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Amici 25, intervista ad Alessio Di Ponzio: “Nel periodo dell’infortunio ho toccato il fondo ma sono riuscito a rialzarmi. Entrare tra i professionisti sarebbe un bel traguardo. Emanuel Lo è stato come un padre per me”

In foto: Alessio Di Ponzio

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La finale del circuito danza di Amici si è conclusa con la vittoria di Alessio Di Ponzio, che ha avuto la meglio su Emiliano, allievo di Alessandra Celentano, al termine di una sfida molto intensa. Il percorso del ballerino assume però un significato ancora più profondo se si guarda al suo passato recente. Nella precedente edizione, infatti, Alessio aveva già colpito la commissione per tecnica e determinazione, ma un infortunio lo aveva costretto ad abbandonare il programma prima del tempo. Dopo un anno di lavoro e crescita personale, è tornato nella scuola più consapevole e determinato. Ha riconquistato l’accesso al Serale e ha affrontato ogni esibizione con grande concentrazione e voglia di riscatto.

Noi di SuperGuida TV abbiamo intervistato in esclusiva Alessio Di Ponzio. Il ballerino ha raccontato il suo percorso nella scuola di Amici dopo l’infortunio dello scorso anno: “Il mio stato d’animo è stato in costante crescita: puntata dopo puntata del Serale aumentavano energia e adrenalina, era come una salita continua. Nel mestiere del ballerino ci sono inevitabilmente tante cadute, ma per me la forza sta sempre nell’impegno, nel duro lavoro e nella passione. Se hai davvero una passione forte e un obiettivo chiaro da inseguire, non esiste caduta troppo grande. Io in questi mesi ho ricominciato praticamente da capo: è stato un secondo anno impegnativo e faticoso, perché ho dovuto ripercorrere anche parti già vissute nel pomeridiano. Poi è arrivato il Serale, che era un sogno che inseguivo da due anni, e non mi sono fatto fermare da nulla. Sono andato dritto per la mia strada, come un treno, e sono arrivato fino a qui. Sono davvero felice di esserci riuscito”. 

Emanuel Lo ha creduto in lui sin da subito. Per l’insegnante, Alessio ha speso bellissime parole definendolo un padre per lui: “Io ho visto in lui una figura quasi paterna, e lui ha visto in me qualcosa su cui investire. Non parlerei di un singolo insegnamento, perché ogni momento passato in sala con lui è stato prezioso: non solo per la danza, ma anche per i consigli su come affrontare le cose nella vita. Mi ha fatto crescere tanto anche come persona. Mi ha insegnato che, anche nelle difficoltà, non bisogna mai mollare, perché intorno a te ci sono sempre persone che credono in te. Sono felice che sia stato al mio fianco in questo percorso”. 

Durante la finale, Alessio ha ricevuto una importante offerta di lavoro: “La “Royal Family” è una crew che ho sempre ammirato fin da piccolo e che ho sempre preso come riferimento. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di ballare nei tour, nei concerti, vicino ad artisti importanti, e avvicinarmi a quel mondo è qualcosa di enorme per me. Infatti mi sono emozionato tantissimo ieri quando ho visto il video, perché era un sogno che piano piano sto iniziando a vedere diventare realtà”. Tra i suoi sogni c’è anche quello di poter tornare nella scuola di Amici nel corpo di ballo dei professionisti: “Entrare a far parte dei professionisti sarebbe sicuramente un grande traguardo, anche perché c’è un corpo di ballo che stimo moltissimo. Insomma, mai dire mai: le possibilità sono tante e, se si presenterà l’occasione, la valuterò volentieri. Sarebbe davvero bellissimo”.

Amici 25, intervista esclusiva ad Alessio Di Ponzio

Alessio, hai dimostrato che nella vita si può cadere ma ci si può anche rialzare. Dove hai trovato questa energia?

Il mio stato d’animo è stato in costante crescita: puntata dopo puntata del Serale aumentavano energia e adrenalina, era come una salita continua. Nel mestiere del ballerino ci sono inevitabilmente tante cadute, ma per me la forza sta sempre nell’impegno, nel duro lavoro e nella passione. Se hai davvero una passione forte e un obiettivo chiaro da inseguire, non esiste caduta troppo grande. Io in questi mesi ho ricominciato praticamente da capo: è stato un secondo anno impegnativo e faticoso, perché ho dovuto ripercorrere anche parti già vissute nel pomeridiano. Poi è arrivato il Serale, che era un sogno che inseguivo da due anni, e non mi sono fatto fermare da nulla. Sono andato dritto per la mia strada, come un treno, e sono arrivato fino a qui. Sono davvero felice di esserci riuscito.

Durante la finale, hai ricevuto la proposta di lavorare con The Royal Family Dance Crew in Nuova Zelanda. Sei soddisfatto? 

Amici mi sembrava qualcosa di lontanissimo, una cosa da “non ce la farò mai”, e invece l’anno scorso ci sono riuscito. Mi farei i complimenti anche per il periodo dell’infortunio, perché lì ho davvero toccato il fondo. Grazie alle persone che mi sono state vicino, soprattutto i miei genitori, ma anche grazie a me stesso, sono riuscito a rialzarmi e a dirmi che quello era il mio sogno e dovevo continuare a inseguirlo. È stato un momento difficile, ma ogni caduta, se c’è passione, si può superare. Per questo direi semplicemente al me del passato di essere fiero, perché anche quando non ci credevo fino in fondo, alla fine ce l’ho fatta. Questa è una delle opportunità più belle che mi siano capitate. La “Royal Family” è una crew che ho sempre ammirato fin da piccolo e che ho sempre preso come riferimento. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di ballare nei tour, nei concerti, vicino ad artisti importanti, e avvicinarmi a quel mondo è qualcosa di enorme per me. Infatti mi sono emozionato tantissimo ieri quando ho visto il video, perché era un sogno che piano piano sto iniziando a vedere diventare realtà.

