Cime tempestose, un adattamento controverso e divisivo dall’iconico romanzo – Recensione

Cime tempestose

In quest’occasione partiamo subito da una premessa ben precisa, ovvero che la regista Emerald Fennell non ha mai avuto intenzione di realizzare un adattamento fedele del romanzo di Emily Brontë del 1847, un vero e proprio classico che ha fatto tribolare milioni di lettori e lettrici. Lo ha dichiarato in ogni intervista, con una franchezza che l’ha in parte deresponsabilizzata, sin da quel titolo tra virgolette a far sottintendere qualcosa d’altro.

Chi si appresta alla visione del suo Cime tempestose deve quindi aspettarsi sorprese, e d’altronde è forse questo l’unico modo per interessarsi a un film che, pur imperfetto anche se preso senza l’opera alla base e gli altri adattamenti come metri di paragone, acquista in tal modo almeno il senso di esistere, per quanto controverso. Il problema principale della trasposizione infatti non è nella mancata fedeltà alle pagine scritte, ma nel fatto che del film ci si dimentica ben presto al termine dei titoli di coda.

Cime tempestose: amore che va, amore che viene – recensione

Il casting dei protagonisti è stato senza dubbio frutto di una furba operazione di marketing, con la scelta di Margot Robbie e Jacob Elordi che ha alimentato sin da subito il mondo del gossip e dello star system. L’alchimia tra i due d’altronde è il senso principale delle due ore e rotti di visione, con l’amour fou tra gli iconici personaggi di Heathcliff e Catherine pronto a far appassionare e discutere i fan. Va detto che l’erotismo e il sesso sono più suggeriti che effettivamente espliciti, con le scene più spinte assai limitate rispetto a quanto prevedibile.

E che il romanticismo, pur presente, è schiavo di una confezione sporca e cattiva, in pieno stile della regista che non è nuova a voler scioccare, anche gratuitamente, lo spettatore. Basti pensare ai suoi film precedenti, Una donna promettente (2020) e Saltburn (2023), che avevano parecchio diviso pubblico e critica, tra chi apprezza il suo approccio senza compromessi e chi invece lo ritiene un gratuito quando non volgare foggio di stile.

Cime tempestose va detto non farà cambiare idea né agli uni né agli altri, in quanto sin dai primissimi minuti, con l’impiccagione di un uomo in pubblica piazza e commenti sul suo membro da parte degli astanti, la sceneggiatura e relativa messa in scena non usano mezze misure.

La destrutturazione del mito

Scelte iconoclaste che si ripercuotono durante il corso degli eventi, con tanto di riferimenti sadomaso e di sottomissione psicofisica nella gestione del rapporto tra Heatchliff e la “seconda scelta” Isabella che potrebbero far storcere il naso, comprensibilmente aggiungiamo, ai puristi. E che dire della colonna sonora affidata alla cantante Charli XCX, che ha scritto le canzoni originali del film – un album a sé stante – e alla sua collaborazione con il compositore Anthony Willis? Funziona inaspettatamente, meglio di quanto ci si poteva attendere.

Difficile criticare il taglio alla seconda metà del romanzo, taglio che d’altronde è stato compiuto da pressoché la totalità delle precedenti trasposizioni su grande e piccolo schermo di Cime tempestose. Il problema principale del film è che ci troviamo davanti a uno scheletro esteticamente bellissimo, a cominciare proprio dai due protagonisti da copertina, ma senza la verve drammatica che lo dovrebbe sostenere, schiavizzata da gratuità non richieste e dalla rappresentazione di un amore tormentato più urlato che struggente.

Conclusioni finali

La sensazione che la forma sia divenuta il contenuto è palpabile ed Emerald Fennell ha sacrificato la complessità del romanzo all’altare di un approccio visivo che punta sull’estetica e sul fascino, quello sì travolgente, dei suoi protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi. Ma il mix di amore-odio e dipendenza dell’opera originaria è qui soltanto un lontano ricordo, in favore di qualcosa d’altro che non è né carne né pesce.

Cime tempestose“, rigorosamente tra virgolette come più volte sottolineato dalla cineasta per smarcarsi furbamente dalle critiche sulla mancata fedeltà, è un film su due persone che si amano, per quanto tra tira e molla e tormenti assortiti, e non su due persone che si consumano lentamente l’un l’altra. La suggestiva messa in scena e una confezione elegante anche nelle sue storture potrebbero non bastare ai puristi del romanzo e a chi poco apprezza lo stile senza mezze misure della regista.