Festival di Sanremo 2026, intervista esclusiva ad Arisa: “Non penso alla vittoria, preferisco non avere aspettative. La tv mi ha permesso di farmi conoscere davvero. Se fossi direttore artistico, mi impegnerei personalmente a cercare le migliori canzoni scritte da autrici donne”

Arisa

Durante la serata dei duetti del Festival di Sanremo, Arisa ha collaborato con il Coro del Teatro Regio di Parma per eseguire “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, in un arrangiamento curato e diretto dal Maestro Roberto Molinelli. Il brano, diventato negli anni un simbolo della femminilità e della sua forza, continua a raccontare tutte le sfumature dell’universo femminile, conquistando generazioni diverse. Arisa ha regalato una performance intensa e coinvolgente, capace di emozionare il pubblico che l’ha applaudita e acclamata con entusiasmo. La cantante appare in uno stato di grazia notevole, confermando il suo talento e la sua capacità di interpretare con profondità ogni testo. La sua esibizione ha mostrato sia eleganza che forza emotiva, rendendo omaggio al valore e alla sensibilità delle donne. Con “Magica favola”, brano originale presentato quest’anno al Festival, Arisa ha catturato l’attenzione e il cuore del pubblico. La sua voce calda e intensa ha trasformato ogni nota in un momento memorabile. Ora Arisa punta però al podio.

Festival di Sanremo 2026, intervista esclusiva ad Arisa

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Arisa. La cantante ha parlato del momento emozionante che ha vissuto ieri sera alla serata delle cover quando la sua performance è stata accolta da un’ovazione: “È stata un’emozione incredibile, mi sono davvero commossa come non succede spesso, devo dirlo sinceramente. Mi è sembrato di vivere un momento unico, come quei concerti di Fiorella Mannoia in “Una, Nessuna, Centomila”. Su quel palco mi sono sentita contemporaneamente una sola persona e, allo stesso tempo, mille vite diverse, come se fossi “una, nessuna e centomila”. Ieri sera, quando Carlo Conti ha annunciato che Arisa si era classificata al terzo posto nella serata delle cover, dalla platea sono partiti alcuni fischi di protesta: “In realtà i fischi sono durati poco, perché sia il secondo che il primo posto erano stati molto apprezzati dal pubblico per i rispettivi duetti. Credo quindi che fosse più una reazione istintiva e immediata, un giudizio d’eco più che un vero disappunto”. 

Un’interpretazione che le è valsa i complimenti da parte di Fiorella Mannoia: “Fiorella è rimasta soddisfatta della mia esibizione, anche se io avrei voluto cantarla meglio, come faccio di solito. Nonostante questo, lei si è dimostrata molto contenta”, ha detto la cantante. Arisa per il momento non pensa alla vittoria nonostante sia nelle prime 5 posizioni in classifica: “Guarda, è già la terza volta che mi dicono che sono in top 5 questa settimana, ma io non voglio pensarci: voglio affrontare tutto con calma e rilassarmi davvero. Non voglio avere aspettative, perché so che aspettarsi qualcosa rischia solo di rovinare le cose”. Poi ha rivelato a chi andrebbe la sua dedica in caso di vittoria: “Dedicherei la vittoria a tantissime persone, perché è stato il risultato del lavoro di molte persone. Prima di tutto lo dedicherei alla vita e ai miei genitori, che me l’hanno donata. Poi lo dedicherei a Lorenzo Zambelli Osmer, che è stato al mio fianco e ha contribuito a dare il via a questo progetto, e a tutte le persone che hanno collaborato con me. Infine, lo dedicherei al pubblico che mi sostiene da sempre, con la speranza che continui a farlo anche in futuro”. 

The Voice Kids ha mostrato Arisa sotto una nuova luce, rivelando lati della sua personalità e del suo talento mai visti prima: “Non saprei, ma credo che la televisione mi abbia dato un grande aiuto, perché forse, non proprio tutti, ma soprattutto gli addetti ai lavori, avevano delle domande su di me, delle cose che non riuscivano a capire del tutto. Attraverso la TV ho avuto il tempo e lo spazio per dimostrarmi per quello che sono davvero. Poi, The Voice è un format che lascia molta libertà, e per questo mi piace sempre farne parte. L’interazione con i partecipanti, siano essi Kids o Senior, è molto autentica e reale, e questo rende l’esperienza ancora più speciale”. 

In queste serate, Arisa ha indossato dei look da principessa Disney improntati alla leggerezza. E’ proprio questo lo stato d’animo che la caratterizza: “Mi sento più leggera, sì, ma allo stesso tempo anche più pesante. C’è una nuova consapevolezza in me, ma resta una leggerezza simile a quella delle donne raccontate in “Quello che le donne non dicono”. Ho 43 anni, non sono più una ragazzina: conosco la verità della vita, ma continuo ad amarla intensamente. Prima mi pesava non riuscire a capire che la libertà è il valore più grande e che i pensieri non dovrebbero essere appesantiti da troppe preoccupazioni. Le difficoltà ci sono già di per sé, aggiungerne altre rischia solo di complicare tutto senza motivo”. 

Quando le chiediamo che fase della sua vita fotografa il brano che ha portato in gara ha ammesso: “In questo periodo della mia vita sto cercando di costruire me stessa in modo diverso e di interiorizzare la vicinanza degli altri in maniera nuova. Mi sento davvero fortunata ad avere tante persone accanto a me che condividono e sostengono lo stesso percorso”. 

Arisa ha espresso il suo pensiero sulla polemica delle poche donne in gara quest’anno a Sanremo: “Allora, come ha detto Carlo, lui ha scelto le canzoni, non gli autori. Questo lo dico sempre ai cantautori. Tuttavia, mi sorprende un po’ che molte delle canzoni presentate da donne non abbiano raggiunto l’effetto sperato, e mi chiedo se non ci sia un modo diverso di interpretare ciò che nasce da un’essenza femminile. Certo, anche gli uomini scrivono brani bellissimi per le donne. Ti rispondo con sincerità, perché mi stai facendo questa domanda, ma in realtà non ho una risposta chiara, è più una riflessione che mi pongo anch’io. Sinceramente, sarebbe bello avere un festival dominato dalle donne almeno una volta nella vita. Se fossi direttore artistico, mi impegnerei personalmente a cercare le migliori canzoni scritte da autrici donne”. 

Dopo il Festival di Sanremo, uscirà un album e ci sarà un tour: “Dopo Sanremo mi aspetta un’altra puntata di The West Generation, la finale, e poi due concerti: uno a Milano il 29 maggio al Teatro Lirico e uno a Roma il 22 maggio al Teatro Brancaccio. Successivamente ci saranno diverse date estive, e poi un tour teatrale che ci accompagnerà per tutto l’autunno, con la speranza di continuare anche dopo Natale. Il 17 aprile, venerdì, uscirà il nuovo disco intitolato Fotomosse, che conterrà 14 tracce e promette di raccontare tanto. Abbiamo moltissimo da dire e da suonare, e spero che le persone apprezzino questo lavoro e vengano a sentirci dal vivo”. 

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