Sono entrato con una nuova consapevolezza. Aver vissuto già un’esperienza ad Amici , anche solo per una parte del percorso, mi ha permesso di capire meglio cosa significhi il programma: le sfide, il duro lavoro, ma anche la determinazione necessaria per andare avanti. La voglia di dimostrare e di tornare a ballare dopo un infortunio, dopo tanto tempo, ha contribuito ad aumentare questa consapevolezza. Mi ha aiutato a non fermarmi mai durante il percorso e a trasformare ogni difficoltà in un’occasione di crescita. Sono arrivato fino in fondo cercando di prendere il meglio da ogni situazione, per migliorarmi sempre di più.

Hai detto che ti piacerebbe entrare a far parte del corpo di ballo di Beyoncè. Tra gli artisti italiani invece? 

Tra gli artisti italiani che ammiro di più c’è sicuramente Mahmood, perché il suo stile musicale è molto vicino al mio gusto e al mio percorso artistico. Anche il suo corpo di ballo è composto da ballerini urban, un mondo che sento molto affine e in cui mi ritrovo parecchio.

Emanuel Lo ha creduto in te sin da subito. Qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso? 

Lo devo ringraziare tantissimo, perché sono davvero grato a lui per non aver mai smesso di crederci, nonostante tutto. Io ho visto in lui una figura quasi paterna, e lui ha visto in me qualcosa su cui investire. Non parlerei di un singolo insegnamento, perché ogni momento passato in sala con lui è stato prezioso: non solo per la danza, ma anche per i consigli su come affrontare le cose nella vita. Mi ha fatto crescere tanto anche come persona. Mi ha insegnato che, anche nelle difficoltà, non bisogna mai mollare, perché intorno a te ci sono sempre persone che credono in te. Sono felice che sia stato al mio fianco in questo percorso.

Ti piacerebbe tornare il prossimo anno ad Amici tra i professionisti? 

Non escludo questa possibilità. È un posto che mi ha dato tanto e a cui sono molto legato. Entrare a far parte dei professionisti sarebbe sicuramente un grande traguardo, anche perché c’è un corpo di ballo che stimo moltissimo. Insomma, mai dire mai: le possibilità sono tante e, se si presenterà l’occasione, la valuterò volentieri. Sarebbe davvero bellissimo.

Con Daniele Doria c’è stato un bellissimo abbraccio. Ti ha dato qualche consiglio? Ci parli del vostro rapporto? 

Con lui, ma anche con altri dell’anno scorso, ho un rapporto molto stretto. In particolare con lui sento un legame forte: per me la “casetta” dell’anno scorso me la sono portata dentro anche in questa seconda esperienza, come una sorta di scudo per affrontare di nuovo un percorso del genere. Sapevo che loro c’erano, sapevo che Daniele c’era fuori per me. Rivederlo è stato bello, perché lui c’era anche in quel momento. Non mi ha dato consigli particolari, mi ha semplicemente detto di fare ciò che so fare meglio, con la massima passione e restando me stesso. Sono consigli che io darei a chiunque: la chiave è essere se stessi, fare le cose perché le si vuole davvero fare, con passione e con il desiderio di divertirsi, senza troppi pensieri. Bisogna affrontare tutto con il sorriso, perché nella vita ci sono già tanti momenti difficili, e il nostro mestiere dovrebbe invece essere fatto di luce, energia e positività. Questo vale per lui e per tutti i ragazzi dell’anno scorso: devo tanto al loro supporto, perché non mi hanno mai lasciato solo, anche da lontano. E so che lo stesso vale per alcuni ragazzi di quest’anno. Sento di aver trovato due famiglie e me le porterò entrambe con me nel tempo.

Come intendi investire il montepremi? 

Sicuramente li investirò nella danza, un po’ come ho sempre fatto nella mia vita. Ho sempre dedicato tutto a questo mondo e continuo a farlo anche adesso. Ora che sono un po’ più grande, posso anche spostarmi di più, viaggiare e guardare oltre i confini italiani, con l’idea di farmi conoscere anche all’estero. Per questo saranno sicuramente investiti nel mio progetto legato alla danza, senza alcun dubbio.

Per me dipende molto dalle coreografie. Ci sono pezzi che raccontano una parte di me, quindi anche aspetti molto personali, mentre altri sono costruiti su un personaggio che il ballerino interpreta e porta in scena. Penso però che il mestiere del ballerino sia proprio quello di rendere tutto unico, non solo attraverso il proprio vissuto, ma anche grazie alla propria personalità. Ci sono coreografie che raccontano momenti della mia vita, come ad esempio un pezzo su Michael Jackson che per me rappresentava un po’ le origini del mio percorso, oppure altri brani più moderni legati a emozioni diverse. Anche quando non c’è una storia costruita alla base, cerco comunque di portare sempre me stesso. In ogni caso, nella mia danza c’è sempre molto di Alessio: la sua personalità, le sue emozioni, sia nei momenti più energici sia in quelli più narrativi, che arrivano direttamente al pubblico.

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