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Zootropolis 2, la recensione (senza spoiler) dell’emozionante sequel Disney

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Zootropolis 2, sequel Disney che vede il ritorno della coniglietta poliziotta Judy e del suo collega volpe Nick, è disponibile su Disney+. I due ritornano dieci anni dopo il grande successo del primo capitolo, portando sullo schermo nuove emozioni e una storia davvero coinvolgente. Ormai sono una squadra affiatata anche se, più del previsto, si trovano in missioni rocambolesche che mettono a soqquadro la città. Ma quando iniziano ad indagare su un serpente, considerato una specie pericolosa, ciò che emerge diventa ancora più inquietante. Le certezze sulla città crollano pian piano, e i due vengono trascinati in una spirale di pericolosi segreti. Tra salute mentale, inclusione e nuovi personaggi, vi sveliamo di più su questo film. 

Zootropolis 2, la recensione (senza spoiler) dell’emozionante sequel Disney

Diretto da Byron Howard e Jared Bush, quest’ultimo impegnato anche nella sceneggiatura e nella produzione, Zootropolis 2 è stato uno degli ultimi film più di successo della Disney. Ha infatti incassato oltre 1,7 miliardi di dollari, aggiudicandosi il primato come film d’animazione di maggior successo al botteghino di tutti i tempi. Complice, sicuramente, anche una scrittura davvero solida e una maturità dei temi affrontati, che lo rendono, sotto certi aspetti, persino superiore al primo film. 

Tra gli aspetti più interessanti del film c’è la rappresentazione dei rettili. Tra serpenti, lucertole, iguane e altre specie, questi animali sono costantemente vittime di pregiudizi, e vivono ai margini della città perché considerati pericolosi. Metafore che risuonano tristemente attuali, rendendo la pellicola un universo narrativo efficace per parlare di discriminazioni, stereotipi e marginalità.

L’aspetto della terapia in Zootropolis 2

Un altro elemento che rende particolarmente maturo questo secondo capitolo è quello della salute mentale. Un tema, fino a pochi anni fa, ancora molto tabù nei film d’animazione, che qui invece trova spazio. Judy e Nick partecipano infatti a un gruppo di terapia pensato per coppie lavorative in crisi. Ma non solo. Entrambi dovranno anche fare i conti con loro stessi. Judy con la sua “sindrome dell’eroina”, sempre pronta a buttarsi in una missione senza ascoltare il partner e senza chiedere aiuto; Nick con la sua pungente ironia, che però nasconde un dolore più profondo.

La loro avventura non è quindi solo un viaggio alla scoperta dei misteri di Zootropolis, ma anche un percorso dentro la propria sfera emotiva. Le loro difficoltà ad aprirsi e ad ammettere le proprie fragilità rispecchiano dinamiche molto riconoscibili nella società contemporanea e risultano familiari anche ad un pubblico più adulto.

Nuovi personaggi e citazionismo

Per ogni sequel che si rispetti, è inevitabile aggiungere anche nuovi personaggi. Accanto ai già noti conosciuti nel primo capitolo, entrano in scena il serpente Gary De’Snake, doppiato in italiano da Max Angioni, fondamentale per lo sviluppo della trama, e la castorina Nibbles Maplestick, doppiata da Michela Giraud. Simpatica e stravagante, è conduttrice del podcast, “Squame e Trame del Mistero”, dedicato a teorie cospirative sui rettili, misteri e leggende metropolitane delle zone paludose del Mercato Pantano.

C’è poi il Sindaco Brian Winddancer, ex attore e cavallo affascinante, che ancora sogna avventure eroiche degne dei personaggi che interpretava in televisione e i Linxley, doppiati da Simone Crisari e Gianni Giuliano, una famiglia di linci a capo di Zootropolis. Infine, non possiamo non citare gli Zebros, due poliziotti con le voci di Alessandro Del Piero e Claudio Marchisio.

Inoltre, il film è costellato di citazioni e omaggi: da Shining, Il Padrino, Il silenzio degli innocenti, Ratatouille, Rapunzel e tanti altri, fino ai riferimenti al mondo reale come la celebre pubblicità della Coca-Cola con l’orso polare, oppure Google che diventa Zoogle o Huluzoo al posto di Hulu.

Conclusioni

In conclusione, Zootropolis 2 è capace di emozionare e divertire qualsiasi spettatore, riuscendo a coinvolgere sia i più piccoli, sia, soprattutto, gli adulti, tra terapia, camei e ispirazioni a film iconici.

I personaggi sono adorabili, commettono errori, si rialzano e sono dotati di una profonda umanità. Il film affronta con sensibilità numerosi temi come inclusione, salute mentale, identità, collaborazione, tra nuove amicizie ma anche spietati villain. Zootropolis 2 si conferma quindi come uno dei migliori sequel della Disney, capace di commuovere, ma anche lasciare tanto spazio per le risate.

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