Elenoire Casalegno, intervista: “Nella puntata su Frizzi ho faticato a trattenere le lacrime” | ESCLUSIVA

Elenoire Casalegno

Elenoire Casalegno è tornata a lavorare al programma di Tv8 che conduce insieme a Giovanni Ciacci. La coppia più divertente del piccolo schermo si è rimessa in moto per tener compagnia ai telespettatori con le nuove puntate di Vite da Copertina. Per comprendere meglio come sia cambiata la loro quotidianità professionale e cosa abbiano in serbo per noi telespettatori abbiamo intervistato in esclusiva Elenoire. Ecco cosa ci ha raccontato su come siano cambiate le cose negli studi di Sky a causa del Covid-19 e di tutte le misure di sicurezza da adottare oltre che al distanziamento sociale. Con lei abbiamo parlato della puntata dedicata a Frizzi, ma anche di Valeria Marini e di GF Vip oltre che di Giovanni Ciacci.

Elenoire Casalegno, intervista esclusiva: il ritorno in tv con Vite da Copertina

Come è stato ritornare in studio per registrare le nuove puntate di Vite da copertina?

Da un lato è stato, come dire, un sospiro di sollievo. Poter lavorare significa occupare parte della propria giornata e tornare ad essere attivi. E’ però un lavorare differente rispetto a quando abbiamo chiuso, prima della quarantena. A tratti è tutto molto surreale. Nel palazzo di Sky dove lavorano 1500 persone credo che ad oggi non arriviamo a 100 persone. Noi siamo stati la prima trasmissione Sky, al di là dei telegiornali, a riprendere, ma ci sono degli iter fondamentali da seguire.

Arrivi, c’è una entrata ad hoc, che non corrisponde più all’uscita, c’è un punto dove ti fanno lo scanner per controllare che il tuo stato di salute sia ottimale. Ti danno guanti e mascherina ogni giorno. Io arrivo nel mio camerino, vado al trucco in una sala dove siamo solo io e la truccatrice e nessun’altro. Prima era una sala comune. La truccatrice è… hai presente CSI? Cuffia, occhiali, mascherina, guanti e camice … .

Fa venire un po’ i brividi…

Esatto sembra tutto surreale, sembra di vivere su un set di un film di fantascienza. Dopo tutto questo si raggiunge lo studio uno alla volta. Qui vi è un numero minimo indispensabile di addetti. I cameraman che sono a 5 metri di distanza da noi con tanto di mascherina e guanti. Solitamente avevamo ben tre autori con noi, ora sul set si presenta un solo. C’è poi uno della produzione e ciascuno ha il suo ‘banchetto’ – come lo chiamo io – a distanza di tre o quattro metri uno dall’altro. La truccatrice se ha bisogno di ritoccarci o tamponarci, siccome deve rimanere fuori dallo studio, deve chiedere di poter entrare e deve uscire una delle persone che sono in studio con noi perché non si può superare un certo numero.

Oltre a ciò ci sono le figure dei sorveglianti che controllano che sia fatto tutto a norma. Alla mensa, infine, si mangia in un tavolo separato da soli. Questo è ciò che avviene oggi. Ecco perché l’idea di poter tornare a lavorare è qualcosa che fa bene alla mente, al corpo e allo spirito, però chiaramente per chi ritornerà in questi giorni è ovvio che non sarà un lavorare come prima.

E’ tutto chiaramente diverso. Siamo oltretutto tutti quanti molto confusi perché nessuno di noi, nessuna generazione presente, ha mai vissuto una situazione di questo tipo.

Siamo spaventati e stressati, aggiungerei … 

Eh, non è che stando chiusi in casa ci si riposi. Soprattutto in questa situazione. Io credo che molti italiani in questi giorni non stiano dormendo bene.

