Vittorio Sgarbi viene espulso dall’Aula di Montecitorio durante l’esame del decreto Giustizia. Che Vittorio Sgarbi abbia un carattere particolare, facilmente infiammabile è una cosa risaputa ma in queste ore si è guadagnato un’espulsione dall’Aula di Montecitorio per il suo eloquio volgare e offensivo. Vediamo i dettagli.
Vittorio Sgarbi espulso dall’Aula di Montecitorio: “Non può offendere i suoi colleghi, non può pronunciare parolacce”
La vicepresidente della Camera Mara Carfagna ha ribadito più volte all’Onorevole Sgarbi che non poteva usare un linguaggio volgare né offendere i suoi colleghi e ha chiesto che uscisse dall’Aula, tra gli applausi degli altri onorevoli.
Tuttavia, Sgarbi non voleva abbandonare l’Emiciclo tanto che si è reso necessario l’intervento di alcuni commessi che hanno dovuto portare via di peso il fumantino onorevole. Inutile dire la bagarre che si è sviluppata a Montecitorio, alcuni deputati hanno urlato: “Vergogna, Vergogna!”, altri invece “pagliaccio” e la Carfagna in tutto questo ha sottolineato “ha trasformato quest’Aula in uno show, parolacce anche alle donne”.
“Non può offendere i suoi colleghi, non può pronunciare parolacce”, gli ha detto la vicepresidente Mara Carfagna, più volte ma Sgarbi se n’è infischiato continuando il suo show…
Solidarietà a Mara Carfagna e alle altre deputate per le offese ricevute
“Non è la prima volta che il deputato Sgarbi usa l’Aula di Montecitorio per le sue invettive disonorevoli. Le parole contro i magistrati sono inaccettabili, inevitabile e giusta la sua espulsione. Solidarietà alla presidente di turno, Mara Carfagna, e alla deputata Giusi Bartolozzi, entrambe oggetto di gravi offese”. Così Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia della Camera e deputata M5S si è espressa sull’accaduto.
Forse la frequentazione di certi salotti televisivi, dove il nostro Sgarbi sollazza volentieri, al centro di polemiche sterili e inutili lo hanno confuso a tal punto di non ricordare che non si trovava in tv per fare spettacolo ma dentro un’Aula che rappresenta un’istituzione.









