Your Lucky Day: un thriller sulla fine del sogno americano – Recensione

Your Lucky Day

Sterling, piccolo spacciatore reduce da una serata storta, si trova in un negozio aperto 24 ore su 24 dove assiste alla vincita della lotteria da parte di uno dei clienti: la cifra monster è di 156 milioni di dollari. In un istante di follia decide di puntargli la pistola alla testa e farsi consegnare il biglietto. Peccato nel bagno dell’emporio proprio in quel momento si trovi un agente di polizia, che in preda al panico spara verso l’uomo armato, finendo però per uccidere involontariamente il vincitore, prima di essere a sua volta colpito da Sterling.

In Your Lucky Day vi sono altri testimoni che stavano facendo acquisti nell’attività, ovvero la coppia formata da Abraham, musicista frustrato, e Ana Marlene, che aspetta un figlio da lui, oltre ovviamente al proprietario Amir, individuo di mezz’età di origini medio-orientali. Sterling, consapevole che il piano è già sfuggito di mano, decide di offrire agli ostaggi una quota del premio in denaro in cambio del loro silenzio e della loro collaborazione, con conseguenze del tutto imprevedibili.

Your Lucky Day: un giorno fuori controllo – recensione

Prima che avvenga l’evento clou, comprendiamo già come i vari personaggi siano tutti bisognosi di soldi, più o meno squattrinati in un’America che non fa sconti e dove il costo della vita si fa sempre più alto giorno dopo giorno. Amara ironia sociale che serve da premessa per stabilire le coordinate narrative di questo microcosmo dove la corsa alla ricchezza diventa l’unica lingua comune, capace di trasformare chiunque in un criminale.

Your Lucky Day, thriller che segna l’esordio nel lungometraggio del regista e sceneggiatore Daniel Brown, riadattante il suo omonimo cortometraggio del 2010, è un film di genere che prova a imporsi nell’affollato filone con qualche spunto satirico in più, ma che finisce per cadere sotto il peso delle proprie ambizioni quando comincia a prendersi eccessivamente sul serio.

Il silenzio degli innocenti

Eppure sulla carta era assai interessante questo capovolgimento del copione classico dell’ostaggio, che in Your Lucky Day diventa complice e potenziale carnefice. Ognuno dei protagonisti ha dei motivi per accettare di stare al gioco, condivisibili o meno che siano, in una decostruzione del sogno americano che però non è certo una novità in un cinema, anche di genere, ormai sempre più critico verso quell’illusorio modello economico.

Brown gestisce la tensione discretamente, con un’unica ambientazione a caratterizzare la pressoché totalità del minutaggio, con l’entrata in scena di poliziotti corrotti a mischiare ulteriormente le carte e aumentare esponenzialmente il pericolo per chi coinvolto. Alcune forzature restano evidenti, a cominciare dalla ragazza incinta che ne combina di cotte e di crude senza troppo conseguenze, anche se l’epilogo sa farsi cattivo al punto giusto, con un pizzico di imprevedibilità a far capolino in una sceneggiatura altrimenti relativamente telefonata.

Conclusioni finali

Your Lucky Day è un b-movie che tenta di dissezionare dall’interno l’american dream, trasformando ostaggi in complici e rendendo un biglietto della lotteria una ragione di vita e di morte, in una notte che nessuno dimenticherà. L’accattivante premessa e qualche buono spunto non giustificano però alcuni risvolti scontati e altri invece poco credibili, anche se contestualizzati nell’ottica di genere.

Tensione non fa rima con emozione, anche per via di personaggi volutamente respingenti che ci accompagnano in quest’amaro viaggio all’inferno dal ritorno incerto, mentre il male si insinua con sempre maggiore insistenza, mosso dai fili del diabolico dio denaro.