Sì, sono aumentate infatti le richieste di farmaci e aiuto

Io lo sostengo dall’inizio della quarantena. Non c’è solo un problema fisico, ma anche mentale. La salute mentale di tutti noi non va sottovalutata in un periodo come questo. Non dobbiamo dimenticarci oltretutto che sia faticoso per tutti, ma che vi siano persone che già soffrivano di ansia, attacchi di panico e quant’altro ed ora siano messe ancor più a dura prova.

Vite da copertina: anticipazioni e news sulla trasmissione

Ritorniamo a Vite da Copertina. Per quanto tempo andrà in onda? A quante puntate state lavorando? 

Noi come previsto stiamo recuperando tutte quelle puntate che chiaramente non sono andate in onda durante il lockdown. Il pubblico non è mai rimasto solo perché sono state programmate le repliche, ma ora, finalmente, torneranno le puntate inedite. Noi lavoreremo fino a fine maggio, chiuderemo quindi tutte le registrazioni a fine mese o forse i primi di giugno. La trasmissione, invece, andrà in onda fino a fine giugno.

I telespettatori vogliono, infatti, leggerezza, vogliono programmi di intrattenimento. Dopo un periodo legato necessariamente all’informazione, ora il pubblico televisivo, e i dati Auditel ne sono la riprova, cerca qualcosa per distrarsi e passare il tempo. Sei d’accordo? 

Certo, anche io ero, all’inizio attaccata e incollata ai telegiornali e alla carta stampata, ma anche a tutti i programmi di informazione perché volevo sapere, conoscere, capire tutto. Poi pian piano ho capito che troppe informazioni erano nocive. Mi sono messa a leggere le notizie principali e poi a chiudere il tutto e pensare ad altro per non entrare in un loop pericoloso. La nostra mente va comunque aiutata, alleggerita. Bisogna nei momenti di difficoltà aiutarsi in tutti i modi, tornare a sorridere, a ridere … . Bisogna farlo per la propria salute !

Come pensi che sarà la televisione del prossimo futuro? Quanto ci metterà a riprendere la ‘normalità’ – se di normalità possiamo parlare – e cosa vedremo prossimamente in onda? 

Non credo sia facile da gestire tutta la situazione. All’interno delle aziende televisive lavorano oltretutto parecchie persone. Chi potrà continuare in smart-working molto probabilmente proseguirà ancora un po’ così. Non sarà comunque semplice. Penso che i programmi verranno scaglionati per evitare un assembramento nei vari studi televisivi e temo che per ogni produzione verranno dimezzati i professionisti che vi lavoreranno.

Ovviamente quelle trasmissioni che fino a due mesi fa prevedevano il pubblico continueranno a non averlo. Oggi il pubblico in studio dobbiamo scordarcelo. Nei vari studi si ritornerà anche un po’ al fai da te microfonandosi da soli. Insomma ritengo, visto anche l’esperienza che sto vivendo, che si dimezzerà un po’ tutto e che i vari programmi verranno scaglionati. Non penso che potranno partire in contemporanea tante produzioni per colpa del divieto di assembramento.

Mi auguro però che le cose possano riprendere nel migliore dei modi per tutti e in totale sicurezza. 

C’è una storia di Vite da Copertina che hai raccontato e che ti ha particolarmente colpito, c’è un esperienza di un personaggio televisivo che ti ha emozionato o fatto riflettere? 

Ce ne sono tante. Credo che le storie delle persone, non dei personaggi, perché dietro ci sono sempre persone, siano sempre tutte molto affascinanti. In questi giorni abbiamo registrato una puntata tutta dedicata a Fabrizio Frizzi, che io ho avuto la fortuna di conoscere qualche anno fa quando ancora era spostato con Rita Dalla Chiesa.

Veramente al di là del professionista, quello che mi viene da dire e che ho anche già detto, è che nella mia carriera con tutte le persone che ho visto, frequentato, e con le quali ho lavorato, è la seconda persona che posso dire essere stata una persona davvero perbene. Oggi trovare una persona perbene è quasi una rarità, un’oasi nel deserto. Nel raccontare la sua storia ho avuto dall’inizio alla fine un magone immenso, a tratti ho faticato tantissimo a trattenere le lacrime. Era veramente considerato uno di famiglia Fabrizio. Per le persone da casa era un fratello, uno zio … faceva parte di noi.

