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Wax dopo Amici torna con il nuovo singolo “Primo al Mondo”: «È come ricominciare. Gli errori? Mi sono reso conto dopo. Oggi seguo il consiglio di Maria De Filippi» – Intervista

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Wax, nome d’arte di Matteo Lucido, torna con un nuovo singolo e una nuova immagine dopo l’EP omonimo uscito in seguito alla sua partecipazione al talent show Amici di Maria De Filippi, nel quale ha mostrato da subito un grande talento. Il singolo che apre questo nuovo percorso musicale dell’artista è “Primo al Mondo”, in uscita il 29 marzo per Warner Music Italy, ed è scritto a quattro mani con Andrea Bonomo e prodotto da Renzo Stone“Spesso quando si è giovani ci si dimentica dell’importanza di alcuni momenti e del reale significato che questi possono avere”– racconta Wax – “Attraverso la metafora della ‘prima volta’ ho voluto rappresentare questa consapevolezza, ed il senso di inadeguatezza che ne può scaturire”. Un animo dal forte temperamento, una forte creatività, un mix di contraddizioni che uniscono ironia, melanconia e voglia di emergere attraverso le sue parole in musica, tutto questo è Wax, che noi di SuperGuidaTv abbiamo avuto il piacere di intervistare alla vigilia dell’uscita del nuovo singolo.

Wax, intervista all’ex cantante di Amici in uscita con il singolo “Primo al Mondo”

Wax, la passione per la musica l’ha scoperta fin da piccolo suonando il violino. Poi ha iniziato a scrivere i primi brani, dedicandosi costantemente alla scrittura, e dice: “mi ispiro alle cose che faccio, mi calo nei panni degli altri, immagino cose. Secondo me l’immaginazione è l’unico super potere che abbiamo”. A settembre 2022 entra a far parte della scuola di Amici e a maggio esce il suo nuovo singolo “Anni 70” prodotto da Merk & Kremont (ITACA) insieme al primo Ep omonimo presentato negli store delle principali città italiane. A luglio 2023 viene pubblicato il brano “Colori” e a novembre “After”.

WAX, nuovo singolo in uscita il 29 marzo “PRIMO AL MONDO”: un titolo importante? Come nasce questo brano?

«Eravamo in studio: io, Andrea Bonomo e il produttore Renzo Stone. Stavamo parlando di storie amorose, quando poi Andrea ed io ci siamo un attimo guardati perchè mi aveva fatto un complimento dicendomi sei un “First one”. Da una serie di discorsi successivi è uscita fuori la frase “Primo al Mondo” perché si parlava proprio di amore e del concetto della prima volta. Da lì abbiamo deciso di chiamare il brano “Primo al Mondo”».

Hai dichiarato che “Spesso quando si è giovani ci si dimentica dell’importanza di alcuni momenti e del reale significato che questi possono avere e che attraverso la metafora della ‘prima volta’ ho voluto rappresentare questa consapevolezza, ed il senso di inadeguatezza che ne può scaturire”. A quali momenti della tua vita hai dato meno importanza?

«Anche se il titolo è Primo al Mondo, si riferisce a qualsiasi tipo di circostanza e non per forza di cose legato alla prima volta in amore. Vale anche per la prima vota lavorativa ad esempio. Essendo io un ragazzo molto istintivo, mi è successo tante volte di rispondere istintivamente dando subito una risposta affrettata che magari ha avuto delle conseguenze che non desideravo, quando invece in alcuni momenti è giusto riflettere prima di dire o fare delle cose. Questo vale sia in ambito lavorativo che in quello amoroso, ma anche nella vita di tutti i giorni. Prima di mandare qualcuno a quel paese, magari rifletto un attimo su dove potrei aver sbagliato io e dove potrebbe aver sbagliato l’altra persona». 

Ti è capitato spesso? 

«Un sacco di volte, probabilmente ho fatto molti più errori che cose giuste».

Tu arrivi al successo grazie al talent show Amici di Maria De Filippi: in che modo ha cambiata la tua vita?

«Mi ha dato modo di conoscere il mondo della musica da dentro. Prima di Amici avevo delle porte chiuse, dopo il programma mi sono state spalancate delle porte che prima erano chiuse e che mi hanno dato modo di avere un rapporto con la musica più da vicino. A livello discografico, ma anche con le persone che mi circondano, adesso riesco ad evolvere più velocemente la mia musica».

Cosa ti auguri percepisca il pubblico che ascolterà “Primo al Mondo”? 

«La musica va a periodi, un po’ come la vita. Lo scorso anno ho vissuto un periodo che mi ha fatto fare della musica, oggi vivo un altro periodo della mia vita e mi sto reinventando e scoprendo ancora di più dentro di me. Vorrei che alle persone arrivasse il messaggio che non smettiamo mai fino in fondo di conoscerci e di ricominciare soprattutto. Questo momento è per me è quasi come se fossi ripartito da zero».

Cosa ti porti dietro di quella esperienza e se c’è un aneddoto di Maria, un consiglio che ti va di raccontarci?

«Amici è stato un susseguirsi di aneddoti, come se avessi vissuto un’altra vita, anche lontano da chi mi ascoltava, invece adesso le persone che ascoltano la mia musica le ho anche fuori dalla porta di casa. Una cosa che ricordo di Maria De Filippi è che un giorno mi disse di “essere di buon esempio per le persone”. Ero in casetta mi chiamò dal telefono di casa, mi fece andare al secondo piano, c’era Maria, le faccio ascoltare un singolo che doveva uscire, e lei mi dice: “Mettici delle parole che possano fare in modo che tu possa essere un buon esempio per chi ti ascolta”».

