Deadpool – Opinioni e recensione del film

Deadpool film

Deadpool è un film del 2016 di genere Azione/Commedia diretto da Tim Miller, con protagonisti Ryan Reynolds, Ed Skrein, Morena Baccarin, Andre Tricoteux, Brianna Hildebrand, T. J. Miller, Gina Carano, Leslie Uggams. Il film ha una durata di circa 109 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione sul film.

La Trama del film Deadpool

Wade Wilson è un ex membro delle forze speciali con oltre quaranta uccisioni all’attivo sul campo che, stanco della guerra, ha deciso di riciclarsi come mercenario part-time. Una sera, al bar di proprietà dell’amico Weasel e frequentato da sicari, incontra la bella Vanessa, con la quale è amore a prima vista.

La coppia va a vivere insieme e dopo qualche tempo pensa di sposarsi. Il futuro matrimonio trova però un ostacolo non da poco nella scoperta di un cancro terminale che viene diagnosticato all’uomo, lasciandogli solo pochi mesi di vita.

Quando tutto sembra perduto, Wade riceva la proposta di un misterioso avventore che intende reclutarlo per un progetto top secret che, oltre a guarirlo dalla malattia, gli donerebbe anche poteri sovrumani, rendendolo di fatto un vero supereroe. Dopo un’iniziale reticenza il protagonista accetta e, senza dire nulla alla compagna, si allontana in piena notte in direzione del posto indicato.

Al suo arrivo scopre però che le promesse di una nuova vita erano false e la struttura medica è in realtà una sorta di fabbrica di torture in cui gli aspiranti mutanti, tutta gente disperata e prossima alla dipartita, subiscono sevizie fisiche e psicologiche di ogni tipo pur di far emergere il cosiddetto Gene X.

Dopo aver provocato il medico a capo dell’impianto, il mutante Ajax, Wade viene rinchiuso in una camera iperbarica che riduce l’ossigeno al minimo indispensabile. Alla fine del trattamento estremo l’uomo acquisisce straordinari poteri rigeneranti ma in compenso il suo corpo è stato orribilmente deturpato.

Riuscito a fuggire e a sopravvivere ad un devastante incendio grazie alle sue nuove capacità, il Nostro ha paura di tornare da Vanessa in quello stato mostruoso e si imbarca in una missione di vendetta contro i suoi aguzzini. Per farlo in incognito decide di assumere l’identità di Deadpool, il “mercenario chiacchierone” dal costume rosso e nero.

La recensione del Film

Che i cinecomic, piacciano o meno, siano sinonimo di grande e sicuro successo economico è uno dei pochi dati certi del cinema odierno. Storie di persone con poteri incredibili che si coalizzano per salvare il mondo tra gesta di eroismo ed effetti speciali sempre più maestosi dominano un mese sì uno no i botteghini mondiali.

A volte ci sono delle produzioni del filone che tentano di uscire dai canoni classici per offrire uno sguardo diverso, basti pensare alle atmosfere mature del malinconico Logan (2017), e la saga di Deadpool (due capitoli usciti ad oggi della trilogia annunciata) è senza dubbio tra i prodotti a tema più originali.

Il primo episodio, risalente al 2016, è un’operazione dissacratoria che rivisita tutti i luoghi comuni del genere in un’ottica spudoratamente ironica e politicamente scorretta, un vero e proprio calderone pop di black humour e violenza che prende a piene mani da classici passati non solo a tema supereroistico.

Il personaggio di casa Marvel, che ha esordito in forma cartacea nel 1991 grazie a Fabian Nicieza (testi) e Rob Liefeld (disegni), trova qui reale adesione nella stravagante performance di Ryan Reynolds, diventato un tutt’uno con il suo alter-ego anche al di fuori del puro contesto cinematografico, con post ormai virali sui vari social network.

E il “mercenario chiacchierone” è il vero e proprio magnete di una messa in scena folla e sopra le righe, tra rallenty in serie a suggellare le esaltanti scene d’azione, ottimamente coreografate, e i ispirati momenti metacinematografici dove il protagonista dialoga a tu per tu con il pubblico stesso.

Con altri personaggi degli X-Men come il metallico Colosso, e l’esordiente figura di Testata Mutante Negasonica, a collocarlo potenzialmente nello stesso universo dei colleghi di stampo più classico, le quasi due ore di visione regalano sorprese in serie e citano, tramite immagini o dialoghi, altri capisaldi del cinema fantastico come Darkman (1990), V per Vendetta (2005), Alien 3 (1992) o la saga di Nightmare, trascinando ad un epilogo dove la resa dei conti punta su un’esagerazione assoluta nelle dinamiche coreografiche e ambientali, con gli effetti speciali che giocano un ruolo fondamentale.

Per quella che, parole stesse di Wade Wilson, inizia come una love-story e si trasforma in un horror, giostrando tra atmosfere diverse messe sempre e comunque sottostanti all’irrefrenabile verve comica e guizzante del carismatico antieroe al centro della vicenda, cuore pulsante di un film capace di attrarre anche spettatori non propriamente avvezzi ai racconti di uomini o donne in calzamaglia.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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