Quel suo modo di entrare in casa dalle persone bussando alla porta ed entrando in punta di piedi era unico. La sua educazione, la sua umiltà erano sicuramente qualità molto amate dai telespettatori e che lo hanno portato a entrare nei cuori di milioni e milioni di telespettatori. Abbiamo oltretutto raccontato un aneddoto che non ricordavo, ma che lo ha descritto perfettamente. All’epoca lui presentava un programma in prima serata, ma una sera non si presentò perché essendo donatore di midollo osseo lo avevano chiamato dall’ospedale. Ecco lui preferì andare a donare più che la diretta tv e questo gesto non è sicuramente da tutti.

C’è qualcuno invece che quando avete raccontato un gossip che lo riguardava si è arrabbiato con voi?

Eh, siiiì !!! (ride) Non ti svelerò mai il nome. Posso dirti solo che è un attore. Mi spiace tantissimo. Al di là di tutto siamo sempre educati e mai sgradevoli. Cerchiamo sempre di usare il tatto, ma ci sono ahimè colleghi particolarmente permalosi… Alla fine però – se devo dire la verità – mi ha fatto piacere che si sia arrabbiato perché vuol dire che ci segue. (ride).

Elenoire Casalegno e Giovanni Ciacci: fra amicizia e lavoro

Come è lavorare con Giovanni Ciacci?

Ci conosciamo da tanto e ci divertiamo un sacco insieme. Io sono un maschiaccio e lui mi vede come l’amico. A volte mi guarda e mi dice: “Sei più maschiaccio di me”. C’è un’ottima sintonia e non abbiamo mai avuto problemi, mai scontri. Ogni tanto bisticciamo sulle pagelle perché lui parte con dei due sui look su cui io non sono proprio d’accordo. Lui vorrebbe vedere sempre la donna sul tacco dodici. Io sono una ‘sportivona’ e quindi lì ci punzecchiamo.

Se dovessi descrivere Giovanni con tre aggettivi quali useresti e perché? 

Godereccio, perché gli piace godere della vita. Abbiamo una passione in comune, quella dell’enogastronomia. Lui in realtà non beve i vini, ma ha una passione per la gastronomia ed il buon cibo. Spesso ci scambiamo delle ricette e in questo periodo di quarantena non abbiamo fatto altro che cucinare. Esteta perché cerca sempre la bellezza. Per finire direi generoso. 

Dopo questa bellissima descrizione …

Mi chiede la mano? Mi sposa? (Ride !!!)

Direi almeno un invito a cena!

Quello volentieri, lo accetto per appena si potrà. Eccome se lo accetto !

Valeria Marini e il GF VIP

Siamo rimasti ad un tuo intervento a Live Non è la d’Urso su Valeria Marini in cui le dicevi che non avresti parlato di cose di tre anni prima. Di cosa si trattava?

Un attimo, direi che quella frase non va estrapolata, ma va visto tutto il contesto. Valeria ha avuto un rapporto problematico all’interno della casa con Antonella Elia. Quest’ultima è sicuramente un peperino e ha un carattere non semplicissimo, nulla da dire, però lei ha iniziato a parlare di bullismo. Io prima di parlare di bullismo ci penserei un attimo. Quelli che vengono davvero bullizzati sono altri. Non è Valeria e nemmeno Antonella. Loro sono due donne comunque molto forti, che si sanno difendere e non sono persone fragili. Io non parlerei di bullismo. E’ quello che non mi è piaciuto. Come ho anche detto che la Marini parlava di bullismo e non ricordava quello che era stato fatto a Mariana e alle sue campane tibetane.

Saresti mai rientrata nella casa del GF Vip come ha fatto Valeria? 

