, sia le sue sia quelle che coinvolgono gli altri personaggi, sono meno magiche e sognanti rispetto al passato.
Nonostante ciò, consigliamo comunque la visione a chi cerca una serie tv di intrattenimento leggero, ideale per staccare la spina e immergersi nell’universo patinato della moda parigina e italiana. L’aspetto stilistico rimane il suo punto di forza, ma per la prossima stagione avrebbe bisogno di ritrovare una nuova energia nella narrazione.
E chissà, forse con il passaggio in Grecia suggerito nell’ultimo episodio, potrebbe trovarla.