Durante il reality si è molto parlato di te, in particolare per una situazione. Senza entrare nel merito della vicenda: ti chiedo solo quanto hai sofferto per l’esposizione mediatica che c’è stata?

«Quando ero dentro Amici non ci ho sofferto più di tanto. La sofferenza è arrivata dopo, quando sono uscito e mi sono reso conto anche del clamore mediatico. Lì dentro si è in un’altra dimensione, quando esci ti rendi conto di determinate cose che sono successe. Queste cose ti fanno tornare indietro e ti fanno avere la forza di andare avanti».

Stai seguendo il serale: c’è qualcuno in cui ti rivedi? Fai il tifo per qualcuno in particolare?

«Tifo un po’ per tutti perché non ho le giuste informazioni visto che non sto seguendo molto quest’anno. Mi piace tanto Holden devo dire».

Come ti sei avvicinato alla musica?

«Grazie al violino, quando a 13 anni ho iniziato a leggere la musica in maniera di studio per la prima volta. Poi a 14 mio fratello mi ha portato per la prima volta un microfono da live, abbiamo iniziato a registrare per gioco, poi ho capito che era una mia esigenza che è quindi diventato un vizio. Un bel vizio, ma che a volte siccome è difficile e sei sempre in competizione, questo vizio ha una doppia visione fatta di gioie e dolori».

Uno dei tuoi tratti particolari durante il talent è stato quello di esibirti senza scarpe: come mai?

«Nasce dal fatto che in quel periodo sul palco avevo bisogno di sentirmi come a casa: senza scarpe. Oggi non riuscirei, anche questo va a periodi».

Hai raccontato di una sofferenza vissuta: “Vengo dalla strada, dovevo sopravvivere, non puoi vivere di istinto. Vengo da una particolare strada. Sono legatissimo alla mia famiglia, non mi ha mai fatto mancare nulla ma non mi ha mai fatto mancare la sofferenza. La musica mi ha dato la libertà, le ali per volare dove voglio, per raggiungere chi avevo perso. Sono sempre stato in tensione, la mia famiglia ha sempre litigato, poi arrivavano i sorrisi”. E’ una frase forte quella in merito al fatto che la famiglia non ti ha fatto mancare sofferenze?

«La mia famiglia non mi ha mai fatto mancare nulla. Io non sto dando delle colpe alla mia famiglia che sia ben chiaro questo concetto. La sofferenza a cui mi riferivo quando ho detto questa frase, è una sofferenza dovuta ai litigi dentro casa, ma come succedono in tutte le famiglie. Io ho detto questa ad Amici senza dare troppo conto alla responsabilità che avevo in quel momento nel dire determinate cose. Anche in questo, dopo che sono uscito dal talent ho capito che determinate cose non andavano dette. Io non direi più una frase del genere. È la prima volta che dico questa cosa a una persona che per lavoro scrive quello che dico: sono sincero». 

Quando hai capito che quella della musica sarebbe stata la tua strada? 

«Mi sa che ancora oggi non l’ho capito. Devo ancora avere la soddisfazione giusta che mi faccia capire che questa è la mia strada. Io faccio musica e basta, non mi pongo queste domande perché poi mi rattristo»

Poco più di un mese fa eravamo in pieno Festival di Sanremo. E’ un palco che sogni? Cosa rappresenta per te?

«Penso che qualsiasi artista sogni quel palco. È una bella vetrina per chi fa il mio mestiere. Anche per me in futuro potrebbe essere una bella opzione»

C’è un cantante che segui in cui un po’ ti rivedi? 

«Stimo le persone, essere come loro no. Irama ad esempio per me è un grande. Con quella canzone non dico che mi sono scese le lacrime, però mi sono commosso»

Lo sai che non è una cosa brutta commuoversi? Anche noi ci siamo commossi da casa quando ti ascoltavamo ad Amici.

«Lo so che è una cosa bellissima commuoversi» 

C’è un nome che ti piacerebbe coinvolgere in un tuo progetto per un duetto? 

«Mi piacerebbe molto, c’è il desiderio di fare delle collaborazioni. Magari con qualche rapper»

Tornando al brano: cosa ti aspetto dopo il 29 marzo? 

«Mi aspetto tutto e niente. Spero che le persone capiscano il messaggio. Un messaggio molto forte in cui crediamo. Mi aspetto che mettano il brano in cuffia e passeggiare con la canzone nelle orecchie. Mi piacerebbe che si sentissero parte di questo brano»

Progetti futuri? Tour?

«Sicuramente ci sarà qualcosa, si spera di fare più di quel che si può. Prima dell’estate abbiamo l’obiettivo, io e le persone che lavorano con me, magari di far uscire nuove canzoni»

Se dovessi scegliere ora il tema di una prossima canzone: quale sarebbe? 

«Beh sicuramente vorrei raccontare quello che sta succedendo oggi. Tutti noi artisti dovremmo responsabilizzarci un po’ di più per quello che sta avvenendo nel mondo. Dovremmo sensibilizzare un po’ di più le persone che ci seguono, soprattutto sui temi importanti. Abbiamo un certo seguito: tocca a noi fare la nostra parte».

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