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A line of fire – Sotto tiro: un action-movie di serie B da dimenticare – Recensione

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Jack “Cash” Conry ha un passato come agente speciale dell’FBI, ma in seguito alla scomparsa della moglie ha abbandonato il servizio per dedicarsi a tempo pieno a crescere le sue due figlie. Vive a Miami come un tranquillo padre di famiglia, ma un tragico evento lo spinge a riprendere in mano le armi e fare nuovamente i conti con quella vita che pensava di aver sotterrato per sempre.

In A line of fire – Sotto tiro infatti la sua vecchia collega Yvonne viene brutalmente assassinata a bordo di uno yacht, sul quale si trovava anche sua nipote Jamie. Proprio la ragazza lo contatta chiedendogli aiuto, in quanto gli uomini che hanno ucciso sua zia sono ora sulle sue tracce con l’obiettivo di eliminare qualsiasi testimone potenzialmente scomodo. Dietro tutto vi è il misterioso Mister X e nella sua missione Cash non potrà fidarsi di nessuno, cercando di proteggere al contempo le persone che ama.

A line of fire: un fuoco di paglia – recensione

Un’ora e mezza precisa, titoli di coda inclusi, nella quale si intrecciano tradimenti e colpi di scena nella peggior tradizione del genere action. A line of fire – Sotto tiro è un b-movie mediocre sotto ogni aspetto, la cui esistenza è difficile da giustificare anche in un mercato streaming contemporaneo che pur ci propina proposte di bassa lega in serie.

Un direct-to-video – ormai appunto direct-to-streaming – che segue pedissequamente le regole del filone, trasformandosi in una sorta di involontaria parodia nel suo prendersi continuamente e ostinatamente sul serio. Dialoghi monosillabici, svolte narrative assurde (la rivelazione finale sull’identità del vero villain non ha alcun senso), risvolti romantici che si sviluppano senza un perché e personaggi che appaiono e scompaiono. La verosimiglianza è zero anche per ciò che riguarda sparatorie e scontri a mani nude, in un pasticcio difficile da ricordare in questi termini negli ultimi anni.

Niente da salvare

Nel ruolo del protagonista troviamo David A. R. White, fondatore e volto di Pure Flix Entertainment, la maggiore casa di produzione di film cristiani americani, anche se qui il motto “porgi l’altra guancia” non viene per niente rispettato, sostituito da un più cinico “occhio per occhio, dente per dente“. La sua interpretazione è impalpabile, sia a livello di carisma fisico che di enfasi melodrammatica, in un cast va detto altrettanto imbarazzante che conta la partecipazione di nomi più conosciuti come Jason Patric e Cuba Gooding Jr., il cui premio Oscar per Jerry Maguire (1996) rimane ancor oggi uno dei più grandi abbagli nella storia dell’Academy.

A line of fire – Sotto tiro non è abbastanza (auto)ironico da funzionare come omaggio consapevole a titoli di genere degli anni Novanta e incapace di costruire la tensione che il suo plot pur potrebbe esprimere nella scontata sceneggiatura; ma soprattutto, non diverte nella sua messa in scena da bassa televisione che fu, senza nemmeno sfruttare il fascino esotico di Miami che pur aveva a disposizione.

Conclusioni finali

Un b-movie che si ammanta di inutili pretese, scadendo spesso nel ridicolo involontario, a cominciare da un protagonista che affronta il materiale con una serietà quasi disarmante, contro ogni logica e buon senso. A Line of Fire – Sotto tiro è un action di serie B che rasenta il nulla, privo tanto di coerenza quanto di reale intrattenimento, con dinamiche a dir poco approssimative anche nell’approccio prettamente ludico.

Cadaveri che si accumulano senza alcun peso narrativo fanno da sfondo a un racconto di vendette e tradimenti dove i cattivi sembrano usciti da un cartone animato e David A. R. White, nel ruolo principale, si muove come un manichino tra battute di rara idiozia e coreografie ai minimi storici, con o senza pistola in mano.

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