Ma neanche morta! (Ride ndr) E’ stata una esperienza sicuramente molto importante dove per quasi due mesi ho conosciuto persone stupende che però non ho avuto modo di vedere, se non dopo la mia uscita. Le voci che il pubblico sente all’interno della casa le ho volute conoscere di persona una volta finito tutto. Ho conosciuto persone stupende, umane, con una capacità di entrare in empatia enorme, ma soprattutto persone che non si fermano al giudizio, all’apparenza, ma che cercano di comprenderti e capirti. Nessuno lo dice, ma questi autori vivono con te ventiquattro ore su ventiquattro e vivono in una stanza piccolissima. Noi sentiamo una voce e non li mediamo, ma loro sono in una stanza che è il loro confessionale, fanno così anche loro il Grande Fratello. Persone veramente meravigliose: Omar, Paola, Nicola, Laura, Piera la psicologa.

E’ una esperienza che paradossalmente per qualche aspetto, qualche sfumatura, ricorda un po’ questa quarantena se non che quello sai che è un lavoro, non c’è a rischio la vita, e soprattutto sai che prima o poi finisce … . Lì dentro ti ritrovi per due mesi senza parlare con nessuno della tua famiglia, dei tuoi amici più cari, dei tuoi affetti, non vedi nessuno e non hai informazioni. Non puoi leggere un libro, non c’è televisione, non c’è telefono, non c’è computer, non c’è nulla di nulla. Sei estranea al mondo.

Nel momento in cui io sono uscita ero contenta di tornare dalla mia famiglia e alla mia vita, ma allo stesso tempo avevo molta paura di tornare alla vita normale. Non sapevo cosa mi poteva aspettare. Io ricordo che la prima settimana rimasi a casa. Non volevo ritornare tra la gente. Mi c’è voluto un po’.

Sicuramente una esperienza che non ti capiterà mai nella vita e dipende sempre da come la fai. Se la fai perché vuoi a tutti i costi vincere ed emergere allora ha un altro significato. Se la prendi come esperienza personale, invece, fai un altro tipo di percorso e quello inizia ad essere un po’ più tosto.

Come tutte le esperienze si fanno una volta ! Una volta che hai fatto un percorso, l’hai compreso, chiudi e vai avanti ! Io ad un certo punto, se ricordi, volevo uscire perché avevo già compreso che il mio percorso era al termine. Star la dentro non lo capisci finché non lo vivi. Come noi prima di oggi non avremmo mai capito una quarantena. 

Beh sicuramente abbiamo compreso come aumenta il nervosismo e come si fa a ‘dar di matto’ per nulla … 

Assolutamente. A me spiace molto quando vedo gente che punta il dito e giudica. C’è stato un momento in cui c’era un clima che sembrava persecutorio. Gente che camminava svestita per le città e che veniva derisa. Ecco quello mi ha fatto molto male. Non possiamo sapere cosa si nasconda dietro a quel comportamento e quale malessere vi sia. Secondo me quindi quelle persone vanno aiutate e non derise. Non possiamo sapere cosa si nasconde nella vita di una persona e cosa c’è nella sua testa e quindi non dobbiamo giudicare nessuno !

Progetti o sogni nel cassetto per il futuro? 

Ad oggi mi ritengo fortunata perché la mia famiglia e tutte le persone a cui voglio bene sono in salute. Il fatto di non aver una preoccupazione, di non aver qualcuno in condizioni precarie, è già un sollievo. In questo momento, se devo essere sincera, cerco di guardare meno al futuro. Sono troppe le difficoltà e le incognite se si guarda molto avanti e quindi, nel mio piccolo, provo a non rischiare di andare un po’ in crisi. Per questo tendo a guardare giorno per giorno e a migliorarmi quotidianamente. Cerco cioè di guardare ogni giorno da ché mi sveglio fino a quando vado a dormire tentando di capire cosa posso fare in quella giornata specifica, come posso migliorarmi e cosa posso imparare di nuovo. Questo mi serve anche per eliminare ogni negatività. 

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